Interventi a gamba tesa

Living a fairytale: Moussa Sissoko


Moussa Sissoko è stato uno degli artefici della clamorosa impresa degli Spurs alla Johan Cruijff Arena. Favola per lui, che pensava in un primo momento di essere stato eliminato.


Classe 1989, centrocampista e cognome in comune con una vecchia conoscenza del nostro calcio. Moussa come Momo, ma solo all’anagrafe. Il giocatore alla corte del Tottenham ama spaziare su tutta la mediana e inoltre non disprezza affatto le percussioni palla al piede che, nella maggior parte dei casi, creano grattacapi alle retroguardie avversarie. Domandatelo a Ten Hag e ai suoi uomini che durante la sfida di Amsterdam hanno avuto più di qualche difficoltà a fermare il mediano scuola Tolosa. Non vi basta? Chiedete allora anche all’Huddersfield, ancora di stucco dopo i coast to coast del francese.

Ok, il rimando a Maradona anche no, ma i coast to coast di Sissoko sono semplicemente devastanti. Vedere per credere.

Parabola ascendente la sua: dopo i primi calci al pallone dati in due compagini della periferia parigina, dove Sissoko è nato, la svolta è il passaggio al Tolosa nel 2003. In particolare il centrocampista francese inizia a giocare nell’Under 14. Nel 2007 le voci sul suo talento si erano già sparse in Europa, soprattutto in Inghilterra, ma Sissoko preferisce firmare il suo primo contratto da professionista col club transalpino. Proprio nel 2007 esordisce sia in Ligue 1 sia in Champions League. Dopo due anni da titolare, nonostante la giovane età, al Tolosa, cominciano a bussare alla porta vari top club europei. Infatti nell’estate del 2009 Sissoko finisce sul taccuino di molti osservatori. Ma il presidente del Tolosa rispedisce al mittente tutte le offerte, fino alla cessione pochi anni dopo al Newcastle.

Il Tottenham non bada a spese e successivamente per una trentina di milioni si aggiudica il centrocampista jolly tanto desiderato. Sissoko è il prototipo perfetto di centrocampista completo. Stazza notevole, tecnica ed inserimenti, questi ultimi letali per l’avversario. Sulla trequarti si dimostra un’arma in più, prediligendo però il ruolo di stopper in un 4-2-3-1 davanti alla difesa, e perché no… all’occorrenza anche ala destra vista la sua velocità.

Eroe per caso Moussa, quasi incredulo durante la sfida dell’Etihad Stadium contro il Manchester City di Guardiola quando al gol del 5-3 (poi annullato dal Var) andò subito in direzione degli spogliatoi. Poi il lieto fine, con un membro dello staff tecnico a rincorrerlo per comunicargli la qualificazione e la prossima sfida europea contro quei ragazzini terribili temuti da tutti.

“Passaggio del turno? L’ho saputo negli spogliatoi. E’ stato uno shock emotivo”. Queste le sue parole, quasi ad evidenziare la continuazione di un sogno che per poco stava per giungere ai titoli di coda. Poi la festa nel post-partita dove il Tottenham si è letteralmente scatenato al termine di un incontro al cardiopalma. E con l’Ajax? L’occasione da cogliere al volo: Moussa gioca forse la sua miglior partita in carriera dimostrandosi una spina nel fianco in fase di costruzione e anche in quella di ripiegamento per gli olandesi.

L’epilogo è dolcissimo: gli Spurs conquistano il biglietto per il Wanda Metropolitano all’ultimo minuto grazie alla tripletta di Moura. Stavolta Moussa non è andato dritto verso il tunnel ma ha abbracciato fortissimo i suoi compagni, dopo una partita giocata col coltello tra i denti nella bolgia olandese di Amsterdam.

Dalle banlieue parigine fino al palcoscenico più importante del calcio europeo. Moussa si gode il suo momento, ancora incredulo per la Champions del suo Tottenham. Stavolta il Var non è intervenuto e la favola degli uomini di Pochettino potrebbe avere la consacrazione definitiva. L’1 giugno la prima finalissima nella storia del club e anche della vita di Moussa, che dalla periferia ha cominciato a sognare senza mai fermarsi.

Proprio come il suo Tottenham e le sue incursioni palla al piede.


Se ti è piaciuto questo articolo, leggi anche:

22 anni e nato nell'anno dell'ultima Champions League vinta dalla Juventus: il 1996. Innamorato del "Guardiolismo" e delle bordate di Pavel Nedved dal limite dell'area, trovo il mio paradiso tramite una penna e un taccuino, o un computer che dir si voglia.