Interventi a gamba tesa

La linea verde della F1

F1

Quella che è appena iniziata è la 70° edizione del mondiale di Formula 1, una delle stagioni con più cambi di piloti e con più esordi. 26 anni è l’età media dei 20 piloti che si sfideranno in pista nei 21 Gran Premi in giro per il mondo, alcuni chiamati al primo vero sedile, altri a cui vengono date grandi responsabilità. Proviamo a prevedere chi sarà all’altezza e chi non riuscirà a sostenere la pressione.


La nuova stagione di Formula 1 ha preso il via, i semafori si sono finalmente spenti e hanno svelato la nuova faccia della stagione 2019. Un mondiale che si manifesta a noi ricco di giovani promesse, di piloti al primo anno in assoluto in F1 e di giovani a cui è affidata una responsabilità importante dalle grandi scuderie.
Abbiamo parlato già di Verstappen che non è più una sorpresa ormai, ma sulla stessa filosofia di scelte e decisioni troviamo l’innesto di Pierre Gasly. Il ventitreenne francese è chiamato ad effettuare un grosso passo: la Red Bull si è affidata a lui e anche se nella prima uscita non ha brillato, il nuovo motore Honda lascia ben sperare per il futuro. La Toro Rosso si è spesso rivelata un’ottima scuola di piloti, dove fare esperienza e farsi valere anche con una macchina inferiore, lo è stata anche per Gasly che ora è chiamato però ad alzare l’asticella delle sue prestazioni.

La stessa chiamata vale per Charles Leclerc, additato come il futuro della rossa. 21 anni, una grande stagione quella scorsa, e l’esordio Ferrari in cui anche lui non ha convinto. Il talento è indubbio, la carta d’identità è dalla sua, e in molti credono che già in questa stagione riuscirà a piazzarsi davanti al compagno di scuderia. Credere che possa battere Vettel è, onestamente, illusorio, senz’altro però potrà fargli sentire un po’ più di pressione, alimentare quella sana competizione per far si che il pilota tedesco alzi ancora di più il livello di concentrazione. Come detto più volte, Vettel è probabilmente all’ultima chiamata per la vittoria finale, e forse il monegasco Leclerc può essere attore non protagonista in questo mondiale.

Gasly e Leclerc amici da sempre.

Ci sono poi, come detto, diversi piloti all’esordio in Formula 1. Sì, sembra di stare in NBA e qui si sta pronosticando su chi sarà il “Rookie of the year”. A competere per il premio abbiamo Lando Norris (McLaren), Alexander Albion (Toro Rosso), George Russell (Williams) e il nostro Antonio Giovinazzi (Alfa Romeo-Sauber).

C’era grande curiosità per vedere George Russell in F1 dopo la vittoria del mondiale di formula 2 dello scorso anno, ma se le cose dovessero rimanere come sono la curiosità continuerà ad esserci. La Williams si è dimostrata al momento una vettura imbarazzante, mai realmente competitiva ne’ pericolosa, la bravura e il talento dei piloti possono obiettivamente poco. Se il buongiorno si vede dal mattino dunque, toccherà aspettare ancora un po’ prima di dare un giudizio coscienzioso su George Russell.

Discorso diverso vale invece per Alexander Albion, anche lui ventitreenne, ha tutte le carte in regola per dimostrare il suo valore. Lo abbiamo detto, la Toro Rosso è un’ottima scuola di piloti, un grande trampolino di lancio, lui è un osservato speciale e lo sa, la chiamata Red Bull è sempre dietro l’angolo e bisogna farsi trovare pronti. Non ha una macchina per competere nelle posizioni che contano, ma può ben figurare, deve saper sfruttare le occasioni che gli capiteranno così come d’altronde hanno fatto i suoi predecessori nella monoposto quasi tutti passati in Red Bull.

Il Rookie più “anziano” è proprio Antonio Giovinazzi, il pugliese classe ’93 non ha avuto l’esordio che probabilmente aveva sempre sognato. Un problema accusato dalla vettura già subito dopo la partenza ha condizionato interamente la sua gara. Il mondiale però è ancora lungo, e lui ha grandi qualità ed una vettura che sembra essere pronta e competitiva, la nostra speranza è che questo ipotetico premio di “rookie of the year” possa andare a lui.

Forza Antonio!

Tuttavia, non che io voglia essere un traditore della patria, ma credo che in realtà questo premio lo meriterà Lando Norris. 19 anni, inglese, ha dimostrato ancora una volta, ma soprattutto ha mostrato a tutti di che pasta è fatto. A bordo di una McLaren tutt’altro che perfetta negli ultimi anni già nel suo debutto si è piazzato davanti tutti gli altri esordienti. È giovane, ha voglia di vincere ed è spesso irriverente. Gli ingredienti ci sono tutti, la scuderia si è presa una grande responsabilità ad investire su di lui, ma darà i suoi frutti.

Esordi assoluti e opportunità nelle grandi scuderie. Al di là del tifo, al di là dei pronostici e delle previsioni con cui ci divertiamo e proviamo a passare il tempo, una F1 così non si vedeva da tempo.
Una competizione giovane, che speriamo possa portare un po’ più di spensieratezza, qualche manovra azzardata, qualche mossa irriverente e farci divertire ancora di più.


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Andrea De Amicis, nasce a febbraio del '96. Laureato in Economia Aziendale frequenta un corso di laurea magistrale in "Management e sostenibilità d'impresa". Studente per professione (per ora), portiere per diletto, cresce in Puglia con una grande passione per il calcio, la F1, il basket. Tifoso del Lecce e dell'Inter, il cuore appartiene a Zanetti, Milito e Toldo così come a Chevanton, Giacomazzi e Rosati.