Interventi a gamba tesa

Kepa Arrizabalaga: quando la concretezza incontra la discordia


Senso della posizione e riflessi fulminei. No, non stiamo parlando di un gatto quando vede il gomitolo lanciato dal suo padrone bensì di Kepa Arrizabalaga, portiere preso dal Chelsea quest’estate per la cifra astronomica di 80 milioni.


E pensare che in passato era stato cercato da Real Madrid e Napoli, ma lui ha preferito quell’atmosfera british, forse un po’ fredda come il suo carattere e carica di aspettative rispetto a quella comfort-zone trovata nel Pais Vasco con l’Athletic Bilbao. La cifra non l’ha per niente spaventato dopo che ha spodestato dal trono dei transfers Alisson Becker.

Non male (via @Football Facty)

kepa arrizabalaga

Il suo exploit è stato rapido, efficace e prevedibile dopo le parate plastiche al San Mames che hanno causato la cessione di Iraizoz al Girona. Segnali decisi, o meglio delle pezze le sue, quasi a voler lanciare un messaggio ai vari top club golosi di profili giovani e in continua crescita che stuzzicano e ravvivano sempre le finestre di mercato. La sua scelta è stata sorprendente, come a voler raccogliere una sfida o meglio un’eredità pesante lasciata da Courtois (guarda caso cresciuto in Spagna come lui) e Petr Cech (leggenda nelle parti di Stamford Bridge). Zero ripensamenti, solo tanta voglia di mettersi in gioco con la casacca numero 1 tra i pali della porta.

I Blues sembravano aver trovato come estremo difensore una garanzia, ma il fulmine a ciel sereno arriva durante la finale della Carabao Cup dove il portiere iberico rifiuta il cambio prima dei calci di rigore. Sarri non digerisce la sua scelta, tanto da strapparsi la tuta come se fosse Hulk Hogan durante un match di Wrestling.

Non siamo certi abituati ad assistere a scene del genere.

La disfatta è inevitabile: i londinesi perdono ai penalties, complice anche il capriccio del giovane e forse ancora immaturo portiere arrivato dalle parti del Big Ben, che tra l’altro non para un rigore più che parabile ad Aguero. Durante il post-partita ci ha provato il tecnico a stemperare gli animi, giustificando l’accaduto come un misunderstanding qualsiasi col giocatore. Oggi però è arrivata la (prevedible) multa del club e le (prevedibili) sue scuse.

E ora che succederà? Negli ultimi giorni il grido di “Fuck Sarriball” da parte dei tifosi si è fatto sempre più forte e dopo la finale persa a Wembley l’allenatore rimane sulla graticola. Quella graticola adesso è ancora più fiammante e rovente grazie anche allo zampino dell’acerbo portiere che forse ha lanciato il segnale definitivo di come ormai la squadra non segue più le direttive del suo allenatore.


22 anni e nato nell'anno dell'ultima Champions League vinta dalla Juventus: il 1996. Innamorato del "Guardiolismo" e delle bordate di Pavel Nedved dal limite dell'area, trovo il mio paradiso tramite una penna e un taccuino, o un computer che dir si voglia.