Interventi a gamba tesa

Analisi delle 32: Olanda

 


ANALISI ROSA
E’ tempo di bilanci e scelte in ottica mondiale anche in casa Orange, il ct Van Gaal sta assemblando un gruppo misto di molti giovani e qualche veterano, come da tradizione olandese.
In porta il vecchio ex Roma Maarten Stekelenburg se la dovrà giocare col portierino dell’Ajax Jasper Cillessen (classe ’89).
Per quanto riguarda il reparto difensivo ci sono tre nomi di spicco: il figlio d’arte Daley Blind, ormai consolidato nel panorama calcistico europeo; il terzino del PSG Gregory Van der Viel, che abbiamo imparato a conoscere negli anni grazie alle sue ottime prestazioni, le stesse che, non a caso, l’hanno portato all’ombra della torre Eiffel già da qualche anno; e l'”italiano” Urby Emanuelson, nota conoscenza del calcio nostrano, valido in spinta sulle corsie e migliorato notevolmente anche in fase difensiva negli ultimi anni in rossonero. La media d’età dei restanti componenti della retroguardia arancione è di soli 23 anni: Daryl Janmaat (Feyenoord), Bruno Martins Indi (Feyenoord), Joël Veltman (Ajax), Stefan de Vrij (Feyenoord), Jetro Willems (PSV Eindhoven) coadiuvati dal più esperto Ron Vlaar (29 anni), in forza all’Aston Villa e ormai in piena maturità calcistica.
A centrocampo non dovrebbero esserci grosse sorprese. I nomi “grossi” sono i soliti e coincidono con la vecchia guardia delle recenti imprese europee e mondiali: mi riferisco ad esempio a colui che col suo gol ha posto fine al sogno Champions della Juventus e che con un’altra rete ha consegnato la coppa di Turchia al Galatasaray, Wesley Sneijder; il gladiatore del Milan, uno dei migliori in questo finale di stagione, Nigel De Jong; ed infine il fantasista della squadra, quello che può decidere un match con una giocata delle sue, l'”amburghese” ex Real Madrid Rafaël Van der Vaart. Ci sarà poi spazio per il 23enne Jordy Clasie, che vanta già vari gettoni da titolare nelle qualificazioni. Un’incognita invece è rappresentata da Dirk Kuijt, calciatore che ha dato molto alla sua nazionale in epoche recenti ma che ultimamente ha registrato un calo notevole di prestazioni, considerata anche la sua “veneranda” età (34); nonostante ciò, Van Gaal potrebbe pensare di portarlo anche per avere un leader emotivo in più all’interno dello spogliatoio.
L’attacco è forse il reparto che dà più sicurezze all’interno della rosa olandese. Qui spiccano infatti nomi di altissimo livello: uno su tutti Robin Van Persie, il quale non smette mai di segnare gol incredibili con una continuità notevole, senza ombra di dubbio uno dei migliori giocatori della Premier League sin dal suo approdo all’Arsenal (2004) ed in piena maturità e intelligenza calcistica oggi che è in forza ai Reds di Manchester. Altra superstar della squadra è il funambolico esterno offensivo Arjen Robben, altra arma di peso confermata per cercare di spingere il più lontano possibile i leoni olandesi in questa competizione. A questi due mostri sacri si affianca l’ancor giovane Siem De Jong, che piace a tante squadre europee ed ha già dimostrato il suo talento guidando anche quest’anno alla vittoria del campionato la sua Ajax. Unico dubbio riguardo questo interessante reparto è la presenza o meno di Klaas-Jan Huntelaar, anche quest’anno in doppia cifra con lo Schalke 04, attaccante dal gol facile anche in nazionale con 34 gol in 60 presenze, media veramente alta che farà vacillare Van Gaal fino all’ultimo.

L’ANEDDOTO

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Grossissima tegola per la nazionale olandese è stata senza dubbio la perdita del giocatore forse più importante di tutta la rosa, quello che avrebbe portato grandissima qualità ed equilibrio al centrocampo permettendo a tutti di poter sognare un ottimo piazzamento nel prossimo campionato del mondo. Si sto parlando proprio di lui, Kevin Strootman, il trascinatore della Roma dall’inizio del campionato fino al suo brutto infortunio. Probabilmente si tratta dell’assenza forzata più influente tra tutte quelle del prossimo mondiale, Kevin ha dimostrato di essere un centrocampista completissimo, dotato di ottima tecnica, tempi di gioco perfetti, grinta, interdizione e carisma da grandissimo campione. Al fianco di De Jong avrebbe formato uno dei centrocampi centrali più forti e solidi dell’intera competizione.
Anche a livello personale è quasi inutile sottolineare che si tratta di un enorme sfortuna ai danni di Strootman, in quanto il mondiale capitava proprio in un momento perfetto per la consacrazione di questo enorme talento; dopo una grande stagione in giallorosso, giocare un mondiale in piena forma ad alti livelli lo avrebbe imposto definitivamente nella lista dei top player assoluti ed avrebbe avuto anche sicuri risvolti in chiave mercato.
Fortunatamente Kevin è ancora giovane (classe ’90) ed avrà modo di rifarsi e giocare ancora altri europei e mondiali in carriera, potrà quindi dimostrare quello che vale anche in campo internazionale molto presto.

PRONOSTICO
Vista la giovane età della rosa, l’assenza appena citata di Strootman e la parabola ormai discendente che vede coinvolte le carriere di altri giocatori non più nel fiore degli anni, risulta un po’ complicato pensare che la selezione arancione possa ripetere la grande impresa dello scorso mondiale sudafricano in cui approdò in finale per finire sconfitta soltanto 1-0 dalle furie rosse di Del Bosque. Purtroppo gli anni passano e la maggior parte dei giocatori che allora erano nel pieno della carriera si ritrovano ora agli sgoccioli, la difesa non è delle più solide e gli altri reparti, seppur di buon livello, difficilmente potranno competere con quelli di superpotenze quali Spagna, Germania e Brasile. Ormai i tempi in cui l’Olanda era maestra di un calcio totale e moderno, in cui Cruijff e compagni non temevano niente e nessuno e che li vedeva viaggiare per il mondo dando lezioni di un calcio divertente, arioso e completo a chiunque, sono veramente lontani. A mio parere il raggiungimento degli ottavi di finale, giocandosi il secondo posto nel girone con il Cile alle spalle della Spagna, sarebbe già un buon risultato. Ma anche accarezzare il sogno di raggiungere i quarti potrebbe essere plausibile come massima aspirazione per questa edizione della competizione iridata. Più di questo non credo proprio sia possibile sulla base dei dati concreti analizzabili, poi nel calcio si sa, niente è scontato e tutto può succedere. La speranza è l’ultima a morire.

Valter Pesci, nato a Bondeno, nota metropoli della provincia di Ferrara, il lontano 02/08/1989. Diplomato come Perito Aziendale Corrispondente In Lingue Estere presso l’ITC “M.Polo” di Ferrara. Attualmente iscritto al terzo anno di Lingue e Letterature Straniere sempre in quel di Ferrara. Adoro lo sport, la musica e il cinema. Calciatore mancato e attualmente giocatore di calcetto del martedì sera. Sono Milanista, una volta sfegatato membro della Fossa dei Leoni ma ora semplice follower. Ex moderatore/collaboratore, nonché recensore di un blog di musica.

4 Responses to “Analisi delle 32: Olanda”

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