Interventi a gamba tesa

Un purista del calcio


Articolo per pochi, lo dico prima, astenersi RaiSportivi.


Mi definisco un romantico del calcio uno di quelli che non guarda ai colori o alle bandiere prima che al gioco, ed uno di quelli che fa scelte di cuore nel dire chi gioca bene o gioca male, chi ammirare e chi disprezzare senza basarmi su alcun pregiudizioSono un purista del calcio. Questo per me è si un gioco, ma è anche, come dico sempre, una cosa “per pochi”. Il calcio è di tutti ma sono pochi, pochissimi, quelli che arrivano a vedere dove sta la verità, a capire quali siano le giocate, i giocatori , gli allenatori, gli arbitri e compagnia bella da scartare o da osannare.
Nessuno è custode della verità assoluta come diceva il mio libro di Costituzionale, tuttavia giudicare in questo sport è un mestiere veramente arduo. Può accadere che abbia una maggiore probabilità di esprimere un giudizio corretto una commessa di shampoo che guarda 2/3 partite all´anno che un giornalista che ne guarda un migliaio, e di esempi ce ne sono, vedi Tancredi Palmieri. Mi piace pensare di avere intrapreso la giusta strada, quella della verità. Essere uno dei pochi. Ma è quando lo faccio, appena ne ho la presunzione che allora cade il domino. A volte capita anche a me di “non prenderci”.
Stolto è e stolto sarà sempre chi giudicherà gli altri di esprimere giudizi sulla base delle fedi calcistiche, per fortuna a me non è successo quasi mai di incontrare stolti, quasi.
Infatti, ricollegandomi al discorso principale, mi accorgo di come più mastico calcio, campionati e coppe, e più conosco la mia natura, quella di romantico appunto, un purista, del pallone: di fede juventina dalla nascita eppure nutro forti sensazioni, come spesso dico quasi commoventi, per le più disparate squadre. Come incazzature violentissime verso altre. In fondo anche questo è Sportellate.it.
Sono tutto meno che di parte. Perchè chi è di parte nell´esprimere giudizi non esprime idee ma frustrazione.
Ad esempio, e chi mi segue su Twitter quotidianamente (@Sportellate_it) lo sa, ho periodi in cui varie società diventano bersaglio di questa doppia natura, per il Milan in particolare negli ultimi mesi sto vivendo e vivo tutt´ora una violenta incazzatura.
Il D/diavolo è quello che più di tutti (e chi se no?!) mi ha tentato e provocato in passato a cambiare colori. Ho vissuto come una crisi di identità all´epoca di Ricky (e gli amici possono testimoniarlo) perchè quel calcio lì era troppo, troppo bello, troppo tutto. Eppure erano solo i primi accenni di romanticismo/purismo. Erano solo i primi sprazzi di quello che non è un cambiamento di fede, ma la propria natura.
Lo guardo adesso questo diavolo e mi fa incazzare. E´ la più bella del liceo, quella con cui flirtavi tra i banchi e le discoteche, ma con cui non sei mai uscito, quella di cui ti ricorderai per sempre ma che quando la vedi 10 anni dopo non ci credi da quanto è brutta.
Ricardo ci sta provando, anche con una rosa da media classifica, anche con qualche psicopatico in squadra ed un allenatore che è un “allenatore” (molto tra virgolette), e con tutti gli “anche”, ma a mio avviso non ce la farà.
Sta provando a far mettere alla ragazza la gonna di 10 anni prima ma non le sta più così bene anzi non le sta.
Per la Roma invece è l´esempio opposto. Da commuoversi. Una squadra composta da alcuni fenomeni assoluti come il Pianista Miralem o il Capitano (c maiuscola ndr.). Da compagni veri come i due centrali Castan e Benatia nati per giocare insieme. Da gente che la vetta l´ha rincorsa per una vita come Balzaretti e De Sanctis e da chi in vetta è nato per starci come Maicon. Da mercenari alla Boriello e nerd malati di cioccolato, playstation e giocate pazzesche come Adem, il pestato dall´allenatore, il quasi pestato da Sinisa.
Un gruppo strano la Roma, con un allenatore francese e 0 francesi titolari, anzi 0 in rosa ma, che già a Maggio mi pareva convincente e che dopo il mercato “finanziato” da Zeman (vedi Marcos Lamela & CO), e l´alleggerimento di gente troppo strana come Osvaldo, ha trovato la sintonia.
Quanto durerà non si sa ma intanto noi puristi, noi romantici, ce la godiamo.
Aggiungo e chiudo: un Cuadrado da cineteca, d´annata, da gustare freddo. Salta l´uomo come io salto la pasta. Da vedere a di rivedere. Il gol della Viola alla Juve in contropiede (“da 400entista” cit.) è arte.
Un Matri pessimo, che non merita niente. Ennesimo errore dell´allenatore, grossolano.


Giacomo, Bologna, 23/04/1989. Ex top 20 del ranking italiano cadetti di scherma. Ama lo sport e la buona cucina. Co-fondatore di Sportellate.it

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