Interventi a gamba tesa

Mondiale 2014: Brasiliani in Havaianas

Più l’evento è importante ed eccezionale si sa, e più il tempo che ci separa da esso sembra breve rispetto le vicende comuni della vita quotidiana.


In questo contesto la Copa Mundial per un brasiliano è come l’eclissi solare per un astronomo, quella cosa che si vede ogni tot di anni e per cui “ci si prepara”. Se poi ci mettete che il Mundial, come quest’anno, è in Brasile, è una di quelle cose che accade una volta sola nella vita di un giocatore. E’ il meteorite gigante che passa una volta in un milione di anni, è l’apoteosi.

Ora pensate di essere un brasiliano, un Neymar o un Thiago Silva, un Maicon perchè no. Mancano ancora due mesi al mondiale ma la tentazione di indossare le Havaianas in campo è troppo forte per resistervi.


 Thiago Silva

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Le Havaianas sono infradito per chi non lo sapesse, e come quando giochi in spiaggia al tramonto con gli amici la gamba la togli anche se sta 1-1 al 90esimo. Un infortunio adesso per un brasiliano della Seleção sarebbe come l’incidente di Niki Lauda nel’76 al Nurburgring col mondiale in pugno, ma forse anche questo esempio non rende l’idea. Io da brasiliano non metterei la gamba nemmeno nel contrasto decisivo da ultimo uomo per vincere la Champions League in questo momento. Signori il Mundial in Brasile per un brasiliano è tutto ciò per cui vive da quattro anni, da quando è nato forse.


 Copa Mundial

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Per questo non mi sorprende (e sorprenderà!) vedere finti acciacchi, falsi infortuni, finte sviste e cali di rendimento estemporanei dei quasi sicuri convocati. Questo da un lato mi fa sorridere ma dall’altro mi fa capire cosa ci sia dietro, è già un antipasto dell’esordio del Brasile in casa tra pochi mesi più di quanto sia stata la Confederation Cup al Maracanà. Questo è il risvolto umano dietro il calciatore. E non mi fermo quì! Pensate da brasiliano a cosa combino in allenamento! Al timore dei compagni nell’entrarmi duro col rischio di spaccarmi qualcosa!

Falcao di questo discorso ne sa qualcosa, Rossi pure in un certo senso.

E allora forza, mettete pure ste cazzo di infradito, allenatevi al 50% e iniziate a impostare sedute e diete per Giugno, però a Giugno: l’apoteosi.

Giacomo, Bologna, 23/04/1989. Ex top 20 del ranking italiano cadetti di scherma. Ama lo sport e la buona cucina. Co-fondatore di Sportellate.it