Article image
3 min

- di Andrea Ugolini

#IOSTOCONSEEDORF

#IOSTOCONSEEDORF, questo l'hashtag più in voga tra i socialtifosi rossoneri nelle ultime settimane.
Nell'ultimo periodo sono divenute sempre più ridondanti le voci e le indiscrezioni che raccontano il malcontento all'interno della società di via Aldo Rossi, avvallate dal sinistro silenzio proveniente da Villa San Martino in Arcore.
Giornali, sempre meno credibili per quel che ci riguarda, e altri organi di informazione ne parlano dando per certo e deciso l'esonero del tecnico a fine stagione. Qualcuno, addirittura, paventa un licenziamento per giusta causa del tecnico olandese grazie anche ad un fantomatico dossier che sarebbe stato redatto per creare pressione al momento dell'eventuale "liquidazione".

Seedorf non è seduto sulla panchina grazie a un golpe che lo ha portato a conquistare Milanello ed instaurare la sua dittatura.
L'olandese infatti è stato chiamato alle armi dalla sera alla mattina e, cosa che qualcun altro non si è sentito di fare in un momento difficile (chi vuol capire capisca), ha risposto "presente", senza condizioni particolari e senza temere che la anelata carriera di allenatore rossonero avrebbe potuto essere messa a repentaglio da un'esperienza simile (come di fatto sta accadendo).

Appare dunque difficile capire quali siano le effettive colpe del tecnico considerando che ha preso in carico a gennaio una squadra composta da giocatori mediamente inadatti al Milan e che questi giocatori erano in condizione fisica pietosa, oltre che con autostima e morale sotto i tacchetti.
Le poche notizie giunteci riguardo le presunte colpe sono spifferi provenienti da Carnago o clamorose "bombe" di cronisti sempre più chimerici che stanno trovando pane per i loro denti -poco affilati- servito comodamente dalla società, ormai allo sbando sul piano della gestione sportiva e sul fronte mediatico.
Si è parlato di "limiti caratteriali".
Giova ricordare che Seedorf è stato una vita al Milan ed il suo carattere è sempre stato noto a tutti, anche a dirigenza e presidente.
Immaginiamo (speriamo) che chi lo ha scelto avrà tenuto conto di questa "variabile" e, quindi, non appare essere una scusante valida o meglio non può esserlo in una società di calcio professionistica.
Qualche scribacchino ha raccontato di ritardi all'allenamento.
Qualcuno ha gridato allo scandalo per l'ormai famoso (presunto) uovo al tegamino.
Altri narrano di scorribande notturne del tecnico.
Tutto molto poco credibile e comunque di conto secondario ai fini dei risultati che, di fatto, sono arrivati.
Altra ipotetica colpa: scarsi rapporti con la squadra, specialmente coi senatori.
Si parla, ad esempio, di Abbiati e Bonera scontenti dei metodi di allenamento e di gestione.
Abbiati e Bonera.
Sembra uno scherzo.
Pare non lo sia.
S'è detto, anche, di Abate e Montolivo poco considerati e fuori dal progetto.
Giova precisare che i sopracitati hanno giocato gran parte se non tutto il campionato al di sotto del loro rendimento.
Alcuni, insieme a parecchi altri della rosa, non sono mai stati e mai saranno all'altezza di questa maglia.
Di fronte a questo tipo di "problematiche" e di illazioni portate ad argomento contro il Seedorf allenatore, la risposta del tifoso rossonero medio é  "Cari Ragazzi,la porta è quella, prego".
Discorso comprensibile specialmente perchè dopo lo sciagurato finale di gestione Allegri, dal punto di vista tecnico, osservando le crude statistiche, l'olandese ha ottenuto risultati migliori rispetto al labronico predecessore pur non potendo preparare la squadra fin da luglio, pur non avendo scelto un solo componente dello staff, pur non avendo scelto (veramente) un solo giocatore.
Seedorf infatti, dopo un periodo di errori, di assestamento e di prove (e ci mancherebbe), è riuscito a trovare un assetto di gioco equilibrato e, soprattutto, è riuscito a fare ritrovare la fiducia ai giocatori che scendono in campo. Ha corretto i propri errori, segno di intelligenza, non di cocciutaggine o personalità talmente marcata da non capire limiti e lacune. Sono arrivate cinque vittorie di fila e la striscia si è interrotta all'Olimpico contro la Roma, non esattamente una squadra materasso.
Eppure Seedorf non va bene.
Il paradosso è servito:
la società e il presidente sarebbero pronti ad ammettere, a suon di milioni, di avere clamorosamente cannato la scelta dell'allenatore pur andando contro i risultati oggettivi del campo e andando contro la prospettiva di avere un giovane allenatore capace con carisma che non si piega davanti a nulla.
Ma.
Aspettate.
"Che non si piega davanti a nulla..."
Pare che Seedorf abbia chiesto importanti garanzie tecniche per l'anno successivo al fine di fare bene. Pare che Seedorf avrebbe in mente una rivoluzione nella rosa e nello staff. Tutto questo potrebbe essere estremamente oneroso e la prospettiva non entusiasma la contabilità Fininvest.
Del resto, un'azienda ha bisogno di uomini aziendalisti al comando per funzionare al meglio.
Clarence non lo è.
Ecco qual è la colpa di Seedorf.
Basterebbe dirlo.
Chiaramente.

#IOSTOCONSEEDORF

 

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE...

Cos’è sportellate.it

Dal 2012 Sportellate interviene a gamba tesa senza mai tirarsi indietro. Sport e cultura pop raccontati come piace a noi e come piace anche a te.

Newsletter
Canale YouTube
clockcrossmenu