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- di Gian Marco Porcellini

Le schegge del Porce, 18-2


1) Dichiarazioni roboanti, piccate e probabilmente eccessivamente polemiche, che stanno già sollevando un futile dibattito buono solo a dividere i tifosi e mettere in imbarazzo i vertici societari. Eppure la replica di Antonio Conte dopo il match col Chievo (3-1) a Fabio Capello, pur fuori luogo in termini volumetrici, non sembra così campata per aria. Non è forse vero che la Juve di Capello ha vinto “solo” due scudetti revocati, arrivando al massimo ai quarti di Champions League senza offrire un gioco spettacolare? Niente a che vedere con l’impronta conferita da Conte, che nel 2011-‘12 ha plasmato da zero un gruppo divenuto invincibile battendo un avversario, il Milan, sulla carta più quotato. In un secondo livello di lettura tuttavia resta da capire se il mister pugliese abbia voluto sfruttare le parole del coach della Russia in maniera pretestuosa per tenere alta la tensione nella settimana che porta all’Europa League, o se le abbia realmente travisate, visto che il mister friulano, catalogando il campionato italiano “poco allenante per l’Europa”, voleva fornire un alibi ai bianconeri. Ai posteri l’ardua sentenza.

2) “Splendida” almeno quanto il gol segnato da Balotelli contro il Bologna, l’intervista del post partita del giornalista di Mediaset Premium Alessio Conti allo stesso attaccante bresciano. Appena una domanda di stampo tecnico-tattico circa la sua convivenza con Pazzini, un accenno al match di Champions con l’Atletico Madrid, poi via con una raffica di frecciatine e trabocchetti, alla vana ricerca della frase ad effetto o dello scoop. Perché i ben pensanti e i moralisti che non perdono mai l’occasione di bacchettarlo, sono i primi a sperare che Mario commetta una delle sue “balotellate”, in modo da avere qualcosa con cui riempire pagine di giornale e programmi tv. Vergognatevi.

3) Fiorentina baldanzosa, inadeguata e spompata, quella che ha ceduto il passo ad un’Inter in ripresa (1-2). Improponibile la formazione disegnata da Montella, coi paracarri Diakitè e Compper a spalleggiare Gonzalo dietro e Ilicic centravanti al posto di Matri. Dopo un primo tempo disastroso in balia dell’avversario, la minireazione propiziata da un irriconoscibile Handanovic e stroncata prontamente dal gol in fuorigioco di Icardi (a proposito, abbastanza ridicolo il suo tweet “Non avete altro da dire?” riferito alle voci circa la sua relazione con Wanda Nara, visto che è stato lui stesso a spiattellare ai quattro venti la sua storia d’amore a colpi di foto e post sul network). Poi stop. Benzina finita e una miriade di cross alla vana ricerca delle punte. Buon per l’Inter, protagonista di un primo tempo positivo e di una ripresa eccessivamente timida, in cui ha preferito rinculare paurosamente a ridosso della propria area piuttosto che azzannare un avversario stremato dalla semifinale di coppa Italia con l’Udinese. La via intrapresa da Mazzarri (Guarin ed Hernanes rispettivamente a destra e sinistra, ad ispirare le due punte) sembra quella giusta, ma ora occorrono più coraggio e più spinta offensiva.

4) Per l’eccelso (eufemismo) Enrico Varriale, giornalista (altro eufemismo) di Rai Sport, il Napoli “è l’unica squadra ancora in lotta su tre fronti: campionato, coppa Italia ed Europa League”. Evidentemente per lui la Fiorentina non esiste.

5) Evviva la Roma dei piccoli grandi fenomeni Pjanic e Destro, che riscattano una prima mezzora sottotono, asfaltando la Sampdoria a cavallo dei due tempi con tre lampi (3-0). Il pianista con una punizione beffarda alla Juninho Pernambucano, l’ex Siena con due zampate da bomber di razza.

6) Dopo avergliene rifilati 4 all’andata, il Parma domenica contro l’Atalanta ha concesso il bis. Gli improbabili Molinaro e Schelotto ad aprire e chiudere le marcature, in mezzo l’autorete dell’ex Benalouane e la punizione di Cassano. Per un totale di 12 risultati utili di fila, con vista sull’Europa. La chiave? Più che le invenzioni di Cassano o le stoccate di Amauri, è stata la difesa (8 gol subiti nelle ultime 12, di cui 3 solo con l’Inter), guidata da un superbo Lucarelli, il fattore determinante di una squadra comunque dalla spiccata indole offensiva.

Manuel Pellegrini

7) In Fa Cup si consuma la rivincita di Arsenal e Manchester City ai danni di Liverpool e Chelsea.  Recentemente sconfitto in campionato, Wenger supera (probabilmente immeritatamente) 2-1 i rampanti giovani di Rodgers, mentre Pellegrini, tenuta a mente la lezione di due settimane fa, rifila un sonoro 2-0 ai blues. Bocciato il doppio centravanti, dietro a Dzeko ecco Jovetic, che sblocca la contesa con un diagonale chirurgico. Dominio incontrastato dei citizens, e nella ripresa, quando Mourinho inserisce Fernando Torres per Ramires, i padroni di casa acquisiscono il controllo totale del campo grazie all’ingresso del rientrante Nasri per Jovetic. Risultato? 2-0 firmato dallo stesso francesino senza possibilità di replica per gli uomini di Mourinho, costretto ad incassare pure la bordata del tecnico dell’Arsenal: “Mourinho? Imbarazzante”.

8) 4-0 al Friburgo e 24a partita vinta con almeno due gol di scarto per il Bayern Monaco di Pep Guardiola. Il Bayern del tiki taken, quello che ad oggi sta facendo persino meglio del suo predecessore, il “triplettista” Jupp Heynckess. Occhio però Pep, la stagione si decide adesso. E quanto di buono fatto finora non conterà nulla se non porti a casa le coppe.

9) Sarà un criminale psicopatico egocentrico Joey Barton. Ma quando il centrocampista del QPR dice che Verratti “tocca troppo la palla e si prende troppi rischi” non ha tutti i torti. Alla nazionale non serve questo Verratti, valorizzato sì dal palco scenico europeo, ma rallentato nella sua crescita da un campionato mediocre. E se è vero che è il nuovo Pirlo, dovrà innanzi tutto tornare a fare il play basso, non l’interno destro.

10) Off topic: per molti il successo di Belinelli nell’“All star game” rappresenta una vittoria di Pirro, data l’inutilità dell’evento. D’accordo, ma non dimentichiamoci che gli americani, a differenza nostra, mettono lo spettacolo al primo posto, non il risultato. E pensandoci bene, non sarebbe bello se anche da noi si potesse ammirare un’esibizione tra i migliori calciatori europei?

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