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- di Andrea Ugolini

INTERVISTA A MAURIZIO PISTOCCHI

Continua il ciclo di interviste a giornalisti e opinionisti calcistici di Sportellate.it.
Oggi è intervenuto in esclusiva per noi Maurizio Pistocchi al quale rinnoviamo un sincero ringraziamento per la sua disponibilità.

Buongiorno Maurizio.
Abbiamo preparato alcune domande sui temi caldi di questo periodo.
Iniziamo con l'evento più atteso del mese di maggio: la finale di Champions League.
Il Real Madrid sembra nettamente favorito. Quali potrebbero essere le insidie per la squadra di Ancelotti?
Buongiorno.
Le due squadre di Madrid si conoscono perfettamente. L'Atletico ha sempre reso la vita difficile al Real e giocandosi una partita unica, una finale, i particolari faranno la differenza. Peseranno l'esperienza dei giocatori e le qualità individuali, oltre al lavoro dei tecnici.
Per i Blancos sarà un match molto complicato.

A questo proposito l'assenza di Xabi Alonso potrebbe essere più grave del previsto dato che si tratta di uno dei giocatori con maggiore esperienza e con maggiore capacità di leggere i momenti delle partite.
Sicuramente è un'assenza pesantissima anche perchè non ci sono altri giocatori in rosa con le caratteristiche di Xabi Alonso.

L'Atletico ha disputato una grande stagione, arrivando in fondo a tutte le competizioni.
Quanto può pesare la poca esperienza di molti giocatori nel conseguimento dei risultati finali? Si può ripetere una debacle simile a quella del Bayer Leverkusen del 2001?
Talvolta l'esperienza può rappresentare un limite, anche se l'Atletico Madrid ne ha abbastanza, viste le recenti vittorie europee. Inoltre si tratta di una squadra che arriva carichissima alla finale. Nessuno si sarebbe mai aspettato una stagione così importante da parte loro, considerate le avversarie e considerato il diverso capitale tecnico a disposizione del Cholo. Si tratta di una squadra costruita molto bene dal ds Andrea Berta e da Simeone, con un budget relativamente basso. Il caso Atleti di quest'anno e quello Borussia dell'anno scorso smentiscono i teoremi dei supposti grandi allenatori europei che pretendono smisurati budget per vincere.
Comunque vadano gli esiti di Liga e Champions la stagione dei Colchoneros rimarrà positiva e per questo la squadra di Simeone si presenterà a Lisbona con la consapevolezza di non avere nulla da perdere. Mentre il Real ha tutto da perdere...

Passando alla Serie A.
Tiene banco in queste ora il tema legato al futuro di Conte.
C'è davvero la possibilità di una separazione dalla Juventus oppure siamo di fronte al solito gioco delle parti?
Da quel che mi risulta Conte ha molte perplessità sul rimanere alla guida della Juventus.
I motivi sono molteplici.
Primo: il mister pensa che dopo tre campionati vinti sia molto difficile, per motivi ambientali, vincerne un quarto.
Secondo: Conte reputa esaurito il ciclo di parecchi giocatori alla Juve e pretenderebbe un rinnovamento totale, comportante il ricambio di una decina di giocatori.
Terzo: l'allenatore pugliese ha una sola possibilità di andare all'estero rappresentata dal Monaco che offrirebbe un budget di centoventi milioni di euro per fare mercato e uno stipendio molto importante. Detto ciò, le possibilità che lui rimanga a Torino sono strettamente legate alle sue richieste. La Juventus, visto anche il pessimo risultato in Champions, non ha le possibilità di stanziare la cifra economica che Conte esige per il mercato.
Quindi i casi sono due: o Conte accetta le proposte della società ottenendo un rinnovo contrattuale con aumento dell'ingaggio oppure se ne andrà.

Ma, d'altro canto, la società, viste le figure mediocri collezionate in Europa, non ha alcuna perplessità su Conte? Agnelli e Marotta sono convinti di poter avere una crescita internazionale con questo tecnico oppure no?
Mi risulta che la società abbia fatto un sondaggio tra i giocatori più esperti della rosa chiedendo il loro pensiero riguardo un possibile rinnovo dell'allenatore. Questo sondaggio mi risulta non essere stato positivo. I chiamati in causa ritengono che il gioco di Conte non sia adatto a vincere in Europa.
Ricordiamo che questo tipo di sondaggio fu fatto anche ai tempi di Ranieri. Il successore designato del mister romano sarebbe dovuto essere Conte (già bloccato da Alessio Secco). In quel frangente due importanti giocatori della Juve andarono da Blanc a porre un veto su questa decisione. Conte non arrivò e fu confermato Ferrara.

Se avrà luogo questa separazione, chi saranno i candidati alla panchina della Juve?
Secondo le mie fonti la dirigenza ha esaminato due profili: Mancini e Prandelli.

Rimanendo sugli allenatori; secondo noi si parla sempre troppo poco di Garcia. Lei è rimasto stupito dal lavoro del tecnico francese o se l'aspettava?
Sono rimasto positivamente sorpreso. Ho visto giocare molto bene il suo Lille in Francia con un classico 4-3-3, ma non pensavo potesse fare così bene in Italia.
Garcia è stato bravissimo nella gestione di Totti ed è stato intelligente nel riuscire a creare un gioco adatto ai giocatori che ha avuto a disposizione, esaltando le qualità di tutti. Questa a mio avviso dovrebbe essere una caratteristica di ogni allenatore moderno: non pretendere giocatori funzionali alle proprie idee bensì adattare le proprie idee al materiale umano a disposizione facendo di necessità virtù.
Garcia, come il miglior allenatore italiano Ballardini, ha dimostrato di essere funzionale ai giocatori.

