Interventi a gamba tesa

Qatar 2022 è una vergogna mai vista

Non bastavano le fondate accuse di corruzione nell’assegnazione dei Mondiali all’emirato. Non basta dislocare l’intero calendario calcistico internazionale e disputare le partite in inverno per il caldo estivo. I lavori per la Coppa del Mondo 2022 sono oltre i limiti della schiavitù e sono già morte migliaia di persone. La FIFA volta le spalle al sangue degli operai. Questo non è lo sport che amiamo.


 

Quante persone sono morte per ospitare le Olimpiadi di Londra? Nessuna, grazie a un’organizzazione costosa ma svolta in sicurezza. Quanti operai sono morti in Sud Africa per i mondiali 2010? “Solo” 2, nonostante l’inefficienza dei lavori. Quanti lavoratori sono già morti per i Mondiali 2022 in Qatar? 1200. Questo confronto è l’unico modo per realizzare cosa significa quel numero, cosa significano quei 1200 decessi di un’organizzazione vergognosa.

Già morti. Morti su lavoro per permettere di ospitare la famosa Coppa del Mondo in inverno, i famosi mondiali in Qatar di cui si è discusso per la corruzione di alcuni delegati FIFA. Le alternative erano Stati Uniti, Sud Corea, Giappone, Australia: tutti paesi che avrebbero assicurato la migliore gestione possibile dei lavori. Invece si prevedono almeno 4000 morti, di qui al 2022, per la realizzazione degli impianti e delle strutture collegate. E’ la sconcertante inchiesta lanciata dall’Ituc, federazione sindacale internazionale, che ha analizzato come la situazione sia oltre ogni limite.

Immaginate: decine di migliaia di lavoratori giungono da paesi come Nepal, India, Filippine. Al loro arrivo il caporale gli sequestra il passaporto: non potranno tornare in patria per nessun motivo, devono restare in Qatar a lavorare, alle condizioni che il capo lavoro stabilisce. Dormiranno ammassati in gruppi di una dozzina per stanza, controllati da gruppi di sicurezza nel caso vi siano fughe. Dal Paese possono andarsene per andare a trovare i parenti ma solo se lasciano tutti i soldi che hanno al caporale: così saranno costretti a fare ritorno al più presto o perderanno tutto. Immaginato lo scenario? E’ quello che sta accadendo in questo momento nel Paese, è quello che accadrà per i prossimi 8 anni.


 

Il punto è che la FIFA ha accettato di fare ospitare i Mondiali in un Paese in cui vige la “Kafala“: i datori di lavoro sono gli “sponsor” degli immigrati nel Paese ma di fatto controllano come dei negrieri la vita dei propri lavoratori. Se un operaio ha un’offerta di lavoro per un’altra compagnia, il suo datore di lavoro ha il diritto di fargliela rifiutare. La paga (quando arriva, s’intende) è di circa 350€ al mese: si può immaginare con quale orario e in quali condizioni. I lavori non si fermano mai, nemmeno sotto il sole di agosto: solo in quel mese sono morti 27 indiani. Ci sono casi di persone che partono con un contratto firmato dalle Filippine, e giungendo in Qatar vengono portati a lavorare altrove a stipendio più basso. “Sfruttamento” è una parola leggera in questo caso: si tratta di deportazione. Tutto ciò sta emergendo sulla base di denunce anonime, per timore di ripercussioni.

Il numero di 4000 decessi è la stima più bassa, su dati raccolti dalle sole ambasciate di India e Nepal. Insomma, siamo alla follia. Tutto questo in una nazione, il Qatar, che si accredita come il nuovo mondo e spende 35 miliardi di dollari per il nuovo aeroporto di Hamad, 40 miliardi per la nuova ferrovia, 5 per gli stadi, 50 per il nuovo super-centro commerciale di Lusail City. Com’è noto, il fondo sovrano possiede il PSG. 100 milioni di euro sono l’attuale sponsorizzazione della compagnia di stato Qatar Airways sulle maglie del Barcelona, di qui al 2016. Da Unicef al Qatar, ripensando a quanto sopra, è un bel salto.

 

La Confederations Cup del 2013 ha attirato l’attenzione mediatica internazionale sulle proteste sociali in Brasile: l’aumento dei prezzi ma non dei salari, le scarse condizioni di lavoro e i limiti dei progetti pubblici. In confronto il Qatar è l’inferno in terra, ma nessuno alza la voce. La FIFA non si è mai espressa al riguardo della Kafala e della gestione organizzativa, né sarà intenzionata a farlo in futuro senza proteste da parte dell’opinione pubblica internazionale. Timide reazioni sono arrivate per gli episodi di corruzione per l’assegnazione della Coppa del Mondo. Contestazioni arriveranno anche quando sarà chiaro che, come già anticipato, sarà necessario svolgere le partite in inverno e interrompere i campionati nazionali per tre mesi. Episodi e situazioni che svaniscono in confronto al costo umano dei progetti faraonici del Qatar.

Classe '90, originario di Rimini e residente a Roma. Sono un maniaco dei dati, dei grafici e delle statistiche: il giorno del sorteggio di Champions League è sempre un bel giorno. Sono quello in bici in mezzo alla strada: se do fastidio mi dispiace. Collaboratore Sportellate.it

3 Responses to “Qatar 2022 è una vergogna mai vista”

  1. Best CBD Oil

    … [Trackback]

    […] Here you can find 98533 more Info on that Topic: sportellate.it/2014/04/23/qatar-2022-e-una-vergogna-mai-vista/ […]

  2. Hanoi Ninh Binh

    … [Trackback]

    […] Information on that Topic: sportellate.it/2014/04/23/qatar-2022-e-una-vergogna-mai-vista/ […]

  3. Italy tour

    … [Trackback]

    […] Find More Information here to that Topic: sportellate.it/2014/04/23/qatar-2022-e-una-vergogna-mai-vista/ […]

Comments are closed.