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- di Gian Marco Porcellini

Le schegge del Porce: riunioni di condominio, gelati e piccoli grandi miracoli.

 


1) Un conciliabolo di 5 minuti per un calcio di rigore non lo vedevo dai tempi in cui giocavo ai giardinetti. Teatro della scena: il Mapei Stadium. Protagoniste: Sassuolo e Roma (0-2 il finale), coi primi che reclamano per un presunto (molto presunto, a giudicare dalla moviola) fallo in area di Benatia ai danni di Nicola Sansone. L’arbitro Rizzoli recita la parte del genitore di uno dei 22 giocatori, che per non scontentare nessuno, cerca la soluzione diplomatica. “Non è rigore, forse sì (imbeccata del giudice di porta Peruzzo, nelle vesti del vecchio passante rompiscatole, nda), boh non so, chiedo l’aiuto del pubblico. Non è possibile? Allora chiamo a testimoniare uno dei ragazzini, vieni tu Sansone. Dici che ti sei tuffato? D’accordo, allora palla a due. Però chi tira il pallone oltre la siepe lo va a prendere. E alle 14 tutti a casa”. Al di là di questa improbabile ricostruzione, due considerazioni. La prima: Nicola Sansone oscar per la sportività. Non è facile, specie quando ti giochi la salvezza, confessare “un crimine” arrecando danno alla propria squadra. La seconda: ma ai mondiali, dovesse ripetersi un episodio simile, Rizzoli si affiderà nuovamente ai 22 in campo? Ironia della sorte, tutta questa rappresentazione è scaturita da un passaggio intercettato dallo stesso direttore di gara, che involontariamente ha innescato il contropiede del Sassuolo.

2) Sul 2-0 con cui il Napoli ha stracciato la Juventus, c’è poco da dire, talmente netto è stato il dominio dei partenopei. Match simile a quello dell’andata, ma a parti invertite. I padroni di casa schiacciano subito gli ospiti e vanno al riposo di un gol in fuorigioco millimetrico (allo Stadium Llorente, al San Paolo Callejon). Nella ripresa timida risposta della formazione sotto nel punteggio, soffocata dalla ripartenza mortifera di Mertens. Detto poi che le assurde polemiche su bilancio, fatturati e monte ingaggi le lascio ai laureati in economia (non sarebbe bastato dire che il Napoli ha ampiamente meritato?), mi focalizzo su due punti. Sul primo riprendo un post su facebook del mio eccelso collega Michele Bosco, napoletano doc, circa la stagione degli azzurri. “Quanto è casuale questo andamento rispetto al Liverpool di Benitez? Eccezionale nelle coppe e nelle partite di livello, appena sufficiente in Premier, dove è rimasto sempre molto distante dalla vetta. Lui ha spiegato che nelle corse a tappe la differenza la fa la rosa. Quindi c’è un solo modo per avere la riprova. Completare questa squadra con quei 3-4 tasselli che servono per competere realmente per vincere”. Sul secondo ritengo che la Juventus è spompa da metà gennaio, ma che grazie ai risultati è sempre riuscita a nascondere in un modo o nell’altro le proprie magagne. L’intensità del gioco, da sempre una delle chiavi vincenti di Conte, è calata sensibilmente. Sempre più spesso si può notare uno sterile giro palla tra i tre centrali dietro, e se Pirlo non si smarca per illuminare la manovra, lancio lungo a cercare un Llorente visibilmente giù. Con gli esterni deputati più allo scarico laterale che alla superiorità numerica, sono crollati pure Vidal e Pogba, soffocati da ritmi più blandi e per questo meno brillanti. Va da sé che l’apriscatole si chiami Carlos Tevez, e che quando l’argentino manca la vita si fa maledettamente più dura.

3) Balotelli non starà certo attraversando la sua stagione migliore, ma intanto, grazie al 17° centro in questo 2013-‘14, ha eguagliato il suo record di segnature.

