Article image
,
3 min

- di Gian Marco Porcellini

Le schegge del Porce, 11-2


1) Torna Guarin e nell’Inter si torna a vedere la parvenza di un gioco: coincidenza? Dietro torna Samuel e i pericoli per Handanovic (che di fronte aveva pur sempre il Sassuolo, sia chiaro) si riducono al lumicino: coincidenza? Davanti Milito, pur mettendoci tutta la buona volontà e caparbietà di questo mondo, al momento non è in condizione e si mangia due bei gol: coincidenza? Appunti tattici sparsi relativi al match di San Siro tra nerazzurri e neroverdi (1-0, zuccata di Samuel): ci sta schierare Kuzmanovic mediano con Guarin e Hernanes ai lati, in modo da evitare che i due si pestino i piedi e che allo stesso tempo siano protetti da un incontrista. Ma per aumentare la produzione offensiva è preferibile che il profeta agisca più vicino alla porta. Quand’è che invece potremo riammirare Icardi in campo?

2) Napoli-Milan, più che l’emblema dello spettacolo, riprendendo il tweet di uno dei capi, ossia Lorenzo Lari, mi è sembrata “di una tristezza infinita”, con le “squadre lunghe 70 metri” e le “difese imbarazzanti”. Il Napoli quando attacca è uno spettacolo (Insigne a parte), ma dietro balla che è un piacere. Da vietare ai minori il replay del gol di Taarabt, in cui, come accadde con Cassano qualche mese fa, la retroguardia rincula fino al limite dell’area anziché affrontare il marocchino. Ah già, nelle scuole calcio l’uno contro uno è più temuto della peste, e nel dubbio si scappa fino dentro l’area pur di non farsi saltare. Allo stesso modo il Milan, ancora una volta sbilanciato, è stato incapace di fare filtro in mezzo al campo (paradossalmente, Essien meglio in fase propositiva che in quella difensiva), concedendo praterie entro la propria trequarti. Altra considerazione: a mio avviso ci sta Abate esterno alto, non ci sta più invece Emanuelson titolare, una perenne sciagura. Apparentemente inamovibile.

3) Quanti servizi tocca ancora sorbirci sulle lacrime di Balotelli? Il suo pianto è davvero più importante della partita stessa? Evidentemente per rotocalchi e media sportivi sì.

4) Quanto perde la Juve senza Barzagli e Chiellini? Tanto. E magari avrebbe potuto perdere di più se l’Hellas non fosse stata danneggiata dal signor Doveri.

5) Nico Lopez, Muriel, Di Natale, Pereyra, Bruno Fernandes, Maicosuel: quanta qualità nell’Udinese dalla mediana in su. Peccato che Guidolin alla fantasia prediliga il rigore tattico, preferendo quindi centellinare il talento di questi giovani. Nota bene: rivedere all’infinito l’assist a memoria di Bruno Fernandes in torsione per l’accorrente Badu in occasione del 3-0. Tanta, tantissima roba.

6) Se Udinese e Sampdoria sembrano essersi tolte dalla lotta per non retrocedere, dietro continua ad impazzare la bagarre. Io dico che il Livorno ne ha di meno di tutte, e che il Bologna se si salva farà un mezzo miracolo (occhio però al fattore “c”, determinante all’Olimpico di Torino). Attenzione quindi agli stravolgimenti apportati dal Sassuolo. Rinforzato sì, amalgamato no. Il Catania ha l’organico migliore del lotto, ma potrebbe pagare la scarsa abitudine maturata in questi anni a doversi giocare la vita o la morte nei mesi caldi. L’habitat invece abituale del Chievo, che se l’è sempre cavata con relativa fatica.  

7) Se l'Arsenal prende 4 gol in meno di 20 minuti, significa che nel suo spogliatoio mancano dei leader caratteriali. E la lotta al titolo, per quanto i gunners stiano disputando una stagione oltre le più rosee aspettative, diventa un’impresa quasi disperata. Lo scrissi già a gennaio. E la figuraccia di Anfield, dopo quella in casa del Manchester City ne è la riprova. 3-6 allora, 1-5 sabato a Liverpool, straripante con la sua linea “S&S”. Che per una volta non sono Sturridge e Suarez, bensì Skrtel e Sterling, autori di una doppietta ciascuno.

Skrtel, Liverpool-Arsenal 5-1, 8-2-14

8) Al di là del pareggio tra Monaco e Psg (1-1, come del resto all’andata a Parigi), i biancorossi, secondi a -5, restano un gradino sotto. Il motivo? Se a Ranieri manca Falcao (campionato finito), il sostituto si chiama Berbatov. Se Ancelotti deve invece rinunciare a Cavani, le riserve si chiamano Lucas, Lavezzi, Pastore e Menez. Ps: bomber del giorno l’attaccante del Nantes Filip Djordjevic, che in un batter d’occhio buca il Lione per poi farsi cacciare fuori per aver finto di tirare una pallonata all’arbitro.

9) Già da un paio d’anni ci si diverte a dire che il Barcellona è finito. Sarà, ma in questo biennio i catalani hanno vinto un campionato, una coppa del Re, una supercoppa di Spagna e sono arrivati due volte in semifinale di Champions. In più in questa stagione comandano della Liga, hanno un piede in finale di coppa e si apprestano a disputare gli ottavi di Champions contro il Manchester City. Aspettiamo almeno di vedere come va a finire questa stagione, prima di recitare il de profundis.

10) Off topic: applausi per Sky, che acquista i diritti delle Olimpiadi ma che ciò nonostante offre la possibilità di godersi i Giochi anche ai non abbonati, proponendo qualche ora in chiaro su Cielo. Fischi per la Rai, che non si è aggiudicata nemmeno un minuto di diretta.

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE...

Cos’è sportellate.it

Dal 2012 Sportellate interviene a gamba tesa senza mai tirarsi indietro. Sport e cultura pop raccontati come piace a noi e come piace anche a te.

Newsletter
Canale YouTube
clockcrossmenu