Interventi a gamba tesa

Roma, difesa sconfitta dalle statistiche impietose

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La Roma esce dal derby contro la Lazio con le ossa rotte: il 3-0 inferto dai biancocelesti è l’ennesima prova che il reparto difensivo, in questa stagione, soffre tremendamente.


I dati non mentono mai, a Trigoria lo sanno bene. La Roma viene annientata dai rivali cittadini della Lazio nel famigerato “Derby della Capitale” subendo un 3-0 senza appello. La banda Di Francesco, nuovamente, è incappata nell’atavico problema che martella le prestazioni sportive dei capitolini da inizio stagione: la fragilità difensiva. Manolas (sabato sera assente, ndr) e compagni, dovrebbero visionare alcuni dati statistici davvero allarmanti.

Roma – Quanti goal incassati

La branca della matematica che studia numeri e dati difficilmente mente. Le statistiche, infatti, hanno il merito di fotografare un momento (o trend) di un qualsiasi evento. Anche sportivo. La Roma, certamente, sta palesando un gravissimo problema che aleggia tra difesa e centrocampo: troppi goal incassati, moltitudini di occasioni concesse alle rivali ed errori individuali gravi che indirizzano le sfide a vantaggio degli opponenti.

La disperazione di mister Di Francesco (Credit: Marco Rosi / Fotonotizia)

Nel campionato in corso, i giallorossi hanno incassato 36 reti in 26 giornate di Serie A. Il dato è fortemente negativo: tralasciando le prime sei della classe, la Roma ha subito più reti di Torino, Fiorentina, Sampdoria ed Udinese. In questo momento, è la decima difesa migliore del campionato insieme all’Atalanta. Dato che, purtroppo per Pallotta, potrebbe peggiorare in breve tempo: Cagliari e Spal hanno incassato solo un goal in più (37) mentre il Bologna (38) è distante solo due lunghezze.

Roma – Difesa da Europa League?

Con questi numeri è impossibile, o quasi, ambire ai lidi assolati della Champions League: è vero, la formazione capitolina è a sole quattro lunghezze dal terzo posto detenuto dal Milan ma, la fragilità difensiva potrebbe estromettere i giallorossi dalle prime quattro posizioni, ovvero l’obiettivo minimo stagionale. Una cosa è certa: la Roma è ancora in corsa per il piazzamento europeo in virtù di un attacco che svolge bene le sue mansioni (49 goal fatti) e per i momenti poco positivi che a turno hanno vissuto le avversarie. L’Europa League incombe minacciosa.

Fin da piccoli abbiamo imparato due grandi verità sul massimo campionato di calcio italiano: per centrare gli obiettivi in Serie A, una formazione deve incassare il minor numero di goal possibili e vincere tutti gli scontri contro le compagini più deboli del torneo. Due dati che, nel tempo, sono diventati ovvietà disarmanti. Volete sapere la novità? La Roma, in questa stagione, non ha soddisfatto queste due semplici regole.

Fazio e Juan Jesus: disastrosi nel derby (Credit: Giallorossi.net)

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Roma – Disastrosi dati difensivi

In questa stagione poco fortunata a livello difensivo, la Roma ha incassato la bellezza di 36 reti in 26 partite in campionato. Se contiamo anche Champions League e Coppa Italia, il dato diventa ancor più pesante: nelle 7 gare europee (sei nel girone ed una negli ottavi), i giallorossi hanno subito 9 reti. In Coppa Italia, dopo aver tenuto la porta inviolata contro la discreta Virtus Entella, i capitolini ne hanno presi 7 nella nefasta serata di Firenze contro la Fiorentina. Su 35 gare ufficiali la Roma mette a referto 52 reti incassate. Troppe per ambire ad obiettivi davvero importanti.

Il trend difensivo negativo della stagione 2018/19 diviene nefasto se andiamo a ritroso nel tempo: il dato acquisisce sfumature allarmanti se andiamo a ripescare le statistiche degli ultimi tornei disputati dai capitolini.

Il portiere Olsen, prima stagione in giallorosso (Credit: Il Messaggero)

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Roma – Le statistiche degli ultimi anni

Travestiamoci da studiosi di statistica e prendiamo in esame i numeri difensivi, a fine campionato, prodotti dalla Roma dalla stagione 2011/12:

2011/12: 54 reti incassate/ settimo posto.
2012/13: 56 reti incassate/ sesto posto.
2013/14: 25 reti incassate/ secondo posto.
2014/15: 31 reti incassate/ secondo posto.
2015/16: 41 reti incassate/ terzo posto.
2016/17: 38 reti incassate/ secondo posto.
2017/18: 28 reti incassate/ terzo posto.

La Roma, in media, subisce più di un goal a partita (1,3 per l’esattezza) e qualora il trend fosse confermato nelle ultime 12 gare di campionato mancanti, i giallorossi potrebbero incassare la bellezza di 16 reti (15,6 in realtà) nell’ultima parte di Serie A. Sommate alle 36 già a referto, i capitolini chiuderebbero la stagione 2018/19 con un passivo di circa 52 reti subite.

