Interventi a gamba tesa

And the Oscar Goes To..


Rullo di tamburi ed eccoci qua. Se ieri notte vi siete divertiti, annoiati, addormentati, esaltati ecc. per gli Oscar ‘hollywoodiani’ la vera premiazione giunge ora.


Prima di partire permettetemi però una breve digressione e di fare le mie condoglianze al povero Di Caprio. Se a qualcuno poteva aver dato l’impressione di averla presa bene, vi assicuro che non è stato cosi. E’ riuscito a tenere dentro una sofferenza e una rabbia che solo un grande attore come lui poteva trattenere, ma sono sicuro stia ancora rosicando come il Mourinho dei tempi migliori. Finora però dopo le delusioni degli Accademy ha sempre reagito sfornando interpretazioni migliori alle precedenti, speriamo che pure a sto giro non ci deluda.

#staystrongleo

#StayStrongLeo

‘And now’ bando alle ciance… Ora è il momento di fare sul serio, è il momento degli Oscar della redazione di Sportellate. 
Difficile stabilire i criteri utilizzati e con precisione captare cosa ne sia uscito: c’è chi ha seguito principalmente la ragione, chi il cuore e il sentimento e chi invece ha voluto fare il simpaticone. Chi si è riferito esculsivamente a questo primo scorcio di stagione, chi ha voluto ripescare anche momenti e situazioni un pelino più indietro.
Fatto sta che questo è quello che è venuto fuori e sta a voi valutare.
Buon divertimento:

Per la categoria OSCAR GIOVANILE:
Lorenzo Lari (@lorenzolari90): PAUL POGBA.
Nessuna esitazione al riguardo. Se nutrite ancora dubbi su sto ragazzo, e le bordate e le prodezze che spesso regala nel nostro campionato (il gol al Napoli per coordinazione è un qualcosa di impossibile per uno della sua stazza) non vi convincono appieno, andatevi a ripescare le due partite di Champions giocate col Real. Una personalità e una presenza uniche per un calciatore dell’età di Paul. Destinato a dominare.

Giacomo (@Sportellate_it): PAUL POGBA 
A pieni voti e zero dubbi.
Campione del Mondo Under 20 con la Francia, premio per miglior giocatore della competizione e premio come miglior Under 20 al mondo in generale. Fenomeno vero.

Alberto Paternò (@AlbertoPatern): DOMENICO BERARDI
Segnare con quella facilità alla prima in Serie A, non è da tutti, quando finirà la rigidità del codice etico, potremo sicuramente gustarcelo in nazionale, intanto l’occhio storto di Marotta lo osserva pronto a fargli fare il grande passo verso Torino… Sarà il nuovo Giovinco?

Gian Marco Porcellini (@piskeporc): EDEN HAZARD
Sgommata, sgasata,convergenza e destro sul palo lungo. È un refrain che il folletto belga ripropone all’infinito, eppure per le difese è sempre un rompicapo irrisolvibile. Perché sanno sì che cosa farà, ma non con quale timing. Una miscela esplosiva di assist, dribbling, corsa, gol (già 14!) e continuità di rendimento l’esterno del ‘91, sorprendente già al primo anno in Inghilterra, ma quest’anno divenuto autentico salvatore della patria. Quello a cui Mourinho non può mai rinunciare. Predestinato.

Alberto Mularoni (@Bebsnetherlands): JOSE’ MOURINHO
Unico.


Per la categoria OSCAR AI MIGLIORI EFFETTI SPECIALI:

Lorenzo Lari (@lorenzolari90): ARSENAL
I paragoni tra Arsenal e Di Caprio impazzano sul web. Almeno a sto giro però i ragazzi di Wenger una statuetta, se vogliamo “secondaria”, se la portano a casa. Il buon Leo manco quella. Il loro gioco in questa stagione ha toccato picchi veramente esaltanti. Due gol in particolare restano impressi nella memoria collettiva: il primo di Wilshere contro il Norwich  e il secondo, più recente, di Rosicky contro il Sunderland . Combinazioni nello stretto ad una velocità supersonica che neanche il Barcellona dei bei tempi.
Per l’Oscar come miglior film la strada è ancora maledettamente lunga.

Giacomo (@Sportellate_it): 1 LUGLIO 2013, MARACANA’: BRASILE SPAGNA 3-0
Due volte Fred ed una Neymar per quello che é stata la bolgia più grande che mi sia mai capitata di vedere nella mia vita calcistica.

Alberto Paternò (@AlbertoPatern): SUPERCOPPA EUROPEA 2013
Era la prima partita ufficiale di questa stagione europea, Bayern vs Chelsea, Guardiola vs Mourinho, il buono contro il cattivo. Ne è nata la partita più bella dell’anno, vinta dai tedeschi 7-6 ai rigori dopo il gol del 2-2 al 121′. Ed erano due squadre in costruzione. Mourinho, ne sono sicuro sta già premeditando la vendetta in Champions League… ne vedremo delle belle!

