Interventi a gamba tesa

Mourinho: una grossa caduta di stile


Vi aspettereste mai che un tifoso dell’Inter critichi Mourinho? Ebbene si. Venerdì 14 febbraio, in conferenza stampa, lo “Special One” l’ha sparata davvero grossa. Ha avuto il coraggio di dare del fallito a Wenger, dicendo che non vince nulla da 8 anni.


Vorrei ricordare a Mou che Wenger negli anni passati ha vinto tantissimo con l’ “Arsenal degli invincibili” tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del terzo millennio, quando c’erano i vari Seaman, Adams, Parlour, Vieira, Pires, Bergkamp ed Henry. Quella squadra era una macchina perfetta. Nel 2002/2003 ha anche vinto una Premier da imbattuta e nel 2006, pur non essendo assolutamente favoriti, sono arrivati in finale di Champions, poi persa 2-1 contro il Bercellona sotto i colpi di Eto’o e Belletti.

Purtroppo nelle annate successive i Gunners, per via della la costruzione dell’Emirates (impianto che quest’estate ho avuto la fortuna di visitare e soprattutto di ammirare dal vivo) costato alla società poco meno di 400 milioni di sterline, non hanno potuto fare grosse spese durante le finestre di calcio mercato. Non sono potuti andare oltre ad acquisti come Rosicky e Arshavin (bravissimi giocatori, ma neanche lontanamente paragonabili a Bergkamp o Pires). E sono d’accordo con Benitez quando tempo fa disse che in Inghilterra vincono le squadre ricche che possono investire tanto. Vince chi può spendere di più. Questa è una delle ragioni di questa lunga carestia di vittorie dei Gunners. Ma anche durante questi difficili anni Wenger ha sempre tenuto duro e ha fatto sempre il massimo per l’Arsenal senza mai arrendersi.

Mou invece è l’esatto contrario dell’allenatore transalpino. Il tecnico portoghese va sempre e solo in squadre ricche dove sono disposti a investire 200 milioni di euro ad ogni finestra di calcio mercato. Solo Abramovich poteva spendere 22 milioni di  euro per Matic che, con il massimo rispetto per il giocatore, sicuramente non li vale tutti quei soldi.


Wenger


 

E inoltre Wenger ha sempre saputo dare un gioco a tutti gli organici dell’Arsenal che ha avuto a disposizione. Lo “Special One” invece sa giocare solo con i catenacci e le ripartenze. E’ una tristezza infatti vedere questo Chelsea imbottito di campioni (Hazard in primis, Willian, Lampard, Eto’o ed altri) fare calcio in quel modo. Con il suo mascherato 8-1-1 vorrei vedere dove arriverebbe se allenasse una squadra di seconda fascia, se mai avrà il coraggio di farlo.

E certe sue provocazioni mediatiche sono create “ad hoc”. Ha sempre voluto fare molto teatro. L’ultima è quella sull’età di Eto’o che all’anagrafe ha 32 anni ma Mourinho in conferenza stampa ha detto che forse ne ha 35. Avrà preso spunto dal “caso Minala” (neo acquisto della Lazio che all’anagrafe risulta che ha 17 anni ma a vederlo in foto ne dimostra almeno il doppio e non pochi sono stati i sospetti e anche le critiche). E mi sorprende questa uscita anche perché Eto’o è stato disposto a sacrificarsi a fare il terzino quando il tecnico di Setubal lo allenava all’Inter. Chissà che cosa vuole celare o mascherare dietro questa affermazione. Libere interpretazioni.

Come ho scritto all’inizio, vi può sembrare assurdo che un interista critichi Mourinho, ma ho sempre avuto un rapporto controverso con questo personaggio. Da un lato lo ringrazierò e gli sarò sempre grato per il “Triplete 2010”, ma dall’altro è anche vero che prima ci ha svenati e distrutti, e poi se ne è andato via. Scrivo svenati perché durante i suoi 2 anni alla guida dell’Inter ha quasi obbligato la società a fare spese assurde e i giocatori avevano ingaggi altissimi e fuori portata per il calcio italiano. E ora infatti la società ne sta ancora pagando le conseguenze anche a distanza di 5 anni. E scrivo anche distrutti in quanto sempre nel 2010 Mou prima ha spremuto i giocatori, e dopo se ne è subito andato via sapendo che quella squadra sarebbe crollata come un castello di sabbia lasciandola nella confusione e nel marasma più totale. Lui aveva vinto quindi dell’Inter non gli interessava più nulla. Quella stessa notte si stava già accordando con il Real senza nemmeno finire di festeggiare con i nerazzurri. Fatalità.


Mi dispiace “Special One”, ma da uno come Wenger hai solo da imparare.

Raffaele Campo, nato a Padova il 21/6/1989. Diplomato al Liceo Classico Statale "Concetto Marchesi" di Padova (ma non chiedetemi nulla di latino e greco) e attualmente studente di giurisprudenza presso la facoltà di Ferrara. Vado matto per il calcio, ma soprattutto per l´Inter, seguo anche la Premier League e non disdegno la Liga spagnola. Altre passioni e interessi sono leggere, libri di storia e di cronaca italiana del ´900 in primis, e viaggiare (ho visitato più di dieci Stati europei, ma ce ne saranno ancora tanti altri che visiterò). Collaboratore Sportellate.it