Secondo lei quindi il miglior allenatore italiano è Ballardini?
Si perchè riesce sempre a migliorare le squadre che allena; è un allenatore che si adatta alle situazioni creando ottimi rapporti con i suoi calciatori e ha dimostrato con i risultati conseguiti di essere un signor allenatore. Penso alla salvezza del Cagliari (prese la squadra da ultima in classifica e la salvò facendo trentacinque punti nel girone di ritorno, ndr), penso al lavoro fatto a Palermo o alla Supercoppa italiana vinta alla Lazio contro Mourinho schierando Baronio, Firmani e Cruz.
Questi risultati fanno le storie degli allenatori. Nelle grandi squadre tutti possono vincere, altro discorso è ottenere risultati in provincia, spesso subentrando a stagione in corso. Insomma, se i dirigenti italiani fossero più lucidi nell'esaminare le qualità degli allenatori Ballardini allenerebbe una grande squadra. Invece non lo vuole nessuno anche perchè non ha un procuratore che lavori nel buio e non si fa eccessiva pubblicità.

Molti redattori di Sportellate.it sono bolognesi d'adozione.
Lei ha citato Ballardini quindi non possiamo non chiederle un pronostico: si salva il Bologna?
Dunque, il Bologna dispone della rosa peggiore della Serie A per colpa di Zanzi e Guaraldi che hanno venduto Diamanti a mercato chiuso, dimostrando scarso interesse alle sorti della squadra.
Sarebbero bastati due giocatori funzionali al gioco, non Frieberg e Ibson che in Brasile è considerato poco più che un giocatore di calcio a cinque, infatti è stato praticamente regalato il suo cartellino. Il Bologna è stato anche sfortunato, basti pensare alle trasferte di Milano col Milan o di Verona con l'Hellas. Ora è tutto molto complicato anche alla luce dei risultati sorprendenti e imbarazzanti maturati in Catania-Roma e Fiorentina-Sassuolo nell'ultimo turno.
La partita col Catania è ovviamente decisiva e il pubblico dovrà essere bravo a sostenere la squadra fino all'ultimo lasciando le eventuali contestazioni a giochi fatti.

A proposito di pubblico, stadi e tifo, che idea si è fatto sulla finale di Coppa Italia?
La società Napoli ha sbagliato o le istituzioni dovevano impedire tutto questo?
Io credo che il problema sia politico. Le problematiche riguardanti l'ordine pubblico negli stadi esistono da quarant'anni e nessuno ha mai avuto voglia di risolverle. Gli ultras italiani sono stimati essere intorno al milione e per i politici rappresentano elettorato (la Lega Nord con la tessera del tifoso fatta da Maroni si è preclusa tutti i voti di questa porzione di elettori, ndr) quindi i governi sia di destra che di sinistra non hanno mai voluto sbilanciarsi lasciando così precipitare la situazione.
A questo punto è difficile una soluzione perchè si intrecciano le tifoserie con la criminalità organizzata; ci vorrebbe una serie di misure restrittive e repressive ma, ad oggi, nessuno sembra avere voglia di rivoluzionare culturalmente il sistema.

Si parla sempre di "modello inglese" come riferimento. Bisogna però ricordare che, per arrivare allo stato attuale delle cose, i britannici hanno vissuto la tragedia di Hillsborough che causò la morte di novantasei persone. L'impressione, inquietante, è che anche in Italia serva un caso tragico ed eclatante per smuovere seriamente le acque.
Purtroppo è così. Per risolvere la situazione bisognerebbe veramente prendere decisioni epocali e impopolari. E temo che le cose resteranno come sono, si cercherà di dare un colpo al cerchio e un colpo alla botte con qualche provvedimento, ma nulla cambierà veramente.

Tornando al calcio. Come vede l'Italia ai Mondiali? C'è sempre l'inguaribile pessimismo degli italiani prima delle competizioni.  A lei la rosa sembra adatta?
Il Mondiale viene vinto da chi è in forma nell'arco di quel mese. Serve che si intersechino una serie di coincidenze positive e che tutto vada alla perfezione.
Fossi Prandelli cercherei di non fare un calcio troppo dispendioso dal punto di vista ateltico.
Punterei sul blocco Juve inserendo Rossi, Balotelli e altri giocatori pronti per la Nazionale.

Si discute e ci si divide su un tema: portare giocatori freschi, giovani, che durante la stagione hanno dimostrato di meritare un certo palcoscenico oppure affidarsi a vecchi eroi che tornano sempre alla ribalta prima di queste competizioni, tipo Toni e Totti. Lei dove si schiera?
Io sarei per un mix. Ad esempio porterei Totti perchè può garantire più soluzioni tattiche, ha talento e qualità e in un Mondiale penso possa servire. Porterei Rossi nonostante venga da un infortunio perchè ha qualità importanti. Stesso discorso per Destro. I miei dubbi riguardano Balotelli e Cassano che nonostante le indiscusse capacità lasciano dei dubbi sul piano comportamentale. Non si può andare al Mondiale con giocatori inaffidabili; bisognerebbe avere giocatori di sicura affidabilità capaci di formare una squadra vera in ogni situazione.

Qual è il Mondiale che ricorda con più affetto?
Sicuramente quello del 1982 perchè ero giovane, perchè abbiamo battuto i più forti del mondo giocando un grande calcio. Inoltre era un periodo infelice per il calcio italiano quindi quella vittoria diede grande soddisfazione a tutti. Ancora mi emoziono riguardando quelle partite...

Chi vince secondo lei?
Tutti danno il Brasile strafavorito e sicuramente arriverà tra le prime quattro.
Vedo in finale Argentina e Spagna però...

Grazie mille per la disponibilità a nome di tutta la redazione e di tutti i lettori di Sportellate.it
Grazie a voi.

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