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- di Gian Marco Porcellini

Le schegge del Porce, 21-1

 


Le schegge del Porce:
1) Incoraggiante la prima di Clarence Seedorf da coach del Milan (1-0 al Verona), il quale, consapevole delle carenze dalla mediana in giù e dell’abbondanza di piedi buoni dalla trequarti in poi, ha optato, un po’ come fece nel 2009-’10 Leonardo, per l’unica strada futuribile: passare al 4-2-3-1 e alzare il baricentro. Ottimo il pressing alto come la ricerca continua del possesso palla, da rivedere però le trame negli ultimi 25 metri, dove il difetto di movimento (e di ampiezza alla manovra) ha impedito ai rossoneri di offendere, e l’equilibrio globale, divenuto più labile dopo la prima mezzora, in cui la squadra si è allungata concedendo campo delle ripartenze dell’Hellas. Da capire poi cosa voglia fare da grande Mario Balotelli: scarsa applicazione alla partita e propensione a giocare spalle alla porta, marcata attitudine ad arretrare al limite dei 16 metri. Da cui però costruisce sempre le cose migliori.

2) Ma che razza di giocatore è José Maria Callejon? Ammetto che prima non lo conoscevo, o meglio vedevo che al Real Madrid, nonostante lo scarso impiego, aveva un’ottima media gol (anche se poi la maggior parte delle reti erano ininfluenti). Mi aspettavo una mezza punta che stazionava esclusivamente nei paraggi dell’area, invece ho scoperto un giocatore totale, che si sbatte anche nei ripiegamenti senza lesinare mai fiato. Ma che, nonostante i chilometri macinati, ha sempre tempi di inserimento e freddezza del bomber consumato. Già 13 centri in maglia azzurra, l’ultimo della serie domenica a Bologna, grazie ad una galoppata di 30 metri culminata con un diagonale chirurgico. Facile, ma solo dalla poltrona.

3) Dopo Radja Nainggolan, ecco arrivare alla Roma Michel Bastos. Ma il “divertimento” di Sabatini è diventato quindi quello di inserirsi nelle trattative del Napoli?

4) Cresce a dismisura la Fiorentina. D’accordo, le avversarie degli ultimi tempi si sono chiamate Bologna, Sassuolo, Livorno, Torino, Catania, più Chievo in coppa Italia, ma non subire neanche una rete in 6 partite è tutto meno che robetta. Specialmente per chi dietro aveva sempre fatto acqua da tutte le parti. E nonostante le assenze di Gomez e Rossi, i risultati, almeno per il momento, continuano ad arrivare. Domenica ha trovato gloria con una doppietta il neo acquisto Alessandro Matri, ingrigito dai 6 mesi al Milan. Non un fuoriclasse, ma certamente un buon attaccante, che in un impianto di gioco collaudato come quello viola, può garantire mobilità e un discreto fatturato di segnature.

5) 4 punti nelle ultime 7 il bottino di quest’Udinese, capace di farsi rimontare dalla Lazio dal 2-1 al 2-3 (primo successo esterno per gli uomini di Reja) malgrado la superiorità numerica. Margine sulla zona salvezza sempre più risicato (3 lunghezze sul Sassuolo terzultimo), ma non dimentichiamoci che parliamo di una provinciale specializzata nello scovare e lanciare giovani prospetti e che in queste ultime 3 stagioni ci aveva abituato ad ad annate miracolose (4a nel 2011, 3a nel 2012, 5a nel 2013), non di un club di prima fascia, come qualcuno può erroneamente ritenere. In fin dei conti un campionato sotto tono come quello attuale ci può stare.

Guidolin

6) Che bellezza vedere 4/5 dell’attacco dell’Under 21 vice campione d’Europa nel 2013 andare in gol (a secco solo Insigne, il quale è entrato a partita in corso): a partire dall’ormai sempre più implacabile Ciro Immobile (11 reti complessive), passando per il ritrovato Mattia Destro (4), fino ad arrivare all’estroso Manolo Gabbiadini (5), notevolmente cresciuto di livello con Mihajlovic, ed il guizzante Fabio Borini (4), finalmente titolare nel Sunderland in queste ultime settimane. Denominatore comune: un talento smisurato. Ma anche una mira da affinare.

7) Zlatan Ibrahimovic al comando della classifica marcatori (17 sigilli) e del concorso riservato al miglior assist man (11). Dev’essere il suo anno anche in Europa. O adesso o mai più.

8) Sempre in tema di numeri: José Mourinho strapazza 3-1 il Manchester United e, dopo 142 panchine, raggiunge le 100 vittorie in Premier League. Nessun manager in Inghilterra ha fatto meglio di lui. Piange lo United, ride il City, che contro il Cardiff ha toccato quota 103 centri in appena 34 partite. Fantascientifico.

9) Che tristezza vedere il Betis Siviglia annaspare in fondo alla classifica della Liga. Del resto il campionato spagnolo ci ha abituato a questi tonfi clamorosi. Appena due anni fa il Villareal, dopo essere uscito dalla Champions, abbandonò pure la massima divisione iberica. Lo stesso destino del Deportivo La Coruna, autentico spauracchio per Juventus e Milan nei primi anni 2000, sceso di categoria la scorsa estate.

10) Off topic. 20 gennaio 2014: tanti auguri Marco Simoncelli. Senza di te la Moto Gp non è più la stessa cosa.

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