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3 min

- di Jacopo Landi

Le questioni europee e alcuni verdetti nostrani


Settimana Europea e con alcuni verdetti in Serie A, non è un caso che abbiamo zittito la nostra voce per un paio di giornate ma ora siamo pronti a ripartire. Voi siete pronti ?...Bene e allora andiamo:

1)      Real Madrid: perché anche Tafazzi ha un limite. Questo dev’essere stato il discorso di Ancelotti agli spagnoli che in 3 giorni hanno regalato buone possibilità di vincere la Liga, un  paio di giocatori rotti e qualche casa andata a fuoco. I bianchi di Madrid entrano in campo con una “cazzimma” che neanche Clemente Russo. “Al mio segnale scatenato l’inferno”, voto: 8

2)      Borussia Dortmund: il mago Klopp questa volta resta ad assistere alle magie degli altri, un po’ come i bambini al circo. A fine serata gli regalano 3 etti di crudo spagnolo e una foto autografata con scritto “E mo’ siamo pari”. “Cornuto e mazziato”, voto: telefono azzurro

3)      Chelsea: leggi alla voce “quando la sfiga ti sorprende” e subito dopo leggi la voce “da quando gli inglesi giocano senza difesa”. Mourinho al secondo 10 ha già riempito dieci blocchetti di appunti e otto sono sui capelli di David Luiz. Hazard è uno solo, e il Chelsea perde solo per questo. “Una rondine non fa primavera”, voto: 5-

4)      Psg: si rompe Ibra, si rompe Verratti e nel frattempo il Chelsea ha pareggiato. Lo sceicco minaccia tutti di andare negli emirati a lavorare come muratori e i ragazzi di Blanc tirano fuori gli artigli ma non ancora la personalità che serve in questa competizione. Se poi Lavezzi si permette di fare il bomber…“Hai del fegato ragazzo, te lo concedo”, voto: 6 ½

5)      Barcellona: Victor Valdes muore, Diego segna da casa sua e fino al prossimo anno TRIsestile la società catalana non potrà fare mercato. A Messi girano talmente tanto che compra casa di fianco alla Pinetina e pur di levarsi dalle balle allenerà Kuzmanovic. “La stangata”, voto: 4

6)      Atletico Madrid: quel simpatico briccone di Diego Costa esce da San Quintino solo per entrare in infermeria ma poi Diego tira fuori dal cilindro un coniglio, un canguro e due etti di fumo buono. “Mary Popper”, voto: 8

7)      Bayern Monaco: i tedeschi sono inspiegabilmente nervosi, come Guardiola che in pieno stile De Niro, in conferenza stampa, dice al giornalista “guardami negli occhi quando parli con me”. Schwaiuhf84h73 (+xcp8) viene espulso e i crucchi pareggiano. “E non fare lo scemodimmerda”, voto: 5

8)      Manchester United: un capretto a Pasqua ha più speranze di sopravvivere rispetto alla squadra inglese che all’urlo di “a minchia dura” assalta il terzo Reich scoprendo che anche gli Dei e Malgioglio possono sanguinare. “Sfrontati”, voto: 9

 

 

Verdetti:

-         Livorno/Inter: partita da under ? partita da over ? Paulinho la mette sotto l’incrocio come neanche Pelè…ok partita da bestemmia libera, carpiata e folcloristica.

-         Juventus: squadra stanca, squadra spenta, squadra fiacca. Com’è in classifica ? Più 120 punti…ah ok ma gli altri sono già morti ?

-         Roma: chiunque parli di cross a Garcia viene cacciato dal campo…forse è anche per questo che ha 8 punti di ritardo dalla testa ma gioca tremendamente bene.

-         Napoli: Se il campionato fosse fatto di 38 partite contro la Juve e la Juve per 38 partite non avesse Tevez sarebbe sicuramente campione d’Italia. Ma i se sono di Mazzarri e Benitez balla con le sue maracas.

-         Bologna, Sassuolo, Catania: il muro del pianto in confronto è una discoteca a luci rosse. Queste tre formazioni hanno talmente tante contraddizioni che i presidenti stanno pensando di venderle con un’irrinunciabile offerta 3x2.

 

 

Fine delle trasmissioni. Per ora.

JL

 

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Nato il 6 aprile del 1988 a Milano figlio orgoglioso di una città che ama con odio. Nelle vene sangue misto che ne fanno un figlio del mondo senza fissa dimora. Tra un gin tonic e un whiskey ben concepito ha consacrato la propria esistenza all’arte della buona musica con De Andrè, Shane McGowan e Chat Baker a strapparsi pezzetti di anima. Il cinema come confessione condivisa. L’amore per la beat generation e per quel mostro di James Dean. Interista con aplomb anglosassone per il gioco più bello del mondo. Crede che verranno tanti giocatori meravigliosi ma più nessuno con la corsa di Nicolino Berti.

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