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4 min

- di Jacopo Landi

Le 20 nuove questioni della giornata di Serie A


1)      Genoa: annullano due gol regolari ala Juve. Sempre alla Juve (è bene ricordarlo) negano un rigore concedendone uno a te. L’accadimento ha del fantascientifico e difatti, prontamente, accorrono Molder e Scully coi servizi segreti che aprono seduta stante un X file.

Già…poi arriva Calaiò che ricorda a tutti che i capelli non se li è ossigenati per caso e che i 20 euro che il Genoa gli riconosce (mensilmente) forse non corrispondono al suo effettivo valore. Risultato ? Passa la palla a Buffon (dagli undici metri) con tanto di pernacchia alla tribuna. Pirlo ringrazia e la puccia dalla mattonella 9 e tre quarti. La Juve vince, Conte litiga col mondo intero e Gasperini si congratula  con se stesso (nell’ombra) per il suo oscuro potere. Voto: 2, “Adava Kedavra”

 

2)      Milan: Abbiati non usciva di porta dall’estate del ’77 ma la prima domenica di primavera meritava un accadimento speciale e così decide di sterminare Schelotto e la sua progenie futura. Milan in 10 e sotto di due gol. Milan in dieci che riacciuffa la partita con un rigore che se non è regalato è quantomeno volutamente smarrito. Milan che in 10, due secondi dopo il pareggio, prende contropiede da Cassano e Cassani, non propriamente due Speedy Gonzalez. La partita finisce con 4 etti di crudo sul groppone. Noblesse Oblige, voto 3: La cruda verità

 

3)      Parma: Se Amauri segna di tacco e lo fa pesare a tutto San Siro, più che una contestazione è il caso di spegnere le telecamere e organizzare una rappresaglia sanguinaria. Voto: 1, faccia come il cul..atello

 

4)      Inter: vince a Verona giocando anche a calcio..a tratti. Guarin continua a realizzare un sacco di mete ma nessuno ha il cuore di dirgli che in questo sport servono a poco. Ranocchia non si sa dove abbia poggiato le labbra o casa abbia baciato ma non sbaglia più niente. Mazzarri ha smesso di fumare metamfetamine e Icardi lascia fare il lavoro sporco a Palacio. Questo è contorno tuttavia, poi arriva il Divino, colui che palleggia coi granelli di sabbia. Assist e gol dopo trentordici conclusioni e una violenza sessuale ai danni di Rafael. Non pronunciare il suo nome invano e ricordati di santificare le feste, voto: 10 comandamenti

 

5)      Verona: Tra Rafael, Moras, Marquinho e Martinho più che una squadra sembra un coro gospel brasiliano. In campo c’è un sacco di allegria ma la biglia si vede poco. Albertazzi era meglio come attore e Toni caracolla contro gli avversari incazzandosi come una iena per via dell’alzheimer.  Ah da quando Fanna non gioca più, voto: 5

 

6)      Fiorentina: Matri ha dei capelli bellissimi e Cuadrado balla la conga come nessun’altro. Prima della partita Montella ricorda loro che tuttavia sarebbero pagati per giocare a pallone e che l’ultima vittoria risale ai primi anni ’50. Col fare sgamato tipico dei vincenti scendono in campo e regolano….il Chievo. Ti piace vincere facile, bonji bonji bon bon bon, voto: 6-

 

7)      Chievo: minuto 5, Paloschi sbaglia un gol che neanche Hakan Sukur su cross di Bruno ‘N’ gotty. La partita finisce lì. Dio Perdona e Paloschi è su quella strada, voto: 4 ½ (il mezzo punto in più è per le bestemmie coronariche di Corini)

 

8)      Cagliari: quando schieri gente come Murru e Sau più che lamentarti della sconfitta dovrebbe venire da chiederti dove siano finiti Lulù Oliveira, Nico e il nonno di Mai dire gol. Ah da quando Agazzi non gioca più, voto: 4-

 

9)      Lazio: Lulic quando non lavora come locomotiva di Italo è un martello sulla fascia. Keita in attesa che dicano che ha 52 anni e in realtà si chiama Pepito Guacamole è fortissimo. Due giocatori buoni, più Klose, contro l’allegra banda di pastori di Cellino. Punto tutto, sei milioni, voto: 6 ½

