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- di Gian Marco Porcellini

Le schegge del Porce: oscar platonici, polemiche scampate e crisi mistiche


1) Prima di parlare di calcio giocato, batto le mani alle direzioni degli arbitri Guida in Milan-Juventus 0-2 e Banti in Fiorentina-Lazio 0-1 (l’ammonizione per simulazione ad Ambrosini, con tanto di applauso dello stesso numero 21 viola, una perla). Gestire due sfide infuocate, arroventate dalla ciclica ondata di polemiche arbitrali, era parecchio complicato. Eppure loro ne sono usciti alla grandissima.

2) La Gazza premia la Juventus con un oscar, ma io il riconoscimento di mvp preferisco darlo a mister Clarence Seedorf. Siamo schietti: fino a due mesi fa per il Milan sarebbe stato impensabile fare la partita e mettere sotto la Juventus. E se i rossoneri avessero tramutato anche solo la metà delle palle gol prodotte, staremmo a parlare di tutt’altro risultato. La chiave di volta è stato l’infortunio di Poli, la cui uscita ha allungato il diavolo e tolto pressione a Pirlo. In prima pagina invece ancora una volta la vecchia signora che, armata di cinismo, piazza le due stoccate decisive coi suoi due punteri Llorente e Tevez. Ciò detto mi chiedo: al di là del fatto che De Sciglio non era al meglio, Emanuelson possiede foto compromettenti di Berlusconi e/o Seedorf, che continua ad essere schierato titolare con puntualità irritante almeno quanto i suoi cross bislacchi o i suoi buchi difensivi? Ma d’altronde si sa, come recita il maestrino Caressa, “il calcio è strano Beppe”.

3) Mi duole dirlo, ma il Napoli sta diventando una delusione. Se una squadra sulla carta incompleta per giocare l’impegnativo 4-2-3-1 (3 su 5 dietro inadeguati, in più manca un uomo di spessore in mezzo al campo) compete su tre fronti, è fisiologico perdere punti nel corso dell’anno, ma farlo contro Bologna, Chievo, Genoa e Livorno (1-1 domenica al Picchi) è inaccettabile. Almeno quanto la cocciutaggine di Benitez nel voler insistere in questo modulo, sebbene a volte giocando a 3 in mezzo al campo si riuscisse a difendere in maniera più efficace. Capitolo Hamsik: folgorante il suo avvio da seconda punta, però in questo momento lo slovacco è un uomo in meno. Vuoi per una condizione da ritrovare dopo l’infortunio, ma soprattutto, come sostiene da tempo il nostro ottimo Michele Bosco, per via di una posizione eccessivamente avanzata. Che in fase di non possesso di fatto lo esenta dal pressing regalando un uomo agli avversari, in quella offensiva lo porta a ricevere palla spalle alla porta, impedendogli quindi di inserirsi puntando l’area.

Napoli vs Milan

4) Analoga delusione la Fiorentina. Certo, anche qui c’è l’alibi del triplo impegno, unito oltretutto a quello degli infortuni (prima Gomez, ora Rossi), delle squalifiche (Pizarro e Borja Valero) e di qualche svista arbitrale. Per una volta però, sorvolando sul “solito” bimestre gennaio-febbraio nero per Montella, tiro le orecchie all’immenso aeroplanino per le formazioni con cui ha regalato punti ad Inter e Parma. Sul banco degli imputati pure Macià, che nella sessione invernale ha portato a Firenze un paracarro come Diakité e un arrugginito Anderson, che ad oggi non vale nemmeno un centesimo dei 30 milioni sborsati dal Manchester United nel 2008 per acquistarlo dal Porto.

5) C’è modo e modo di reagire di fronte alle difficoltà: Stramaccioni, che allenatore non era, è sprofondato miseramente. Mazzarri invece, che fazzoletto a parte, sa quel che fa, ha restituito solidità all’Inter. Così come ha restituito solidità alla difesa Handanovic, dopo un paio di errori non all’altezza del suo eccelso talento.

6) Mi spiace per Malesani, che ho imparato ad apprezzare ai tempi di Fiorentina e Parma, ma ormai ha pulito il melo. E a prescindere da temperamento e applicazione negli allenamenti, non puoi permetterti di rinunciare al tuo uomo più estroso (Berardi) se vuoi che il Sassuolo si salvi. La permanenza in A è impresa ardua ma non impossibile: con Di Francesco sono sicuro che i neroverdi diranno la loro fino all’ultimo.

7) Ibrahimovic non segna, ma fa segnare. A beneficiarne è il suo amico Maxwell, che in compagnia di Cavani, al rientro dall’infortunio, abbattono il Marsiglia 2-0, col Paris Saint Germain che allunga a +8 sul Monaco e si mette in tasca una bel pezzo di campionato. Statuetta platonica a Lucas Moura, il cui coast to coast di 50 metri stoppato sulla linea avrebbe meritato miglior sorte.

8) Sarebbe stato bello vedere il nostro Borini decidere la finale di coppa di Lega con un suo guizzo. Ma per il Sunderland non c’è lieto fine: vince il Manchester City (3-1). Vince Yaya Tourè, che la mette sotto l’incrocio da oltre 20 metri con un piattone dalla potenza quasi di un tiro di collo di un giocatore nella media, vince Nasri con un esterno chirurgico e vince Jesus Navas, con una folata delle sue. Dietro la lavagna invece il tecnico del Newcastle Alan Pardew, che nel 4-1 dei bianconeri rifila una testata a Meyler dell’Hull City.

Calderon, Atletico-Real 2-2 2-3-14

9) Tutti pronti a recitare il necrologio dell’Atletico Madrid, ma i colchoneros sono vivi più che mai. Nel 2-2 nel derby madrileno, top di giornata la coreografia con cui il pubblico del Calderon accoglie il Real, flop il vice di Simeone Burgos, che per poco non picchia l’arbitro Delgado Ferreiro.

10) Off topic: da appassionato di pagine facebookiane di satira pallonara, ritengo che “Calciatori brutti” negli ultimi mesi sta mangiando in testa a “Chiamarsi bomber tra amici senza apparenti meriti sportivi”.

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