Interventi a gamba tesa

I “ma anche no” del mondo del calcio


Una donna con un corpo da 10 e un viso da 5, è un cane che non porta prede. Una donna con un viso ammaliante (al di là dei voti soggettivi) e un corpo normalmente bello, è argomento di discussione. Una donna con viso e seno notevoli, possiamo cantare. Se a questo ci aggiungete anche una bella schiena, spaziosa e da accarezzare, ditemi voi dove devo firmare (a matita e per una notte…). Le donne sono come i gol: emozioni, momenti. Portatevi via il bel ricordo che avete nella testa e andate a farvi fottere prima che vi fotta e il tempo e, badate bene, il tempo fotte tutti. Sempre.

Il calcio è molto femminile nella sua bellezza, insomma, un centimetro in più o in meno e un gol strappa un applauso o un boato. Un modo di calciare piuttosto che un altro, un tiro in controtempo, una finta o un filtrante e il cuore palpita e la fantasia viene folgorata per sempre. I grandi amori del pallone sono la perfetta metafora della vita, amori grandi che aspirano ad essere unici prima che il tempo passi a ricordare (a suon di vecchiaia o assegni) che l’amore è eterno finchè dura.

Cosa resta quindi ? Resta l’essenza, il calcio è fatto da uomini ma non è umano, il calcio è un’essenza, un’idea, quando quell’idea si concretizzerà (e ho seri dubbi che questo accadrà mai) il gioco finirà e la domenica si tornerà a frequentare grandi magazzini o mostre pittoriche.

Oggi, tuttavia, non voglio parlare del bello, che questo sia legato a una biglia o a…bhè ci siamo capiti. In fondo il bello, proprio per sua natura si evidenzia da solo, non ha bisogno di cose aggiuntive ma anzi si amplifica nel silenzio di un gesto perfetto. Un viso incorniciato da boccoli color ebano o un eroe che scende sulla fascia solcando erba e aria senza sollevare zolle ma seminando avversari e speranze altrui per poi mettere fuori tempo il portiere e tornare a casa a dire:“Sì eccomi, ci sono, sono qui”.

Oggi voglio parlare di quello che del calcio non mi piace e la lista, fidatevi, potrebbe non esaurirsi troppo in fretta.

 

1)      Non mi piace e non accetterò mai chi manca di rispetto alle tragedie. Siano queste legate a uno stadio che implode portandosi via storie o passioni. Siano queste legate al fato che per vincere una squadra immortale si serve di un’infame e bieca collina in un giorno di pioggia granata. Il rispetto per l’avversario, per i morti ma più di tutto il rispetto per chi ha regalato sogni ed emozioni. Il rispetto per l’essere umano e la sua natura.

2)      Non mi piace l’uso che si fa dei giovani in Italia. Saponara ha dei piedi eccezionali e del talento purissimo, una delle poche cose buone fatte da Allegri sulla panchina del Milan è stato lanciarlo titolare nel derby. Date fiducia al talento, Saponara ha classe, visione e tempi di gioco, tutto il resto si impara.

3)      Non mi piace il tasso tecnico della nostra Serie A che al di là dei campioni non insegna più (o non pretende più) a giocare al calcio. Oramai basta semplicemente che si corra con una palla tra le gambe per 90 minuti. Partite scialbe giocate su campi ignobili con gente che la Serie A dovrebbe pagare per vederla. Gol, fatti o subiti, che denotano una pochezza tecnica che fa davvero male al cuore.

4)      Non mi piacciono gli incontristi puri e al primo che mi dice che Gattuso era un incontrista puro gli arriva uno schiaffo di rovescio. Gattuso era un mediano di interdizione che aveva sviluppato anche dei discreti piedi. Non è reale veder giocare (per di più titolari) gente come: Kuzmanovic, Flamini, Blasi…

5)      Non mi piace il modo in cui si gestisce il rapporto con i media e i tifosi. “Chi urla per primo urla due volte” è una filosofia che non deve più passare e se non lo capiscono al di là della barricata è il caso che i tifosi si sveglino e diano il buon esempio. Ieri nessuno ha chiesto a Conte un’opinione in merito agli episodi dubbi del derby, ma che razza di giornalisti hanno paura di fare domande ? Per inciso: il rigore ieri non c’era e la Juve ha nettamente meritato, ma la domanda andava fatta a prescindere.

