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3 min

- di Alberto Paternò

Analisi delle 32: Ecuador

A sorpresa l'Ecuador si è qualificato per i mondiali brasiliani, mandando agli spareggi i più favoriti avversari dell' Uruguay. La squadra, allenata dal colombiano Rueda, è stata inserita in uno dei gironi più semplici, il Girone E insieme a Svizzera, Francia e Honduras. Avrà qualche speranza?


L' immagine archetipica del postmoderno è il labirinto. Un infinita ragnatela  fatta di rimandi e di corrispondenze caratterizza l'era del digitale. Scrivo Ecuador e immediatamente la mia mente crea un collegamento, un rimando alla memoria più autentica, quella maggiormente valorizzata da Freud: la memoria infantile.

Matalo.Moreno.Ecuador. In effetti cos'è per noi il calcio, se non un disperato tentativo di far riemergere e continuare a vivere  quella condizione bambinesca, in cui il gioco rappresentava la totalità della nostra vita, in cui i sentimenti di gioia, allegria, rabbia, paura si condensavano in un puro e limpido divertimento? Come nei sogni, la memoria si esprime per frammenti e del 2002, di quell'anno degli Esordienti in una piccola squadra della mia città, ricordo solo che un giorno si presentò un nuovo bambino, veniva dall'Ecuador. La memoria però passa subito a suo padre che a ogni partita, quando il figlio si avvicinava a un avversario, al suo caro bambino urlava con paterna premura: " matalo!! matalo!!!", cioè "uccidilo!! uccidilo!!".  Matalo. l'urlo che nel 2002 esce dalla bocca di milioni di italiani, bambini compresi, quando scoprono per la prima volta che il calcio non  è divertimento, che il calcio è potere. Matalo è l'urlo che tutti vorrebbero rivolgere a Vieri, Totti, Di Livio, che agli ottavi di finale del mondiale coreano si ritrovano davanti un arbitro corrotto, il pescelesso Byron Moreno (...."ti prendesse sotto un treno", cantavano i Gem Boy parafrasando Zucchero), ecuadoriano, che fa di tutto per far passare ai quarti la squadra di casa, la Corea del Sud. Ecco allora la corrispondenza: matalo (uccidilo), Byron Moreno, Ecuador.

Risultati Mondiali.L'Ecuador però non è quell'arbitro, è una squadra che proprio nel 2002 si presenta per la prima volta ai mondiali, ma che già nel 2006 riesce a raggiungere gli ottavi di finale. Strepitoso anche il cammino di qualificazione ai mondiali in Brasile, dove ha ottenuto risultati contraddittori: mentre è rimasto imbattuto in casa,  durante le qualificazioni, non ha mai vinto in trasferta.

Analisi Rosa. L'Ecuador ha messo in mostra un gioco veloce e frizzante fatto di ripartenza e tagli verticali e può contare su delle buone individualità.
In porta dovrà fare a meno del più esperto Dominguez, attualmente infortunato, lasciando quindi spazio al suo secondo Maximo Banguera. La difesa, la terza di tutto il girone qulificatorio con un solo goal subito in meno dell'argentina, non sembra tuttavia essere il loro punto di forza, nonostante la presenza in difesa di  Walter Ayovi, capitano e difensore goleador(8 in carriera). A centrocampo Luis Valencia capitano della selezione è il trascinatore dei sudamericani, Valencia militando nel Manchester United in patria è un vero e proprio idolo e cercherà con tutte le sue forze di guidare la sua nazione ai massimi livelli, interessante anche il giovane Fidel "Neymar" Martinez e il promettente Enner Valencia. Attenzione invece all'attacco.Nel reparto avanzato infatti  gli inserimenti di Ibarra e i gol di Caicedo  e Jefferson Montero offrono molte possibilità alla squadra di Rueda.

Probabile Formazione. 4-4-2. Banguera; Paredes, Erazo, Guagua, W.Ayovi; A.Valencia, Castillo, Noboa, Montero; J.Ayovi, Caicedo.

Pronostico. L'Ecuador si trova in un un girone potenzialmente alla sua altezza. Tuttavia sulla carta le favorite saranno Svizzera e Francia. Nonostante ciò, l'imprevedibilità mostrata  nei gironi di qualificazione potrebbe palesarsi anche in Brasile, consentendo alla squadra sudamericana di passare il turno. Gli ottavi di finale in ogni caso saranno per loro il massimo piazzamento possibile, considerato che nell'eventualità passerebbero  come seconda classificata, andando così a incontrare verosimilmente l'Argentina. Un ostacolo troppo grande da superare.

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