 

10)  Atalanta: niente da dire, sempre dei trattori, sempre più belli, tutti quanti. Uno ha anche segnato. “Wroom Wroom..pota”, voto: 8

 

11)  Sampdoria: Mihajlovic ha chiuso la squadra negli spogliatoi di Bergamo e poi ha consegnato le chiavi alla curva atalantina per un confronto sereno e composto, seguito da una partita allo schiaffo del soldato. 20 minuti dopo dallo spogliatoio sono uscite numerose barelle. Soldato Ryan, voto: 5

 

12)  Sassuolo: alla faccia di Landi, cioè mia, va a Catania e impone la propria legge. Con la leggiadria di Zaza, appena uscito di galera per stupro e la contagiosa simpatia di quel mattacchione di Missiroli. Corsari, voto: 10

 

13)  Catania: nonostante i numerosi pregiudicati di cui dispone la squadra di Maran non vince neanche contro gli omini del Subbuteo. Macumba, voto: hdgqwygdqwqydfweufgwer

 

14)  Livorno: leggere alla voce Sassuolo “Fanculo Landi”. La signora in giallo è arrivata, i cadaveri sono stati occultati e Benassi ha iniziato a segnare. Perché Garko e l’Arcuri sono due attori. Niente è impossibile, voto: 9 e 99 (in saldo)

 

15)  Bologna: leggere alla voce Catania. Prendete Harry Potter, fategli fare l’incantesimo che pietrifica la gente. Poi passate loro il pallone con dentro il talento di Space Jam. Fatto ? Ecco sono riusciti a perdere lo stesso 3-0 a tavolino con gol di Soviero in contropiede. Secondo voi è un caso ? Mistero, voto: nessuno lo sa con precisione

 

Pronostici:

A)    Torino: le formazioni danno titolari Barreto e Meggiorini. Più o meno come andare in guerra in Etiopia muniti di un simpaticissimo ak 47 di cioccolato. McGayver, voto: la speranza è l’ultima a morire.

B)     Napoli: non fa punti con le piccole neanche se Benitez piange ballando con le maracas. E per piccole intendiamo anche le primavere e i pulcini. Complesso di Edipo, voto: ergastolo (quando un 30 ti cambia davvero la vita..)

C)    Roma: I dottori sono fiduciosi di poter schierare Strootman a metà campo pronto a fare diga con la sua carrozzella prestigiosissima. Davanti ci pensa Nostradamus Totti e dietro c’è la sicurezza dell’ayatollah Benatia. Omeopatia portami, via voto: medicina 33

D)    Udinese: qui le cose si complicano, troppi fattori di rischio da calcolare. Dipende da com’è il rapporto tra Guidolin e Gesù. Dipende dalle bestemmie di Pinzi Giampiero e dipende sempre dall’abilità di Totò di Natale nello spacciarsi per Messi in gita scolastica. Quando l’avvocato del diavolo va dietro le linee nemiche. Mashup, voto: 7 sulla fiducia.

 

Ps: Juventus: ieri sera subisce il primo arbitraggio a sfavore da quando le ruote erano quadrate ma, a onor del vero, le fanno recuperare tutto il tempo perso. Durante le partite un paio di case di giocatori vengono svaligiate e ad Andrea Agnelli rubano le sopracciglia. Al minuto ’89 Pirlo la stecca da casa sua e chiude la bottega. The lion don’t sleep tonight, voto: 75 punti

 

 

Fine delle trasmissioni. Per ora.

 

JL

 

 

 

 

 

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Nato il 6 aprile del 1988 a Milano figlio orgoglioso di una città che ama con odio. Nelle vene sangue misto che ne fanno un figlio del mondo senza fissa dimora. Tra un gin tonic e un whiskey ben concepito ha consacrato la propria esistenza all’arte della buona musica con De Andrè, Shane McGowan e Chat Baker a strapparsi pezzetti di anima. Il cinema come confessione condivisa. L’amore per la beat generation e per quel mostro di James Dean. Interista con aplomb anglosassone per il gioco più bello del mondo. Crede che verranno tanti giocatori meravigliosi ma più nessuno con la corsa di Nicolino Berti.

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