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- di Marwan Hammami

Diego Fernando Pérez, El Ruso!

Oggi sono qui per parlarvi di un grande giocatore. O quantomeno un giocatore che a me ha sempre fatto impazzire e che mi affascina senza un motivo ben definito. E in effetti se si va a vedere i dati e le statistiche di questo calciatore, ci vuole poco a capire che non si sta parlando dell'ultimo arrivato. Partiamo dalle origini però.


 


 

Nasce nella capitale dell'Uruguay, Montevideo, il 18 maggio del 1980. Cresce calcisticamente nel Defensor Sporting, una squadra Uruguaja di medio livello vincitrice di quattro titoli nazionali. Da qui il passaggio al grande calcio è breve. Passa al Peñarol de Montevideo, e qui la questione incomincia a farsi seria, visto che il piccolo grande Diego è stato acquistato da uno dei più blasonati club del Sudamerica. Il Peñarol a livello del calcio sudamericano può essere tranquillamente paragonato ad esempio all'Ajax. Gioca le sue partite nello stadio Centenario, capienza: 75mila posti.


 

 


 

Un club che nel suo palmares può vantare 49 titoli nazionali, 5 Cope Libertadores (lo stesso numero di Champions League vinte da Bayern e Liverpool), e infine 3 campionati del mondo per club (maggior numero di titoli insieme a Milan, Real Madrid, Boca Juniors e Nacional de Montevideo). Insomma, tanta roba.Ma il talento di Pérez è troppo grande anche per quel calcio lì e il salto dell'Oceano Atlantico arriva dopo 13 partite nei campionati di clausura apertura. Passa al Monaco nel 2004. Il club del principato più importante d'Europa che, in quell'anno, è la squadra vinta nella finale di Champions League giocata contro il grande Porto di Mourinho. Resta lì, a Monaco per sei anni. Riesce ad affermarsi come uno dei più importanti centrocampisti mediani del campionato e toglierà il posto, nell'allora squadra di Francesco Guidolin, ad atleti molto più famosì di lui all'epoca come Gerard López giocatore nato nella cantera più importante del mondo: quella del Barcellona.



 

Come detto prima, passerà sei anni nel principato, aspettando la grande occasione che, purtroppo però, non arriverà mai. Il Diego Fernando di quel periodo non è un giocatore da Manchester United, dove giocavano nel fiore della loro carriera gente come Michael Carrick, Darren Flatcher e Paul Scholes. Ma in quegli anni nel Real Madrid giocavano calciatori come Mahamadou DiarraRoyston DrentheAdrián e Diego non avrebbe fatto alcuna fatica a conquistarsi un posto. Certo forse sto esagerando. Ma prendiamo un altro esempio. Avrebbe fatto peggio di Felipe Melo alla Juve? Giocatore che si è rivelato un fallimento, pagato 30 milioni di € dai bianconeri.



 L'età avanza, nel 2010 Diego ha già trent'anni e purtroppo la possibilità di prendere il treno che porta ad una grande squadra, se mai ci fosse stata, è passata. Viene acquistato dal Bologna, una delle nostre squadre storiche ma di certo non nel suo periodo migliore. La accompagna alla salvezza fermando tutti gli avversari che passano per la sua zona grazie ad un misto di violenza calcistica e classe. Dopo poco tempo, ovviamente, diventa capitano. Salvo lasciare poi la fascia ad Alessandro Diamanti. Con la nazionale colleziona 87 partite tra mondiali e altre competizioni, anche lì è capitano e vince nel 2011 la 15ª Coppa America dell'Uruguay. Io non penso di dover aggiungere altro. Insomma i numeri parlano. Ma se proprio devo dire una cosa di questo essere umano di 177cm per 81 kili (sopratutto di muscoli), penso che sia stato un giocatore che avrebbe meritato di più, ma dopotutto meglio essere sfortunati nella fortuna che fortunati nella sfortuna.



Post Scriptum: El Ruso è il soprannome datogli dalla madre per via dei suoi lineamenti.

 

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