6)      Non mi piacciono Abate e i terzini che giocano con inserito il pilota automatico di un treno merci. Giocare sulla fascia non è una condanna a dover andare per forza avanti e indietro, esistono gesti tecnici quali: inserimenti, fraseggi, finte, la possibilità di poter rientrare. Abate, ascoltami, per favore, davvero, dismetti la casacca dell’onorata società che tenti inutilmente di difendere e che incomprensibilmente ti stipendia (lautamente) e inizia a lavorare per le Ferrovie dello Stato. Farai felici sia i tifosi del Milan che i pendolari lombardi.

7)      Non mi piace Allegri, anzi mi sta proprio sul cazzo. Io sono interista ma mi domando e interrogo su come diavolo sia possibile prendere il Milan (cosa che ha dell’inspiegabile, probabilmente Allegri è un unto del Signore) e, in ordine cronologico: vincere a stento un campionato riuscendo nell’ardua impresa di perdere il secondo con Ibra dalla propria parte. Spedire a pedate Pirlo perché tanto a fare gioco ci pensa quell’illuminato di Flamini. Dare le chiavi della difesa a Yepes e il compito di portare fantasia a Emanuelson. Di più idiota c’è solo fare un trenino a capo d’anno con la De Filippi e Raikkonen. Come diavolo si più snaturare il Milan, faro storico del bel gioco e della fantasia estrosa applicata al pallone. Se ad Allegri danno in mano la nazionale, avvierò le pratiche per diventare cittadino svizzero o fare in modo che questi ci invadano.

8)      Non mi piace Diamanti che va a giocare a calcio in Cina e la definisce “scelta di vita”. A meno che tu abbia soprannominato il tuo portafoglio “vita” ti pregherei di non prenderci per il deretano. Anch’io sono stato a Mykonos per imparare le lingue….

9)      Non mi piacciono Jonathan e Rolando. Non per partito preso, nel senso, sono sicuro che possano dare molto alle loro rispettive nazionali di curling o bob è semplicemente che quando li vedo giocare a calcio mi viene da tifare per a squadra avversaria e questo è seccante se giochi in amichevole contro il Rocca Cannuccia

10)  Non mi piace Peluso. Federico se fossi stato in grado di essere un titolare della Juve semplicemente lo saresti già. Vale la pena di buttare via una carriera per dire che sei stato nella Juve trentordici anni con all’attivo ben tre presenze e mezza ? Sei un giocatore più che dignitoso e un gran bel ragazzo, vai a fare il tuo lavoro, sul serio.

11)  Non mi piace come il Milan ha trattato Matri che io ritengo un gran bel giocatore. Mai supportato, mai aiutato. Matri potrebbe davvero essere un fenomeno e lo ha sempre dimostrato, purtroppo anche nel calcio la pubblicità conta più del talento.

12)  Non mi piace Benitez. Non metti Jorginho in lista Uefa dopo che hai rotto gli zebedei a Dela per comprartelo ? Quante volte sei caduto dal seggiolone da piccolo ?

13)  Non mi piace la Roma che non capisce che Francesco c’è ancora ma Totti non più e non mi piace Totti che non capisce che tutto ha un inizio e una fine.

14)  Non mi piacciono i tifosi della Lazio che rompono i maroni a uno, il loro presidente, che effettivamente tenta sempre di fare il bene della Lazio.

15)  Non mi piacciono il Catania e il Chievo, oggettivamente non ricordo una loro bella partita. Via andare, ripresentarsi dopo aver implementato il concetto di estetica.