Mai così male dalla stagione 2012/13, se il calcolo fosse corretto. L’attuale Roma, infatti, si potrebbe avvicinare pericolosamente all’annata maledetta che vide l’esonero di Zeman in favore di Andreazzoli e la dolorosa sconfitta in finale di Coppa Italia contro la Lazio. In quel campionato, i giallorossi fecero registrare il passivo peggiore degli ultimi anni terminando il torneo con 56 reti incassate. L’anno prima (2011/12), i giallorossi incamerarono un passivo di 54 reti prese. I campionati non finirono meglio: la Roma terminò le due stagioni sportive rispettivamente al sesto e settimo posto. Fuori dalla Champions League con zero trofei messi in bacheca. Attualmente, la banda Di Francesco è al quinto posto ma Lazio, Atalanta, Torino e Fiorentina spingono terribilmente da dietro.

La perplessità di Pallotta, il presidente della Roma (Credit: Giuseppe Bellini/Getty Images)

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Roma – Come migliore il prossimo anno?

La stagione, ormai, è in fase di chiusura e non sarà l’ultimo giro di boa, verosimilmente, a cambiare radicalmente il trend negativo analizzato fin qui. La Roma mercoledì affronterà il Porto nel ritorno degli ottavi di Champions League con l’imperativo di non sfaldarsi nuovamente in difesa. Tornerà a comandare la retroguardia Manolas che sostituirà Juan Jesus, naufragato nella prova oscena del derby contro la Lazio. Al fianco del granitico greco dovrebbe essere schierato l’irriconoscibile Fazio che, contro i biancocelesti, ha suggellato una prestazione negativa concedendo il rigore del 2-0 ai rivali cittadini. Il tifoso romanista, ovviamente, non potrà dormire sonni tranquilli in vista della trasferta portoghese di Oporto. I numeri del pacchetto arretrato sono inaccettabili, esattamente come la fragilità dimostrata.

Il prossimo calciomercato estivo apporterà, molto probabilmente, una rivoluzione difensiva che potrebbe risparmiare davvero pochissimi elementi: Olsen, Fazio e Juan Jesus sono tremendamente in bilico. Il portiere svedese potrebbe partire anche se non ha sfigurato eccessivamente mentre i due centrali sembrano arrivati al capolinea della loro avventura giallorossa.

Manolas e Di Francesco a colloquio (Credit: web)

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Roma – I singoli casi

Partiamo dal difensore argentino ex Siviglia e Tottenham: la Roma si affiderà ad un centrale più giovane e di rendimento (Mancini dell’Atalanta) e Fazio potrebbe essere retrocesso in panchina. Qualora non accettasse il declassamento, la partenza sarebbe l’unica soluzione possibile. Juan Jesus ha rifiutato la corte di Torino e Sampdoria, lo scorso anno. Nella prossima stagione potrebbero riaprirsi discorsi bruscamente interrotti l’estate scorsa. Per colpa del calciatore, ovviamente.

Anche Manolas appare in bilico: il centrale greco è di gran lunga il migliore del pacchetto arretrato dei giallorossi ma le sue buone prestazioni hanno attivato i radar di mezza Europa: Manchester United, Liverpool, Bayern Monaco e Juventus sono vigili sul calciatore ellenico che, mai come adesso, appare vicino alla cessione dopo molti anni passati nella Capitale.

Situazione terzini: Florenzi sta naufragando nel marasma tattico difranceschiano, Karsdorp è spesso fermato dagli infortuni, Santon non riesce ad imporsi tra i titolari con assiduità mentre l’età avanzata di Kolarov trascina il serbo in prestazioni altalenanti. Monchi o chi per lui (il dirigente sembra vicinissimo all’Arsenal, ndr) dovrà apportare modifiche anche agli esterni bassi.

Roma – Centrocampo sotto accusa ed ultimi obiettivi

Non gettiamo la croce addosso solo alla difesa. Il calcio è un gioco di squadra ed i reparti devono aiutarsi a vicenda per garantire la solidità che la Roma rincorre da inizio anno. Il centrocampo, dopo le partenze di Strootman e Nainggolan, non riesce a garantire quel filtro essenziale in grado di proteggere la linea difensiva.

Cause e concause che fanno della Roma una delle peggiori realtà difensive tra le big del calcio europeo. La stagione sta scivolando verso un’affannosa lotta per agguantare il quarto posto utile per entrare in Champions League ma, ad oggi, i presupposti non sono rosei. Qualificazione alla competizione per club più importante d’Europa ed il passaggio del turno contro il Porto del laziale Conceição: ultimi obiettivi di un club troppo fragile mentalmente.

A cura di Andrea Mari, capo-redattore presso Metropolitan Magazine Italia