Gian Marco Porcellini (@piskeporc): BORUSSIA DORTMUND
L’essenza del calcio moderno: squadra corta, pressing alto e ripartenze micidiali. Il tutto ad intensità supersoniche. Talmente alte che alla lunga il giocattolo congegnato dal mago Klopp, specie se qualche pezzo si rompe, si inceppa. Ma la bellezza sprigionata dai lampi del “miglior contropiede al mondo” (cit. Guardiola, non certo l’ultimo arrivato), sovrasta nettamente i passaggi a vuoto. Sullo sfondo poi, un’onda giallo nera di 80.000 tifosi da cui quegli 11 uomini sembrano attingere vigore e adrenalina.

Alberto Mularoni (@Bebsnetherlands): JOSE’ MOURINHO
Il migliore.

Per la categoria OSCAR AL MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA.
Lorenzo Lari (@lorenzolari90): MANUEL NEUER
L’uomo più solo sulla faccia della terra. Il bello è che lui magari vorrebbe pure gareggiare nella categoria “migliore attore”, ma come accipicchia fa?? Nelle giornate più impegnative tocca il pallone se va bene 3-4 volte, ma non è nemmeno detto debba compiere una parata. Pensare che una squadra perfetta come il Bayern si trovi pure il più forte portiere del globo tra i pali, è disarmante. Poveri noi.

Giacomo (@Sportellate_it): AGLI ADDETTI AL MANTO ERBOSO DEL GALA 
Non aggiungo altro. Questa può bastare?
campogala
Bravi loro.

Alberto Paternò (@AlbertoPatern): NEYMAR
Che fosse un grande attore ce l’ha dimostrato platealmente con lo splendido tuffo carpiato, sulla inesistente gomitata (una carezza) di Gargano nella sfida di Confederations Cup tra Uruguay e Brasile. Ma quel che è più sicuro, guardando l’impatto che ha avuto sul Barça, è la sua condizione di “non protagonista”.

Gian Marco Porcellini (@piskeporc): YAYA TOURE’
Il colosso d’ebano più completo al mondo. Non è il miglior intenditore, né il migliore regista, tanto meno un bomber. Eppure lui sa fare qualsiasi cosa richiesta sul rettangolo verde decisamente bene. Tagliato al Barca perché troppo ruvido per gli svolazzi del tiki taka, al City si è subito trasformato nella pietra angolare. Eppure, maxi stipendio a parte, raramente viene elogiata la sua mole di lavoro. Ma provate a fare a meno di lui, e vi accorgerete che la musica cambia.

Alberto Mularoni (@Bebsnetherlands): JOSE’ MOURINHO
Triplete.

Per la categoria OSCAR AL MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA
Lorenzo Lari (@lorenzolari90): CRISTIANO RONALDO
“It’s so Easy” cantavano i Guns n’Roses; “It’s so Easy” sembra ripetere il fenomeno portoghese ogniqualvolta imbuca la rete. Finora una superiorità imbarazzante nei confronti di tutto e tutti. Staremo a vedere se reggerà questo ritmo nei momenti clou della stagione.

Giacomo (@Sportellate_it): CRISTIANO RONALDO
Forse é quello che meno mi piace dei palloni d’oro degli ultimi 20 anni però se lo é meritato tutto. Il miglior Iniesta quest’anno l’avrebbe vinto al suo posto ma il calo é stato evidente.

Alberto Paternò (@AlbertoPatern): FRANK RIBERY
Nel cinema, come nel calcio contemporaneo, spettacolarizzato all’inverosimile, spesso sono le apparenze e i divismi a imporsi sull’oggettività degli spettatori. Ci è cascata la Fifa, per esempio, che ha voluto premiare Ronaldo a discapito del povero Ribery. Se vi state chiedendo da quando la Fifa e Blatter si occupino di calcio giocato, la risposta è semplicemente “non se ne sono mai occupati”. Altrimenti come avrebbero potuto dimenticare che Ribery , a dispetto degli altri due candidati, aveva vinto la Champions League, trascinato la Francia ai mondiali e segnato la bellezza di 52 goal in soli 4000 minuti di gioco? Invece, noi che guardiamo al calcio giocato,  non possiamo che far vincere Frank “scarface” Ribery e consolarlo cosi del Pallone D’Oro sfumato.

Gian Marco Porcellini (@piskeporc): ZLATAN IBRAHIMOVIC
Il miglior Ibra di sempre. “Ciao sono Zlatan, e voi chi cazzo siete?” le prime parole al suo arrivo nello spogliatoio dell’Ajax. Leggenda infondata, ma ad ogni sua giocata, ad ogni suo gol, ad ogni sua intervista, il messaggio, nemmeno troppo criptato, che lo svedese manda al mondo è quello. Forte coi deboli e deboli coi forti per tutta la sua carriera, a 32 anni sta finalmente convincendo pure in Europa. Ma adesso viene il difficile.

Alberto Mularoni (@Bebsnetherlands): JOSE’ MOURINHO
Incredibile.

