Interventi a gamba tesa

Le 20 questioni di Serie A infrasettimanali

1)      Roma: prima lo chignon di Balzaretti e la piazza di Torosidis, poi la fascetta di Gervinho e la “testa” di Nainggolan. Quando finiranno queste tragedie ? “Capita, solo a te ma capita”, voto: 113, ho una segnalazione

2)      Torino: E’ bellissimo vedere giocare Immobile ma è un po’ come mettere uno squalo bianco in una vasca di amebe, il senso di straniamento è normale quando metà dei tuoi compagni sono ex galeotti o soldati di ventura. “No non sarà un’Ace Ventura” voto: 5 –

3)      Juventus: lo chiamano l’Apache ma per i danni che fa il soprannome di Tevez sarebbe dovuto essere “El grandine”. Ne puccia due e guarda male chiunque tenti di avvicinarsi dalle parti di Buffon. “Onda e–ne–rge–ti–caaaaaaaaaaaaaa” voto: 8

4)      Parma: Donadoni fa il punto croce in panchina. Amauri viene posseduto dallo spirito di Bergessio (sempre contro Chiellini…guarda te il caso) e allora tocca a quell’artista malinconico di Molinaro segnare con un tiro da fuori area. Subito dopo si risveglia e capisce di essere stato abusato dal fantasma di George Best. “Agente ho bevuto solo una birra”, voto: coma etilico

5)      Fiorentina: non vince una partita da quando giocava Sandro Cois e riesce nell’impresa di far guadagnare tre punti al Milan che aveva appena perso contro la nazionale macellai toscani. Matri ormai si è specializzati in altri tipi di porte e quella del campo ha perso ogni attrattiva. “Dottore, chiami un dottore”, voto: 3 –

6)      Milan: vedere Honda in campo provoca la stessa reazione di quando hanno comunicato che il premio Oscar Matthew Machnaughey sarebbe andato dagli amici della De Filippi: seriously ? Poi segna Mexes e la gente capisce che sono viaggiate buste e pasticche. “Questa pasticca riesce a farti usare il 100% della tua ignoranza”, voto: Limitless

7)      Napoli: la notizia non è che ne faccia 4 ai resti del Catania ma che ne subisca due da questo esercito per la salvezza. Benitez è così, altruista e generoso. “Me chiam Rafaè, abbracciami a me”, voto: 90, la smorfia

8)      Catania: solo il Papa può fare qualcosa per gli uomini di Pulvirenti, il Papa o Totò Riina. Ma il prima sta organizzando il week end con Obama e il secondo sta sistemando la strutturazione del carcere italiano. “La tempesta perfetta”, voto: 1

9)      Atalanta: se vince la prossima partita è già pronta la targa “Real Atalanta”. Ormai Colantuono bestemmia in francese e Maxi Moralez si mette le bull boys placcate d’oro. “Il lato positivo”, voto: 8

10)  Livorno: Per i giocatori è pronto un funerale vichingo al ritorno in patria. Sono ancora vivi ? I tifosi dopo la partita giocano l’over sul contrario “Inizia a fare caldo”, voto: 4+3=8 che culo !!!

11)  Genoa: Harry arriva, ammazza Voldemort e fa vivere felici e sereni tutti quanti…anche Matuzalem. “Harry, ce l’hai fatta”, voto: 7

12)  Lazio: E come diceva Orazio se c’hai du’ soldi dalli alla Lazio…ma anche due giocatori che qui Mauri non vince una scommessa da tre mesi. “In tempi di carestia ogni buco è galleria”, voto: 4-

13)  Sassuolo: Ah da quando Zaza non spara più. Segni un gol, ne prendi due e torni a casa. Tagliatelle, gnocco fritto e un bel paio di tette. “A me che cazzo me ne frega a me”, voto: 5

14)  Sampdoria: Le minacce serbe di Sinisa spopolano nello spogliatoio. Meglio sputare sangue in campo che dopo, negli spogliatoi, con degli scorpioni attaccati agli zebedei. “La democrazia non funziona”, voto: 7

15)  Cagliari: ci pensa Nenè, figlio di Didì, cugino di Vavà, fratellastro di Kner, cognato, Knor, marito di Pter. Insomma “Ma va là va là va là” voto: 6 ½

16)  Verona: Non dico tanto…ma una partita vincetela, eh. Almeno per non far capire alla gente che avete finito il campionato a metà marzo e adesso state organizzando una crociera con Cacciatore capo animatore. “Capitano iceberg !! Tranquillo, è solo un rumorino”, voto: sos

17)  Chievo: ha segnato per noi Alberto Paloschi, due volte. Ok, scusatemi…devo andarmene. “Guarda Peter, sto volando”, voto: 10

18)  Bologna: nessuno sa se la squadra sia più brutta o più scarsa ma tutti concordano che questa sia l’unica domanda interessante a proposito del Bologna. “Se si faceva da solo si faceva meglio”, voto: chiamate un chirurgo estetico

19)  Inter: si vedevano più gol con Stramaccioni. Ci si emozionava più con Ranieri. Ma quando Alvarez sfodera il suo destro, ahhhhhhhhhhhh, non ce n’è più per nessuno. “Caritas”, voto: uno euro por favor

20)  Udinese: serena, ordinata e calma come solo i crociati di Dio. Poi Pino Di Natale fa bestemmiare i digimon in panchina e qualcosa si rompe. Ci pensa la pubertà di Scuffet a riportare il sorriso in campo. “Giovani marmotte”, voto: 7

 

Menzione speciale per il Bayern Monaco che vince il campionato con trentordici giornate d’anticipo e si iscrive all’Nba per la fase finale: “Insaziabili”, voto: 110 e lode e bacio accademico

Menzione speciale per il Real Madrid che in tre giorni regala la teta della Liga maincompensoPepeprovocaMessi “Hai paura di me”, “Ho segnato 46 gol marcato da te” ——->”Pisciare fuori dal vaso”

 

 

Fine delle trasmissioni. Per ora.

 

JL

Jacopo Landi, sangue misto nato nell'aprile del 1988 in quel di Milano ma in realtà appartenente (in parti uguali), per origini, a: Emilia Romagna, Toscana, Valle d'Aosta, Lazio, Abruzzo ed India. Lavora un po' in tutti i settori possibili, tranne quello del narcotraffico. Matura esperienza come giornalista, prima cinematografico e poi sportivo presso il giornale on-line Italia Post, il sito calciomercato.com e le collaborazioni coi giornalisti Fabrizio Biasin e Alfredo Pedullà. Ha inoltre collaborato con la compagnia teatrale "I Birbanti" e firmato un corto personale "Una birra al bar" tratto da una novella del buon (e sacrosanto) Bukowski. Dal 2013 collabora prima con la Nella Longari arte, poi con la M77 Gallery e infine con la Renata Fabbri Arte contemporanea; prima di tornare nel mondo della produzione in qualità di sceneggiatore. Non potrebbe vivere senza filosofia, donne, cinema, whisky e buona musica. Collabora con Sportellate perché dopo il video di Corona sul "pene" di Adriano non riteneva di poter essere da meno.