Interventi a gamba tesa

Le schegge del Porce: botte, crolli e fair play


1) Visto che ultimamente anche se segnava un gol a partita il suo voto sulla Gazzetta difficilmente andava oltre il 6, Mattia Destro per guadagnarsi un 8 in pagella ha pensato bene di calare il tris a Cagliari (3-1 per la Roma). Per un totale di 13 reti in 18 partite, una ogni 85 minuti. Non pago di ciò, si è dato pure alla box, rifilando un pugno ad Astori. Che dire, uno sportivo polivalente!

2) Meno svolazzi, più equilibrio e cinismo. È il nuovo corso di Clarence Seedorf, che dalla sconfitta interna col Parma ha rinnegato in parte sé stesso, forgiando un Milan più operaio, rispetto al diavolo bello e improduttivo ammirato a San Siro contro Juventus e Atletico Madrid. Risultato? 10 punti in 4 gare e ora zona Europa League distante solo 5 punti. #inclarencewetrust.

3) E al settimo giorno l’Atalanta si riposò. Fisiologica e per certi versi inevitabile la flessione dei ragazzi di Colantuono dopo 6 successi consecutivi. Il Sassuolo non sarà certo l’avversario più irresistibile del campionato, ma gli emiliani avevano dalla loro il fattore Nicola Sansone, uno che quando vede nerazzurro si esalta: doppietta all’Inter a dicembre quando vestiva la maglia del Parma, doppietta all’Azzurri d’Italia domenica. Tarantolato.

4) Gonzalo Rodriguez di professione fa il difensore, ma lontano dalla sua area si dedica alla sua passione più grande (Pink Floyd a parte), il gol. Con quello all’Udinese sono 11 i centri con la maglia della Fiorentina per uno dei migliori 5 centrali della A, pagato la miseria di 1 milione e mezzo nell’estate del 2012. Perché chi di calcio ne sa, come Eduardo Macià, sopperisce alla carenza di risorse con le idee. Chi invece non ha né l’una né l’altra, si butta a pesce sui giocatori sul viale del tramonto piuttosto che sui parametri zero. Ogni riferimento è puramente voluto. #sportellata.

Gonzalo Rodriguez, Fiorentina-Udinese 2-1 6-4-14

5) In tempi di accomodamenti, sbracamenti “precoci” e 0-0 più emozionanti della Formula 1 di quest’anno, meno male che c’è il Torino. Pur non avendo più moltissimo da chiedere a questa stagione (la zona Europa League è distante 5 lunghezze, ma la banda di Ventura se la dovrà vedere con Milan, Inter e Lazio per arrivare nelle prime 6) Immobile e compagni, sotto 0-1 in casa di un Catania che al contrario aveva assoluto bisogno di un successo per rilanciare le proprie quotazioni in chiave salvezza, hanno assediato la metà campo etnea, fino al ribaltone finale firmato Farnerud ed Immobile. Il buon vecchio cuore granata.

6) Razzismo, risse, minacce di morte, combine e chi più ne ha, più ne metta. Anche nell’ultimo fine settimana il calcio italiano ha dato il meglio di sé, vedi i tifosi del Barletta (1a Divisione, gir. B) che hanno gridato al proprio capitano Fabrizio Di Bella rimasto a terra per via di un trauma cranico “devi morire”, piuttosto che il tifoso gravemente ferito alla testa nei tafferugli del match tra Bastia e Foligno (serie D, gir. E). Fortunatamente però lo stivale racconta anche novelle più liete. Meno strombazzate dai media, ma non per questo meno meritevoli di un cenno. È il caso del Castel Rigone (2a Divisione, gir. B), una frazione di Passignano sul Trasimeno in provincia di Perugia. Ebbene, questa piccola realtà umbra da inizio stagione gioca le proprie partite casalinghe in uno stadio, il San Bartolomeo, con le tribune in legno senza barriere. Il bacino piuttosto ristretto di spettatori (poco più di 500 di media) può favorire questo tipo di esperimento, ma il resto l’hanno fatto la civiltà e la correttezza del tifo perugino. Il regista di questa campagna? Il presidente Brunello Cucinelli, che distribuisce tagliandi a 5 euro e non fa mai mancare la merenda agli ultras avversari. Solo per questo il Castel Rigone meriterebbe la salvezza d’ufficio.

Stadio San Bartolomeo Castel Rigone

7) La 33a giornata di Premier League in pillole: a) due rigori del Gerrard 2.0 versione regista regalano il successo per 2-1 alla capolista Liverpool sul campo del West Ham. Nonostante tutte le trappole disseminate al Boleyn Ground, nell’ordine una pressione immane, gli ex Downing e Carroll più l’arbitro Taylor, tartassato da Rodgers per via della direzione scadente contro il Manchester City a fine 2013, che domenica si è ripetuto convalidando un gol irregolare ai padroni di casa; b) suggestivo quanto vuoi il selfie del tifoso che si auto immortala al momento del penalty di Lampard contro lo Stoke City (3-0 Chelsea), ma il sottoscritto il 251° centro di Frankie non se lo perde per nessun motivo al mondo; c) il Manchester United sbanca Newcastle 4-0 ed è, incredibile ma vero, la squadra che ha totalizzato più punti fuori casa in Inghilterra. Almeno un record positivo per Moyes; d) dalla Premier all’Europa League. È la triste parabola dell’Arsenal, strapazzato 0-3 dall’Everton, attualmente quinto e a -1 dai gunners. Ma con una partita da recuperare il sorpasso è a tiro; e) vola il Manchester City, trascinato da Dzeko e David Silva. Che se dalle parti di dell’Etihad Stadium viene soprannominato Merlino, un motivo ci sarà.

8) Un passo indietro per parlare del Borussia Dortmund formato Champions League. Ma la gente che dopo lo 0-3 subito a Madrid ha esclamato “lo sapevo, non sono più quelli di un anno fa”, lo sa almeno che Klopp ha più giocatori in infermeria che in campo? Gundogan, autentico faro di questa squadra, out da agosto, Subotic da novembre, Blaszczykowski da gennaio. In più aggiungiamo le defezioni di Schmelzer e di Lewandowski ad una rosa risicatissima al cospetto di un Real spaziale. E poi spiegatemi voi come si fa a non prenderle se sei costretto a giocare con Papastathopoulos dietro.

9) Passano gli anni, ma Felipe Melo non si smentisce mai. Nel derby turco vinto 1-0 dal suo Galatasaray col Fenerbahce, prima subisce l’entrataccia da rosso di un’altra conoscenza del calcio nostrano, quel Belozoglu Emre nel complesso deludente nel quadriennio 2001-’05 all’Inter, poi esulta mostrando la linguaccia ai tifosi e viene ammonito. Di lì al secondo giallo il passo è breve. Della serie: gli stranieri che non ci mancano.

Felipe Melo lingua vs Fenerbahce (1-0 Gala), 8-4-14

10) Off topic: super Fabio Fognini. Disintegra Murray 3-0 e porta l’Italia alle semifinali di coppa Davis contro la Svizzera. Non succedeva dal 1998. Simply Fabiouolous!

 

classe ‘90 formatosi a Rimini. Calciofilo per inerzia, volleyballista (inteso come raccontaballe) per passione. Collaboratore al “Corriere di Romagna” dal 2009 al 2014, la Lega Pro da ormai troppo tempo è diventata il suo pane quotidiano. Valentina Arrighetti la sua dea, tradita soltanto per qualche sveltina con Fernando Torres e Earvin Ngapeth. Caporedattore Sportellate.it

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