Per la categoria OSCAR AL MIGLIOR REGISTA
Lorenzo Lari (@lorenzolari90): JOSEP GUARDIOLA
La scelta più difficile. Tanti erano i meritevoli: a partire da Simeone, passando da Brendan Rodgers, fermandosi ad analizzare il lavoro di Carletto, per poi arrivare ai soliti Mourinho e Guardiola. Il sottoscritto sarà scontato e banale, ma ahimè la superiorità di questi due secondo me è troppo netta. E quindi ben venga la banalità e ben venga l’Oscar a Guardiola, che è andato ad imporre il proprio calcio in una realtà che veniva da una “grande abbuffata” di titoli, in grado di far impallidire chiunque.

Giacomo (@Sportellate_it): RUDI GARCIA
Allenatore francese totalmente estraneo alla nostra cultura calcistica, senza connazionali in squadra, alla prima esperienza ad altissimi livelli si é dimostrato grande condottiero e vero collante per il gruppo.

Alberto Paternò (@AlbertoPatern): DIEGO PAOLO SIMEONE
Nel cinema come nel calcio,il film, la messa in scena finale è l’espressione della volontà e del carattere del regista; spesso un artista geniale, alle volte, nel caso dei grandi maestri, dei carismatici combattenti, che guidano passo passo con passione la realizzazione del capolavoro. E allora chi meglio del Sergio Leone del calcio, Simeone, che ha plasmato un nuovo Atletico Madrid, grazie al duro lavoro, un carisma pazzesco e un’incredibile voglia di vincere!

Gian Marco Porcellini (@piskeporc): JOSEP GUARDIOLA
Qui ero veramente combattuto. Conte e Montella nella mia hit parade hanno perso punti nelle ultime settimane, Ancelotti ne ha guadagnati altrettanti. Rodgers, Garcia e Simeone stanno facendo un lavoro sensazionale, ma chi più rasenta la perfezione è Pep Guardiola. Facile direte voi, è arrivato in una squadra che ha vinto tutto. D’accordo, però ha saputo svuotare la pancia e inculcare nelle menti dei suoi il proprio credo calcistico. Risultato? Un’imbarazzante superiorità del Bayern.

Alberto Mularoni (@Bebsnetherlands): JOSE’ MOURINHO
Che allenatore.

E infine per la categoria OSCAR AL MIGLIOR FILM
Lorenzo Lari (@lorenzolari90): BAYERN MONACO
Il “Titanic”, il “Via col Vento”, il kolossal di questa annata. Il “blockbuster” che stravince ai botteghini, ma anche sul campo. Una squadra perfetta, impressionante per qualità e quantità. Sinceramente ogni aggettivo sarebbe sprecato, basta guardarli. Qua veramente, tolta una piccola recente cotta per il Real di Ancellotti, non ho mai avuto dubbi.

Giacomo (@Sportellate_it): REAL MADRID
Il Real Madrid lo vince meritatamente. Ancelotti sta utilizzando il miglior compasso per circondare in maniera perfetta il suo pallone d’oro. L’obiettivo dichiarato é la decima che a mio parere arriverà, e ovviamente il campionato. Hala Madrid!

Alberto Paternò (@AlbertoPatern): MANCHESTER UNITED
Perchè solo in un film (un Horror peggio di Shining e l’Esorcista messi assieme) una squadra fenomenale come quella di Ferguson, dopo un ciclo di dominio europeo battendo ogni record, sarebbe stata affidata alla gestione disastrosa di un piccolo manager di provincia, David Moyes. Nessun avrebbe mai immaginato l’orribile sconfitta agli ottavi di Champions per 2 a 0 contro l’Olympiakos. Geniale!

Gian Marco Porcellini (@piskeporc): LIVERPOOL
Lo ammetto, ho scelto col cuore. Le altre big, leggi Bayern, Real, Juve, Psg, Dortmund e Chelsea, erano realtà tutte più o meno consolidate. Non il Liverpool, reduce da annate disastrose, spesso peggiori dei cugini poveri dell’Everton. Con Rodgers però il vento è cambiato e il lavoro inaugurato la passata stagione quest’anno sta fornendo frutti quasi insperati, con un 2013-’14 emozionante e costantemente a ridosso delle big. Suarez e Sturridge, oltre 40 reti in due, la punta dell’iceberg di un impianto giovane ed affamato. Ma soprattutto per i tifosi della Kop la S&S quale speranza di rinverdire i gloriosi fasti.

Alberto Mularoni (@Bebsnetherlands): JOSE’ MOURINHO
‘The best and fuck the rest’ ihihihi..

La speranza è quella di non avervi annoiato troppo e perchè no, avervi strappato un timido sorriso qua e là.
Grazie per averci seguito e alla prossima.


 

Lorenzo Lari, nato a Rimini l'11 Giugno del 1990. Laureato in Giurisprudenza all'università di Bologna, le sue vere passioni sono sin dalla nascita ben altre. Allevato a pane e rock'n roll, è grande amante di musica, cinema e sport. Malato di Juve e di basket NBA, sogna un giorno di poter assistere ad una partita allo Staples al fianco di Jack Nicholson. Co-fondatore di Sportellate.it