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- di Alberto Paternò

Champions League vs Mondiali

Si tratta di una grande discussione nel calcio cioè se sia più importante vincere la Champions League o la Coppa del Mondo. Preferiresti giocare per la squadra che hai sempre tifato o rappresentare la tua nazionale? E quali partite sono più interessanti per i tifosi e per i giocatori?


Ci sono molte opinioni diverse, alcuni diranno che giocare per il proprio paese è il più grande onore nel mondo del calcio, ma onestamente molti preferirebbero di gran lunga giocare nel proprio club preferito. La mia opinione è   che la Champions League sia più competitiva e divertente e, nonostante  la Coppa del Mondo in fondo rimanga un grande evento penso che sia un po 'datato. Dagli anni '50 fino agli anni '90, la Coppa del Mondo è stato il torneo calcistico per antonomasia. Questo anche perchè durante la competizione si potevano osservare i più grandi calciatori  al loro massimo  livello, e perlopiù si trattava di una rara occasione in cui tutto il mondo poteva valutarli.  Infatti la maggior parte dei giocatori arrivavano alla competizione avendo giocato quasi esclusivamente nel proprio paese e difficilmente ogni campionato era accessibile al pubblico internazionale, non c'era Fox Sport che ci faceva vedere il campionato francese, tedesco, inglese e spagnolo, per intenderci; quindi il mondiale diventava l'unica grande vetrina. Un altro problema che inficia la brillantezza della Coppa del Mondo è che oggi, per ottenere la miglior squadra di club possibile, devi far arrivare calciatori  provenienti da numerosi paesi stranieri, anche poco conosciuti, e ciò, se può aiutare un club , in fondo finisce per ostacolare la nazionale di calcio.


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Infatti i giocatori, potendosi allenare e giocare insieme in nazionale solo una volta ogni due mesi,  non hanno mai veramente la possibilità di trovarsi con i compagni e inserirsi pienamente nel sistema di gioco. E' da applaudire per esempio la nazionale spagnola che riesce a selezionare i componenti della sua squadra quasi esclusivamente dal Barcellona e dal Real Madrid, a volte prendendo a prestito anche i loro schemi, ottimizzando quindi qualsiasi difficoltà di ambientamento. Questo consente ai calciatori  di trovarsi a proprio agio giocando assieme, permettendo all'allenatore di osare e richiedere ritmi molto più elevati rispetto alle altre squadre.

Tuttavia l'esempio spagnolo è un unicum nel panorama internazionale,  cosicchè in media le squadre nazionali, tra "oriundi" alla "Paletta" e calciatori"emigrati", mostrano una qualità e un ritmo di gioco inferiori rispetto alla media dei club.


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Bisogna sottolineare quindi che, se sulla carta le sfide internazionali di club si svolgono a un livello più alto rispetto ai match tra nazionali, sul piano emotivo però, non c'è dubbio che le competizioni tra nazionali non siano affatto da meno. Basti pensare alle enormi ipocrisie che si vanno a creare durante i Mondiali, per cui un laziale  esulta per un goal di Totti e un romanista esulta per quelli di Candreva ( anche se al primo errore la colpa è sempre dei giocatori che militano nel club avverso) oppure un catalano che ha appena firmato per l'indipendenza,  alla prima rete spagnola è pronto a gridare "Yo soy  Español Español Español!" .

Credo quindi che dal punto di vista tecnico non ci sia storia, le sfide tra club siano qualitativamente migliori, ma la rarità dell'evento permette alla Coppa del Mondo di imporsi sui tifosi, nonostante le sue sfide non siano particolarmente divertenti, trascinando l'entusiasmo con la sua meravigliosa atmosfera e l'attenzione mediatica dovuta alla lunga attesa.

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