Interventi a gamba tesa

Berlusconi, i servizi sociali? Falli al Milan!


Berlusconi condannato in via definitiva per frode fiscale. Siamo un sito di opinione calcistica, molti diranno: “lascia stare la politica, non parlare di Silvio”. Mi dispiace ma non posso. E’ un evento epocale nella politica, nella società, ma anche nel calcio. Infatti non è stato condannato soltanto l’ex presidente del consiglio, per aver sottratto 280 milioni di euro ai contribuenti, bensì è stato condannato anche il presidente della squadra più forte e più titolata d’Italia, per non dire d’Europa.
Avrà delle conseguenze? Il Milan ha già subito delle conseguenze! Un calciomercato sottotono, degno del primo Marotta ( quello dei Pepe, Martinez e Quagliarella).

L’amore di Berlusconi per il suo Milan nessuno, ripeto nessuno può metterlo in dubbio: In pochi anni è riuscito a creare una delle squadre più forti di tutti i tempi, la squadra che ha rivoluzionato il calcio mondiale, “Gli Immortali” di Arrigo Sacchi!
E’solo grazie a Berlusconi che il Milan e così il calcio italiano, ha potuto vedere fenomeni come Rijkard, Gullit, Ancellotti, Maldini, Baresi, Desailly, Savicevic, Boban, un irraggiungibile come Van Basten. Ed è grazie a lui che il Milan è riuscito a strappare Lentini alla Juventus, quello che al tempo era il calciatore italiano più promettente, per la cifra astronomica di 60 Miliardi, per anni la cifra più alta mai pagata per un giocatore, con un ingaggio di 8 miliardi annui lordi.Una follia! Certo poi si è scoperto che in realtà era frutto di un poderoso falso in bilancio, reato finito in prescrizione a causa di una legge fatta approvare proprio dal governo presieduto da Berlusconi.

Insomma per anni Berlusconi ha fatto godere i milanisti come non mai, con Coppe dei Campioni, Intercontinentali e Supercoppe Europee a go-go, ma la sincera passione di Silvio ha avuto uno stop.
A partire dal 1994, sceso nell’arena politica, Silvio pian piano comincia ad utilizzare il suo Milan, non soltanto per soddisfare la propria passione sportiva, ma soprattutto a fini elettorali.
Sono anni in cui i grandi colpi sono strettamente legati a scadenze elettorali, e ad annate meravigliose seguono squadre mediocri, in un altalena di acquisti scandita dalle elezioni. Il Milan in realtà non ha mai sfigurato, in nessun campionato, è sempre lì ed è sempre competitivo, ma non sempre è all’altezza delle richieste dei tifosi, abituati all’Olimpo.

Non la faccio lunga, mi sono rotto le palle anche io delle banalità che ho appena scritto. Arriviamo ad oggi! Il Milanista duro e puro, quello che ha ingoiato il rospo della cessione di Kakà, della cessione di Thiago Silva, della cessione di Ibrahimovic, quello che da qualche anno, sotto la minaccia del fair play finanziario, ha visto acquistare Zapata, Muntari, Pazzini, Constant, Zaccardo.. quello che ha visto la fascia di capitano indossata da Maldini, Baresi e Ambrosini, venir affidata a Bonera; proprio quel tifoso si sente preso in giro e abbandonato.

Non aiuta il tifoso, quello combattivo, un po’ grezzo, quello che ha visto i grandi nomi e che non apprezza due buonissimi acquisti come Saponara e Poli, non lo aiuta un mercato che ha visto il Milan spendere poco meno del Chievo Verona.E mentre Galliani andava a cena con Tevez, un affare quasi fatto, dimenticandosi di fargli firmare il contratto, la Fiorentina, il Napoli e la Juventus acquistavano giocatori dal nome pesante!

Berlusconi è stato condannato. Ora dovrà scegliere tra domiciliari e attività socialmente utili. Io mi sento di dargli un consiglio, a nome di quei milanisti un po’ rudi e appassionati:

Silvio, ci consenta, scelga un attività socialmente utile, scelga i servizi sociali presso l’A. C. Milan. Si ricorda? Quella squadra di calcio da lei un tempo tanto amata, torni al suo vecchio amore, in fondo lei è ancora il tanto amato “Presidente”!


 

Alberto Paternò, Rimini. Nato nel vecchio millennio, in un'afosa giornata di luglio. Partorito tra ombrelloni e lettini della riviera romagnola, sfoga subito la rabbia per la venuta al mondo calciando ossessivamente Super Tele e Super Santos. Da quel giorno sopporta stoicamente l'esistenza, sguazzando nei campi melmosi della periferia riminese e sognando di diventare un giorno il nuovo Pessotto. Co-fondatore di Sportellate.it