Interventi a gamba tesa

Aspettando il mondiale: l’ambizione in casa Red Bull

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Si scaldano i motori in attesa del mondiale di Formula1 2019, le scuderie si preparano a presentare le monoposto, i piloti prendono confidenza con le nuove vetture, tutti aspettano il 17 marzo quando i semafori si spegneranno per la prima volta dando il via alla 70a edizione del mondiale. In attesa del Gran Premio australiano proveremo ad entrare nel dettaglio delle varie scuderie, cercando di capire cosa è cambiato, cosa aspettarci e provando ad azzardare qualche previsione. E’ il turno del gradino più basso del podio, di chi si è stancato di vedere tutti dal basso e crede nell’impresa. E’ il turno della Red Bull.


Il divorzio avvenuto lo scorso anno tra la Red Bull e Daniel Ricciardo non è stato sicuramente dei più pacifici e così dopo sette anni (tra Toro Rosso e Red Bull), il pilota australiano cambia e siederà sulla monoposto della Renault. Per rimpiazzarlo la scuderia si è affidata ancora una volta alla sua “cantera”, prelevando dalla ToroRosso Pierre Gasly. Il francese classe 96 ha dimostrato grandi capacità e talento, chiudendo al 15° posto in classifica, non male considerando la vettura. Certo ora sarà tutto diverso, i riflettori si accenderanno su di lui per capire se e come saprà affrontare il salto di qualità.

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Ricciardo in Renault non è però un’occasione solo per Gasly, la vera occasione infatti ce l’ha ora Max Verstappen, divenuto pilota numero uno della scuderia. Avevamo già parlato di lui e della sua ribellione, del suo modo di gareggiare e di approcciarsi a questo sport, avevamo detto di tenergli gli occhi addosso perché avrebbe fatto vedere grandi cose e così è stato. La seconda parte del suo 2018 è stata magistrale, da pilota maturo, ma senza paura di prendersi i rischi quando necessario. Certo, forse deve ancora limare quell’esuberanza che non gli permette di essere ancora perfetto: troppo spesso quando si commentano le sue gare ci si trova a dover dire “ha fatto un’ottima gara, però…”. Con l’olandese c’è sempre un “però”. Questo deve cambiare se si vuole puntare ancora più in alto.

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Max rimane comunque un’incognita importante, il terzo incomodo nel duetto Hamilton-Vettel, uno che ha dimostrato più volte che non ama fare da comparsa e con un po’ di fortuna e un pizzico di maturità in più nei momenti cruciali può davvero mettere i bastoni tra le ruote di chi non lo reputa ancora pronto per la lotta al titolo. Max Verstappen è una bomba inesplosa pronta a fare scintille da un momento all’altro, bisognerà solo aspettare e vedere quando deciderà di accendere la miccia. Nel frattempo se siete amanti del rischio e delle scommesse un “nichelino” sul giovane numero 33 fareste bene a puntarlo (poi non dite che non ve l’avevamo detto).

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A onor del vero però, un grosso dubbio rimane sulle prestazioni della vettura che da quest’anno sarà motorizzata Honda e non più Renault. L’esperimento in Toro Rosso non ha dato grandi risultati eppure la scuderia ha deciso di puntare sulla casa giapponese: vedremo se le rassicurazioni fatte ai tifosi saranno mantenute o se questa si rivelerà una scelta sbagliata.

C’è voglia dunque, voglia di rivalsa, voglia di non essere comparse, di dimostrare la propria forza e di confermarsi a livelli più elevati.
Bisogna incanalare l’ambizione e la spregiudicatezza nella giusta direzione per evitare che l’essere giovani, pronti a tutti e con poco da perdere diventi una debolezza più che una marcia in più.


Andrea De Amicis, nasce a febbraio del '96. Laureato in Economia Aziendale frequenta un corso di laurea magistrale in "Management e sostenibilità d'impresa". Studente per professione (per ora), portiere per diletto, cresce in Puglia con una grande passione per il calcio, la F1, il basket. Tifoso del Lecce e dell'Inter, il cuore appartiene a Zanetti, Milito e Toldo così come a Chevanton, Giacomazzi e Rosati.