Interventi a gamba tesa

Analisi delle 32: Ghana

Eccole signori, da giugno saranno tutte per voi. Le stelle nere. Il Ghana. Probabilmente assieme al Camerun, al Mali e alla Costa D’Avorio, la nazionale più forte dell’Africa sub-sahariana. Paese da sempre scovatore, anzi, creatore di talenti, diversi dal resto degli alti giocatori africani, ma non per questo meno forti. Protagonista, e anche in maniera pesante, nelle ultime due edizione del Mondiale Fifa visto che è stata la squadra che ha sfidato il Brasile, dopo essersi qualificata ai danni della Repubblica Ceca e degli Stati Uniti assieme all’Italia, nello storico ottavo di finale di Germania 2006 perso, però, malamente per 3 a 0. Ma questo è solo un “piccolo assaggio” di ciò che accadrà quattro anni dopo in Sudafrica, contro l’Uruguay. Non si può descrivere a parole ciò che è successo quella sera. La bellezza e la crudeltà del calcio messe assieme, in pochi istanti, hanno creato un miscuglio di emozioni che nella storia di questo sport ha avuto pochi eguali. Ha rappresentato la grandezza dell’ Uruguay che il mondiale lo ha vinto per ben due volte. Ma ha anche raffigurato nel migliore dei modi la “non” grandezza del calcio africano, il quale oltre certi limiti non riesce ad andare per un motivo che nessun mortale potrebbe spiegare. E’ sempre stato così, il calcio nero ha avuto sin da la nascita una capacità orrenda: quella di fermarsi sul più bello. Quell’anno il Ghana non avrebbe demeritato la semifinale visto che la squadra era forte in tutti i reparti e i suoi giocatori più importanti erano al top della loro carriera, vedi Essien. Ma male doveva andare ed infatti, male è andata.



 

Oggi siamo a poco meno di un mese dal Mondiale del Brasile che rischia di andare come tutti credono, con la nazionale Carioca vincitrice. Oppure essere semplicemente una bomba ad orologeria con sorprese che nascono da tutte le parti, anche perchè le basi per cui ciò accada ci sono tutte.Il Ghana sarà una partecipante, ma ad essere sincero non credo che sarà una protagonista visto i giocatori e visto il girone in cui è capitata, dove Portogallo e Germania sono le grandi favorite per il passaggio del turno.



Procediamo con l’analisi della rosa.

I portieri per ora sicuri della convocazione sono due: Adam Kwarasey, il quale gioca in Norvegia con lo  Strømsgodset. Il secondo invece è un portiere che gioca in Ghana con l’Aduana Stars, ha 24 anni ed il suo nome è Steven Adams. Due sconosciuti che hanno una bella vetrina per mettersi in mostra e magari strappare un contratto in qualche squadra europea di rango superiore. I difensori sono sette: Samuel Inkoom, Harrison Afful, John Boye, Jonathan Mensah, Daniel Opare, Jerry Akaminko e David Addy. Sei di loro giocano in Europa, ben due in Francia, uno in Grecia, uno in Turchia, uno in Portogallo ed un altro in Belgio. Paradossalmente però il più famoso ed anche il più forte di loro è Harrison Afful che è l unico che non gioca in Europa, ma in Tunisia con l’Esperance di Tunisi. Ha vinto tanto Afful sia in Tunisia che in Africa, trionfando più volte nella nazione Maghrebina e vincendo la Champions League d’Africa, ottenendo così l’opportunità di giocare il Mondiale per Club dove l’Esperance, però, fa tutt’altro che una bella figura. Ma che giocatore è Harrison Afful? Ho avuto la fortuna di vederlo giocare più volte ed è un terzino diverso da tutti, come caratteristiche è identico a Cuadrado della Fiorentina, ovviamente con le dovute proporzioni, visto che anche Afful nell’Esperance raramente viene schierato come terzino puro ma piuttosto come esterno di centrocampo in un ipotetico 4-4-2 o altre volte addirittura come ala offensiva nel 4-3-3 tipico dell’Esperance. Fisicamente è piccolo. Ma ciò gli consente di usufruire di una rapidità e un agilità fuori dal comune.

Passando al centrocampo si può notare come la qualità e l’importanza dei nomi presenti è enormemente superiore rispetto ai due reparti antecedentemente descritti. Qui i convocati sono ben nove. Un numero spropositato per una sola zona del campo. Le chiamate per la convocazione sono partite a questi centrocampisti: Sulley Muntari, Kwadwo Asamoah, Michael Essien, Emmanuel Badu (non è difficile capire che sono i quattro giocatori che giocano in Italia), Andrè Ayew (figlio di Abedi Pele e fratello di Jordan Ayew), Christian Atsu (interessantissimo calciatore di 22 anni che gioca in Olanda con il Vitesse), Wakaso Mubarak, Albert Adomah, ed ultimo ma non meno importante Kevin-Prince Boateng, ex giocatore del Milan e ora numero 9 dello Shalke 04. Che dire di questo reparto? Sono 9 centrocampsti ma minimo tre di loro possono essere dei veri e propri attaccanti; vedi Boateng o Ayew. La vera stella nera però non brillerà più come quattro o addirittura otto anni fa. Infatti Michael Essien non è più quel grande fenomeno di tecnica e fisicità che abbiamo potuto ammirare con la maglia del Chelsea e che purtroppo per il bene del calcio e dei nostri occhi non vediamo più con il Milan.

L’attacco è di gran lunga il reparto più scarno. Il Ghana a differenza di Costa D’Avorio e Camerun non ha mai avuto una grande tradizione di attaccanti. Ha però un giocatore particolare e che Dio ha voluto rendere speciale per un motivo non ben identificabile. Costui è Asamoah Gyan: giocatore visto in Italia con le magliette di Modena, Udinese, in Francia con quella del Rennes e in Inghilterra con quella del Sunderland. E’ il miglior marcatore della storia del Ghana con 39 gol ed è soprannominato baby jet per via della sua velocità supersonica. Ora Gyan purtroppo sta “marcendo” nella penisola araba con la maglia dell’ Al Ain. I suoi due compagni di reparto sono, almeno per me due sconosciuti. Si chiamano: Majeed Waris che gioca in Francia col Valenciennes e Prince Tagoe che gioca addirittura in Malesia.

Pronostico:
Possiamo dire che il Ghana ha ottimi giocatori specie a centrocampo, ma non sono più forti come qualche anni fa.
Ha poce speranze ad essere sinceri, ma il calcio è incredibile e anche una tra Germania e Portogallo, se il destino si mette di traverso, può cadere.
Staremo a vedere.

 

Mi chiamo Marwan e sono nato a Roma. Studio al quinto anno dell’istituto tecnico commerciale e sono da sempre amante di due cose: sport e giornalismo, specie quello radiofonico. Lo sport che amo è il calcio. Quello che pratico è il nuoto ma seguo anche il basket, ovviamente quello NBA, e ultimamente mi sto interessando di NFL. Il resto è storia. Se vi va seguitemi su Twitter: @capemarwan