Interventi a gamba tesa

Inamovibile: Ivan Rakitic

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Dribbling, classe e sostanza: il Barça si tiene stretto Rakitic, ormai diventato pedina insostituibile nello scacchiere tattico di Valverde.


Autorevolezza, tecnica, visione di gioco e responsabilità. Stiamo parlando di Ivan Rakitic, che dopo l’addio di Andres Iniesta si è caricato sulle spalle quel centrocampo pesante e blasonato del Barcellona. Creativo e finalizzatore il croato, tanto da decidere l’ultimo Clasico andato in scena al Bernabeu. Valverde se lo coccola, dopo un periodo frizzante caratterizzato da rumours di mercato che lo volevano lontano dal Camp Nou.

Lo spirito d’adattamento fa parte del suo DNA: Rakitic gioca in Liga dal 2011 dopo la parentesi teutonica allo Schalke che l’ha consegnato successivamente al Siviglia. Coi nervionenses ha arricchito il suo palmares, per poi passare ad una compagine dal palato finissimo in termini di geometrie e verticalizzazioni sulla mediana. Seppur abituato a ricoprire tutte le posizioni del centrocampo quest’anno il numero quattro blaugrana ha vissuto una vera e propria metamorfosi riguardante il suo ruolo: nelle annate precedenti l’abbiamo visto fare il factotum davanti alla difesa, ma con la presenza di Busquets e l’assenza di Iniesta, via il ruolo di centrocampista principalmente di contenimento e sì al ruolo di playmaker lasciato vuoto da “Don Andres”, uno che i ritmi di gioco li sapeva dettare alla perfezione.

“Che gggiocatore” cit.

Inserimento e concretezza, tanto da farlo diventare un vero Jolly per il club catalano. Lui si adatta ad ogni tipo di situazione, anche quelle più scomode come ad esempio la fase di ripiegamento rispolverando il suo repertorio di stopper e allo stesso tempo diventando un elemento aggiunto.

Il Barcellona sa di aver tra le mani il centrocampista ideale, ovvero quello che combina la fase difensiva con quella di costruzione. Rakitic ormai è una pedina fondamentale per Valverde e la tecnica utilizzata dall’ex allenatore del Bilbao conferma la tesi delineata in precedenza, con il croato che può sbizzarrirsi con la sua classe quando detta i tempi della manovra. Valverde ha dovuto lavorare sullo step successivo: quello di migliorare sulle zone più delicate del rettangolo verde per creare qualche grattacapo alle retroguardie avversarie. L’aiuto offerto da Rakitic è indispensabile poiché miscela pragmatismo, gol e spettacolo.

Un altro fattore da considerare è la sua nuova mansione: se hai Messi come catalizzatore del reparto offensivo diventa obbligatorio convergere tutti i passaggi filtranti su di lui, dote che all’ex Siviglia riesce a tratti, considerata la sua pecca dell’ultimo passaggio. Pecca che allo stesso tempo viene colmata dalla sua abilità nei duelli box-to-box dove il croato crea sempre superiorità numerica e spazi incolmabili per le difese che sono nella maggior parte dei casi errori da matita blu che poi portano al gol subito.

Insomma, la sua dimensione ideale è quella di un centrocampista orientato a dare manforte a una difesa già solida composta da Umtiti e Piqué, con l’opportunità di costruire l’azione una volta recuperata palla. Il centrocampo scolpito da Valverde risponde perfettamente a questi bisogni poiché, come già affermato in precedenza, Rakitic saltuariamente è chiamato a difendere rincorrendo e questo facilità la sua disinvoltura nel mantenere il controllo della regia.

L’Inter ci aveva fatto un pensierino ma lui ha rispedito al mittente le sirene di San Siro targate Suning ed ha continuato a concentrarsi solo sulla prossima sfida. Il gol siglato al Bernabeu è la perfetta combinazione di inserimento e finalizzazione che ne fa un profilo inamovibile forse per qualsiasi squadra. Dedizione al lavoro, classe e un pizzico di sfacciataggine: questo è l’Ivan Rakitic di cui il Barça non può fare a meno.


22 anni e nato nell'anno dell'ultima Champions League vinta dalla Juventus: il 1996. Innamorato del "Guardiolismo" e delle bordate di Pavel Nedved dal limite dell'area, trovo il mio paradiso tramite una penna e un taccuino, o un computer che dir si voglia.