4) FantAtalanta. 6 vittorie consecutive, settimo posto in classifica e vista sull’Europa League. Che dire di quest’undici in condizione smagliante, che sabato a Bologna si è imposto col cinismo della grande squadra, potendosi permettere il lusso di mettere in panca, oltre all’infortunato Moralez, tre titolarissimi quali Yepes, Raimondi e Cigarini? Bonaventura in stato di grazia, Denis il solito carro armato, Estigarribia trasformatosi in Di Maria, Moralez tornato sui livelli del campionato 2011-‘12. E se el frasquito non c’è, ci pensa la zanzara De Luca a non farlo rimpiangere. Il tutto senza prescindere dalla regia del geometra Cigarini, e del suo giovane erede Baselli. L’unico rimpianto in ottica Europa potrebbero essere le 10 sconfitte in trasferta nella prima metà dell’anno. Oppure no…

5) Dopo la doppia papera nel ritorno dei sedicesimi di Europa League, Marchetti si è ripetuto contro il Parma, dove è riuscito nell’incredibile impresa di smaterializzarsi in occasione del 2-2 degli emiliani. Roba da far invidia al teletrasporto di Goku. Marchetti ai mondiali? Sì, ma al massimo come portaborracce.

Marchetti, Lazio-Parma 3-2 30-3-14

6) Brain storming su Livorno-Inter 2-2: a) francamente quest’anno l’Osvaldo bis, vale a dire Paulinho, 12 reti in campionato, sta mangiando in testa all’originale, 5 gol tra Southampton e Juve, b) assist coi giri contati di Guarin per Emeghara: +1 al fantacalcio per il colombiano. Il quale è un recidivo in materia, date un'occhiata a questa prodezza ai tempi del Porto:

7) La pochezza delle squadre iscritte alla lotta per non retrocedere può essere misurata semplicemente dai numeri. Dal 2004-’05, anno in cui il torneo è stato allargato a 20 squadre, al 2012-’13, la quota salvezza media (con tale definizione si intende il punteggio ottenuto dall’ultima formazione scesa in B più un punto) si attesta sui 36,5 punti. A 7 gare dal termine, vista la graduatoria (Livorno terzultimo a 25) e il rendimento delle ultime 5, potrebbero bastarne anche 30-32 per mettersi al riparo. Male male.

8) La 32a giornata di Premier League in pillole: a) il Chelsea perde malamente in casa del Cristal Palace e scivola al secondo posto. L’unico in casa londinese a dare spettacolo è Mourinho, ma soltanto per un alterco col raccattapalle; b) Liverpool stratosferico: 4-0 al Tottenham e primo posto in classifica. Sì, sognare è lecito; c) l’Arsenal si aggrappa al carattere di un combattente nato come Flamini per evitare l’ennesima imbarcata in un big match (1-1). Il Manchester City perde un'occasione, ma se vince i due recuperi va in vetta; d) terapie di gruppo e colletta di 840 sterline per mandare in orbita un aereo con affisso uno striscione anti Moyes: fantastici i tifosi del Manchester United; e) dopo Fernando Torres al Chelseaecco un altro spagnolo toppare nella capitale, Soldado al TottenhamLondon calling? Per una volta no; f) eroe del giorno è il capitano dell’Everton Leighton Baines, che prima espugna 3-1 il campo del Fulham, poi si ferma fuori dallo stadio per prendere un gelato.

Leighton Baines gelato fuori da Craven Cottage

9) La 31a giornata di Liga spagnola in pillole: a) Diego Costa+Courtois= Atletico Madrid corsaro 2-1 a Bilbao. L’ostacolo più arduo per la capolista prima del Barcellona all’ultima giornata è andato, ora calma e gesso; b) “Ciao, mi chiamo Cristiano Ronaldo, ho segnato 51 reti, l’ultima sabato al Rayo Vallecano nel 5-0 ai castigliani, e il Bernabeu mi contesta”. Non è fantascienza, ma il racconto di un sabato di ordinaria follia nello stadio della capitale, da sempre distaccato e dal palato fin troppo fine. Il motivo? Un eccesso di egoismo a fine gara, penalizzante nei riguardi del canterano Morata, pupillo del tifo merengue #robedellaltromondo; c) Ancelotti:“ Rispetto all'Italia, le squadre satelliti che Real o Barcellona schierano in serie B sono un’ottima palestra, molto meglio dei prestiti. I giovani così si sentono legati al club, al suo gioco e alla sua cultura”. Prendere nota.

10) Off topic: la Lega volley femminile per una volta lancia una bella iniziativa, il fantavolley. Questo il link per i curiosi, che magari attraverso questo gioco possono appassionarsi a questo sport troppe volte snobbato. https://fantavolley.legavolleyfemminile.it/casa

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