16)  Non mi piace tutta la politica che gestisce il calcio, buona parte della televisione che ruota intorno al calcio e che fa passare il concetto “non alziamo i toni sugli errori in buon fede” per poi aizzare tifosi e tifossotti con un quoziente intellettivo pari a quello di una scimmia che si sforza.

17)  Non mi piace Amauri e ai tempi del Palermo stravedevo per lui. Adesso mi sembra di veder giocare un paracarro della seconda guerra mondiale.

18)  Non mi piace che non sia stata data fiducia a Bellomo che io reputo un gran bel giocatore e che ovviamente essendo italiano e giovane sguazza nella provincia.

19)  Non mi è piaciuta assolutamente la politica sui giovani attuata dall’Inter che, informata di possedere tra quarti della difesa dell’under 21 italiana, l’ha venduta in tronco per due banane un peperone ma strappando una fondamentale prelazione per un fico a ferragosto. Non mi piace neanche la politica dell’Inter che ora dice “ripartiamo dai giovani” e poi prende Vidic (33 anni) perché ovviamente di Varane ne siamo a conoscenza solo io e il puffo Brontolone.

20)  Non mi piace Il Barça e ancora di più quel simulatore scorretto di Busquets. Non mi piace questo United e l’assoluta mancanza di spina dorsale di Moyes. Non mi piace il fallimento del Tottenham dopo il mercato fatto (strozzatevi con Paulinho). Non mi piace Villas Boas e lo Zenit di San Pietroburgo. Non mi piacciono Spalletti e Ranieri e, di più, non mi piace che Falcao bucherà i mondiali. Non mi piace Pellè che non è in grado di accettare un pareggio. Non mi piace Guardiola anche se mi sta simpatico ed è un mezzo genio. Non mi piace il comportamento di Goetze e Lewandowski. Non mi piacciono lo chignon di Ibra e la faccia di Ribery.

 

Resta solo una domanda: perché guardiamo ancora il pallone dopo che: Centofanti, Bruno ‘N’ Gotty e Athirson hanno smesso di giocare. Perché ?

..Che poi, se quella è la faccia di Ribery dopo l’incidente stradale c’è da chiedersi come stesse l’altra macchina…Queste le possibilità:

 

–         L’altro conducente è diventato di pietra e adesso è una statua nella villa di Mario Balotelli.

–         Dopo lo scontro l’altro guidatore si è risvegliato come in Matrix ma Ribery continuava ad avere la faccia segnata.

–         Rigore per la Juve.

–         Mazzarri interviene e si lamenta perché Rolando ha tutta la faccia in 10 centimetri e questo gli impedisce di giocare a calcio.

–         Allegri ha fermato il tempo un secondo prima dell’impatto sostituendo Pirlo al guidatore. Perché la classe lui la ricava da Muntari.

 

Scegliete, signori…

Fine delle trasmissioni. Per ora.

 

Fine

JL

 


 

Jacopo Landi, sangue misto nato nell'aprile del 1988 in quel di Milano ma in realtà appartenente (in parti uguali), per origini, a: Emilia Romagna, Toscana, Valle d'Aosta, Lazio, Abruzzo ed India. Lavora un po' in tutti i settori possibili, tranne quello del narcotraffico. Matura esperienza come giornalista, prima cinematografico e poi sportivo presso il giornale on-line Italia Post, il sito calciomercato.com e le collaborazioni coi giornalisti Fabrizio Biasin e Alfredo Pedullà. Ha inoltre collaborato con la compagnia teatrale "I Birbanti" e firmato un corto personale "Una birra al bar" tratto da una novella del buon (e sacrosanto) Bukowski. Dal 2013 collabora prima con la Nella Longari arte, poi con la M77 Gallery e infine con la Renata Fabbri Arte contemporanea; prima di tornare nel mondo della produzione in qualità di sceneggiatore. Non potrebbe vivere senza filosofia, donne, cinema, whisky e buona musica. Collabora con Sportellate perché dopo il video di Corona sul "pene" di Adriano non riteneva di poter essere da meno.