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- di Mattia Polver

Brign-One, sei tu la numero uno!


Un successo storico per la 29enne valdostana, affiancato successivamente dai trionfi di Michela Moioli nello Snowboardcross e di Dorothea Wierer nel Biathlon


Mentre lo sport mondiale si trova a riflettere su quale destino incontreranno gli eventi programmati per questo tumultuoso 2020, il Circo Bianco è quasi uscito immune e intatto dall'emergenza Covid-19.
Anche all'interno delle discipline invernali non si è comunque assistito a un'uniformità di giudizio, con lo Sci Alpino che ha interrotto le ultime gare di Coppa del Mondo (Finali di Cortina comprese), mentre Snowboard e Biathlon hanno proseguito nella loro marcia. Tre differenti scenari che hanno portato in dote notevoli soddisfazioni per i colori italiani. Tre successi dal valore preziosissimo in un momento così complicato per il nostro Paese.

La decisione della FIS (la Federazione Internazionale di Sci) di interrompere le gare programmate tra giovedì 12 marzo e sabato 15 marzo ha sicuramente giovato alla Brignone nella conquista del titolo, ma ciò non può e non deve essere motivo di sminuimento di un'intera stagione fatta di sforzi e sacrifici. Certo, tutti gli appassionati avrebbero fatto carte false per poter assistere al duello finale tra l'azzurra e la slovacca Petra Vhlova, con l'incognita di Mikaela Shiffrin, la fuoriclasse americana che proprio sulle nevi svedesi di Åre avrebbe dovuto rientrare in seguito all'improvvisa scomparsa del padre avvenuta il 3 febbraio scorso.
Il riconoscimento più grande di questa meravigliosa impresa arriva proprio da chi ha cannibalizzato il Circo Bianco al femminile nelle ultime stagioni: la 25enne del Colorado, in un post di ringraziamenti pubblicato su Instagram, ha infatti parlato di "impressive performance" e "earned achievements", sottolineando i traguardi raggiunti dalle sue avversarie.

Parlare di impresa non appare eccessivamente scriteriato, se si considera che la Brignone è la prima italiana a vincere la Overall Cup, la quarta atleta nella storia dello sci italiano, dopo Gustav Thoeni (4 successi), Piero Gros e Alberto Tomba. Ugualmente da record la soglia di punti toccata dall'atleta di La Salle, capace di piantare la bandierina d'oro a quota 1378 punti, frutto di 5 vittorie (bilancio totale aggiornato a 15) e di 11 podi, come mai nessun italiano aveva fatto prima. Un risultato sicuramente ritoccabile senza le cancellazioni di fine stagione dovute all'emergenza Coronavirus.

La qualità principale messa in pista da Federica è stata senza dubbio la costanza, la capacità di essere sempre in alto e di saper limitare gli errori. Elemento imprescindibile per aggiudicarsi anche le due coppe di specialità, quella di Gigante (il suo cavallo di battaglia) e quella di Combinata Alpina (appena due gare disputate, ma questa è un'altra storia) Sulle 25 gare disputate in questa stagione, solo tre volte la Brignone non è arrivata al traguardo. Di queste, due in slalom, disciplina che la valdostana allena principalmente per essere competitiva proprio nella Combinata Alpina. Qualità tecniche a cui si unisce un lavoro di personal branding che abbina all'immagine della sciatrice valori come ottimismo, grinta, determinazione e un sorriso decisamente contagioso.

Da sinistra Petra Vlhova, Federica Brignone e Mikaela Shiffrin, il podio di questa stagione

Oltre alla bravura della valdostana, ormai giunta all'apice della sua maturità sportiva, ci sono elementi che hanno contribuito a sparigliare i pronostici di inizio stagione. Il primo, come accennavamo in apertura, è la modifica che il calendario ha subito a causa del diffondersi dell'epidemia da Covid-19. Delle nove gare non disputate nel circuito femminile, ben quattro riguardavano lo slalom (3 speciali e un parallelo), cancellazioni che hanno penalizzato notevolmente le sciatrici tecniche, quali Vlhova e Shiffrin, le avversarie dell'azzurra. Con 400 punti in palio è facilmente ipotizzabile che almeno una delle due pretendenti, se non entrambe, avrebbe potuto facilmente ridurre il gap in classifica, fino ad azzerarlo.

Alla fortuna si è poi aggiunta una concorrenza che ha un po' lasciato a desiderare. Sembrano lontani i tempi di Lindsay Vonn, di Maria Riesch, di Tina Maze, grandi campionesse che hanno appeso recentemente gli sci al chiodo. La morte di papà Jeff ha di fatto escluso Mikaela Shiffrin dalla corsa alle coppe di specialità e a quella generale, in una stagione condizionata anche dal complicato rapporto con la madre-allenatrice. Un piccolo vuoto in una carriera già strepitosa (66 vittorie all'attivo, seconda solo alla connazionale Vonn con 82), destinata a scrivere nuove pagine indelebili nella storia di questo sport. Petra Vlhova, con la momentanea uscita di scena della Shiffrin, aveva guadagnato molto credito nelle quotazioni, specialmente alla luce dei grandi passi in avanti compiuti nelle discipline veloci. Al punto che i 283 punti conquistati tra Discesa e SuperG parevano decisivi per spostare gli equilibri in favore della slovacca. Ma i suoi sogni non avevano fatto i conti con qualcosa di estremamente terreno e tangibile.

Oltre alle due campionesse le uniche avversarie che avrebbero potuto impensierire la valdostana erano Wendy Holdener e Sofia Goggia, entrambe iridate olimpiche a Pyeongchang. Un segno evidente di penuria di atlete polivalenti. L’elvetica, sesta nella generale con 791 punti, ha pagato due piccoli infortuni agli antipodi della stagione che ne hanno compromesso la continuità di prestazione. Per la bergamasca fatale la frattura scomposta al radio rimediata nel SuperG di Garmisch a inizio febbraio, una sventura in un’annata con qualche basso di troppo.

Vi è poi una generazione che sembra destinata sul viale tramonto, ancora capace di strappare qualche risultato ma difficilmente competitiva sul lungo periodo. Parliamo della tedesca Viktoria Redensburg (oro in gigante a Vancouver 2010), la ticinese Lara Gut (26 vittorie in carriera), la norvegese Nina Loeseth (bronzo in Corea), l'austriaca Anna Veith-Fenninger (due Coppe generali nel 2014 e nel 2015) e Tina Weirather, che ha portato per 41 volte i colori del Liechtenstein sul podio, è in arrivo una nuova valanga ricca di gioventù.

Corinne Suter, vincitrice delle Coppe di Specialità di SuperG e Discesa Libera

Ricambio dunque in vista? Non proprio anche se qualche segnale si vede. Dall’azzurra Marta Bassino, quinta nella generale e ormai affermata tra le top-10 al mondo, a Corinne Suter, vincitrice della Coppa di Discesa e quella di SuperG, fino alla figlia d’arte austriaca Nina Ortlieb e al tornado neozelandese appena diciottenne Alice Robinson.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Milanese classe 1995, laureato in Marketing e Comunicazione sportiva presso l'Università IULM di Milano. Nei weekend sguazza nel torbido del calcio giovanile e del basket minors lombardo. Tifoso di talmente tante squadre che è difficile vederlo col broncio al lunedì mattina. I suoi idoli? Riccardo Cucchi e Jarno Trulli.

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