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- di Alberto Paternò

Gli scricchiolii del trono juventino


Vincere tre scudetti di fila non è facile. Banalità. Conte è arrivato a due, ma  avendo dominato l’ultimo campionato ci si aspetta che la Juve vinca a man basse anche questo campionato. Dopo la vittoria contro la Lazio e dopo la prima giornata di campionato, la superiorità bianconera sembrava disarmante. Ampio possesso palla fino a schiacciare l’avversario nella propria metà campo.Tuttavia da qualche partita (e siamo alla 6° giornata!) si può notare una involuzione dal punto di vista della supremazia tecnica-tattica stile barcellona. Se davanti ai tifosi, imbambolati dalle tante vittorie, appare  tutto un mondo dorato, fatto da un gruppo compatto diretto dal maestro Conte, con l’aggiunta dei due top player a completare la macchina perfetta; oggettivamente la realtà è molto più “agghiacciandeee”. E’ difficile criticare Conte, come tutti i vincenti, ha sempre un alibi di ferro chiamato “scudetto”. Tuttavia eccomi pronto a spararla grossa: Il calo delle ultime partite è colpa di Antonio Conte! Qualcosa è cambiato, ma le prime vittorie ci hanno chiuso gli occhi. Contro l’inter è venuto fuori il primo problema: La Juventus è meno aggressiva e meno attenta in difesa. Inoltre la squadra non è “flessibile” durante i cambi, perde la sua identità. E qui che c´entra Conte? Diversamente dal mister “gatto morto in testa” Conte, un allenatore di livello europeo, un Ferguson per intenderci, sa che deve avere non 11 bensì minimo 16 giocatori pronti in qualsiasi minuto, ma allo stesso tempo tutti  e 16 devono essere “titolari”. Nelle prime partite Conte ha mostrato un “attaccamento morboso” alla vittoria e alle sue convinzioni da risultare quasi ottuso. E’ il primo scricchiolio. Ha mandato in campo per  4 partite di seguito sempre la stessa formazione(comprensibile) ma effettuando tutti i  cambi  soltanto a 5 minuti dalla fine, cosa che non solo  può essere offensiva per i giocatori, che sentono la differenza tra gli 11 e gli altri, ma che fa trasparire la paura di perdere della squadra, trasmessa dall’allenatore. La resa dei conti è arrivata in Champions quando  ha chiamato in causa i giocatori da lui poco prima snobbati. Era l’ottica del turn over, giustificato da una squadretta come il Copenaghen. Cambia la juve, ma questa è meno brillante (forse mancavano i minuti non concessi nelle partite precedenti ?). Subiscono goal e nonostante il top player, torna la stessa ansia del goal che ha caratterizzato i momenti difficili di tutto lo scorso anno. Anche in questo incide l’atavica paura di perdere trasmessa dall’allenatore. Si penserete che sono troppo severo, ma proprio con i più forti, e Conte è uno di questi, bisogna essere più duri. Non posso che andare controcorrente e far notare un altro scricchiolio del trono della vecchia signora: il caso Pirlo. Il perno attorno cui si erano costruite le vittorie, ora viene messo in dubbio. E’ il metodo Del Piero. Conte lo elogia, ma comincia a ridimensionarlo, la società lo elogia, si dichiara che il contratto per lui non sarà mai un problema, ma si rinvia il rinnovo. Evidentemente è  il famoso “stile” juventus... Lui però non ci sta a questi giochetti e il suo nervosismo è palese.  Sostituito, non si siede in panchina e fila dritto negli spogliatoi. Un allenatore con le palle sarebbe passato sopra, perchè si tratta di Pirlo e non tutti i giocatori sono uguali. C’è chi si impegna al massimo a tutti gli allenamenti per 30 anni e c’è il cazzone. Lui è il primo caso e Conte, ottuso, lo striglia creando una regola “ad Pirlum”, per cui chi va negli spogliatoi sarà fuori rosa. Aspettiamo solo il gesto di Pirlo per vedere se la chiusura mentale di Conte sia assoluta o relativa. E concludo con uno scricchiolio più leggero, l’effetto Llorente.  Nelle ultime due partite, dopo il pareggio con l’inter e in champions, il gioco della juve, causa turn over ha mostrato un volto completamente differente, per non parlare del cambio di altezza. In effetti  giocando con il basco diminuiscono le azioni in velocità, a favore della ricerca del cross dalle fasce. Cosa normalissima ma che nella juve ha creato problemi nel processo contrario, nel ritorno al gioco, proprio a causa della ancora acerba flessibilità della squadra. Conte, però, fuori dalla partita sa ben analizzare gli errori e ha già cominciato a sistemare la squadra, conscio tuttavia della maggiore concorrenza di quest’anno. Il trono reggerà?


 

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