Interventi a gamba tesa

L’ossessione di un obiettivo

In molti casi nella vita come nel calcio è l’ossessione di raggiungere un traguardo, possedere una cosa che ti spinge a dare tutto e ad essere perfetto.

A quanto pare il Bayern  l’ossessione di vincere due Champions League consecutive non ce l’aveva, altrimenti non si spiegherebbe un simile calo di concentrazione in due calci piazzati.

Carletto e i suoi invece erano pronti a tutto per andare a Lisbona, già stampate le magliette bianche “por la decima” e probabilmente già bloccato il pulmann per il 24 maggio.

Ieri sera è stata la notte di Sergio Ramos, un difensore capace di segnare 45 goal con la maglia del Real e di battere di testa due volte Neuer a casa sua. La Champions League e il calcio glielo doveva, aveva qualcosa in  serbo per lui dopo aver sparato alle stelle quel rigore due anni fa.

Carletto se lo merita, con il suo faccione rotondo che esprime una tranquillità inaudita è riuscito a dare al Real solidità, schemi di gioco e a saper valorizzare al massimo i suoi campioni. Il suo tridente è paura e magia, ma la cosa sorprendente è che Ronaldo Benzema e Bale giocano insieme, si passano il pallone e si vogliono bene.

Che sia Chelsea o Atletico, Ancelotti in finale incarnerà la parte del buono contro uno di quei due cattivoni di Mourinho o Simeone, e il buono come raramente accade partirà favorito.

Che dire del Bayern…in pochi o forse nessuno si aspettava una disfatta del genere, ma cosi è stata e al 25’ del primo tempo non esisteva più una semifinale di Champions, non esisteva più la semifinale che tutti attendevano e bramavano con ansia. Annichiliti, spenti e rassegnati.

Guardiola spaesato in panchina a riflettere e a pensare che forse di squadre invincibili e implacabili come il suo Barcellona non ce ne saranno più.

Sconfitti, quasi annientati i tedeschi che tra ottavi, quarti e semifinali hanno preso un sonoro 16-4 dal Real Madrid…ma come è successo con Ramos il calcio dà e il calcio toglie..e chissà che proprio in Brasile l’armata tedesca non possa prendersi la sua rivincita, magari proprio contro la Spagna.

Stasera seconda semifinale a Stamford Bridge: sarà più forte l’ossessione di Mourinho di vincere la Champions con tre squadre diverse e di battere quel Real dove proprio non è riuscito ad esprimere la sua personalità o quella del “Cholo” nel riuscire nell’impresa di alzare per la prima volta con l’Atletico la coppa dalle grandi orecchie ?

Alberto Mularoni, Rimini nell´anno del crollo del Muro,ha cittadinanza italiana e sammarinese. Negli ultimi cinque anni ha vagabondato per l´Europa emigrando da Rimini a Bologna, passando per Ferrara e Nijmegen. Attualmente iscritto alla facoltà di Giurisprudenza di Bologna. Frequenta il mondo dello sport fin da piccolo: prima come tennista di indiscusso valore, ora come roccioso difensore e aspirante reporter sportivo. Malato di Inter a tal punto da bruciare i risparmi di una vita per poter assistere al trionfo di Madrid. Venera Josè Mourinho. Co-fondatore di Sportellate.it

4 Responses to “L’ossessione di un obiettivo”

  1. Tam Coc Tours

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