Interventi a gamba tesa

Previsioni Oscar 2019

oscar 2019

Previsioni e considerazioni sparse su quel che vedremo durante la cerimonia degli Oscar 2019.


Una premessa e una promessa.

Premessa: anno del Signore 1977, nella categoria miglior film sono candidati: 

A) Tutti gli uomini del presidente

B) Taxi Driver 

C) Quinto Potere. 

A trionfare tuttavia è la storia di un pugile suonato di chiare origini italo-americane: Rocky Balboa. Da quel giorno, per il sottoscritto, il Premio Oscar ha smesso di avere un qualsiasi senso. 

“Adrianaaaaaaaaa” cit.

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Promessa: facciamo una cosa rapida che gli Oscar sono più autoreferenziali di una pugnetta su PornHub.

L’arte del pronostico è affascinante come tutto ciò che è instabile, insicuro e passibile di imbroglio o contraffazione tuttavia dopo aver visto “Green Book” ci sentiamo serenamente di sostenere che questo film dovrebbe vincere una statuetta per ogni componente e comparto tecnico presenti nello stesso.

By the way essendo premi ed essendo americani ed essendoci un Clint “sfascio ancora i culi” Eastwood al presumibile passo d’addio non ci sorprenderemmo di niente.

Diamo una rapida lettura delle categorie principali:

Miglior film

Black panther

BlacKkKlansman

Bohemian rhapsody

The favourite

Green book 

Roma

A star is born

Vice

oscar 2019

Allora, togliamoci il dente e prendiamoci subito del razzista. “Black Panther” oltre a essere un film brutto rinvigorisce la linea di demarcazione su quanta strada serva ancora alla coesione tra bianchi e neri. Il tipo di commenti a corollario di questo film è stato “un film dove gli eroi bianchi sono neri”, “un film di bianchi per neri”, “il miglior film di neri mai fatto”, “un film finalmente con tutto il cast nero”. Il film fa cagare, l’intreccio è flebile, la recitazione idem (come ogni film interpretato da Michael B Jordan) e gli effetti sono stati comprati da Mondo Convenienza. Poi ci mancherebbe potete far vincere anche “Fausto e Furio”, ma dare il premio a questo film vuole dire disegnare con l’uniposca un cazzo in fronte al caro Oscar.

“Bohemian Rhapsody” è un’altra “tavanta” mostruosa. Filmetto da italia uno quando su Rai uno c’è Montalbano e si vuole perdere con gentilezza. Taglia e cuci di anni senza spiegazioni, il protagonista che non assomiglia (peso e altezza) e non canta come Mercury (ma cazzo fateglielo fare in playback, e lasciatemela l’illusione), senza contare l’assoluto non rispetto per la corretta cronologia della band e dei suoi valori (prima di celebrarli leggete cosa hanno fatto con “Sun City” in Sudafrica). Insomma: un film tribolato che ha portato a un risultato del cazzo che tuttavia essendo arrivato in un’epoca del cazzo popolata da gente turlupinata che pretende e gusta solo fumante merda è stato esaltato come il film dei film. Se vince, leggere sopra.

Insomma, tagliamo corto, qui sono due i film meritevoli: “Green Book” è un film eccellente, toccante, sensibile e paraculo in un maniera davvero eccelsa, è vero che probabilmente l’amicizia dei due non era come quella narrata nel film ma non essendo stata tratta da una storia vera (è una sceneggiatura originale) mi va benissimo così. L’altro film è Vice della premiata ditta (ricordate “La grande scommessa”?) Adam McCay e Christian Bale, è un film favoloso, lugubre e limaccioso come il suo protagonista. Per me è da medaglia d’argento ma se vince, batterei le mani con gioia.

Miglior attore protagonista

Christian Bale (Vice)

Braedly Cooper (A star is born)

Willem Dafoe (At eternity’s gate)

Rami Malek (Bohemian rhapsody)

Viggo Mortensen (Green book)

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Qui il discorso è ancora più breve e si reduce, a mio modesto parere, a una corsa a due tra il sempre magnetico Christian Bale e l’eccellente Viggo Mortensen. Più defilato ma comunque meritevole di menzione un sempre verde William Dafoe. Il podio in onestà potrebbe vedere sia Christian che Viggo al primo posto con Dafoe a chiudere il tutto. Rami Malek personalmente convince solo in parte nei panni di Freddy Mercury, troppo marcato il divario fisico tra i due e lo scarto canoro nell’interpretazione dell’attore, abbiamo sicuramente visto biopic e interpretazioni di persone realmente esistite, di tutt’altro valore e livello.

Miglior attrice protagonista

Yalitza Aparicio (Roma)

Glenn Close (The wife)

Olivia Colman (The favourite)

Lady Gaga (A star is born)

Melissa McCarthy (Can you ever forgive me?)

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Molto incerto il successo in questa categoria con un’Academy particolarmente ruffiana che potrebbe premiare la polivalenza di una brava Lady Gaga, o potrebbe celebrare se stessa premiando una eterna Glenn Close. Le altre candidate sembrano avere qualcosa in meno nella corsa per la vittoria finale

Miglior attore non protagonista

Mahershala Ali (Green book)

Adam Driver (BlacKkKlansman)

Sam Elliott (A star is born)

Richard E. Grant (Can you ever forgive me?)

Sam Rockwell (Vice)

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(Universal Pictures via AP)

Premesso che Sam Rockwell meriterebbe un Oscar per il solo fatto di esistere il suo ruolo in Vice è volutamente troppo limitato e superficiale per renderlo un credibile candidato alla vittoria oltre al fatto che il Mahershala Ali di Green Book è assolutamente straordinario e straripante in un’interpretazione misurata e colma di dignità. Se non gli danno l’Oscar con standing ovation di 15 minuti forse vale la pena di organizzare un suicidio di massa.

Miglior attrice non protagonista

Amy Adams (Vice)

Marina De Tavira (Roma)

Regina King (If Beale Street could talk)

Emma Stone (The favourite)

Rachel Weisz (The favourite)

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Anche qui: se il raziocinio risulterà essere la linea guida nell’assegnazione dei premi il discorso è già abbastanza chiuso in favore della super performance offerta dalla Amy Adams di “Vice”. Straripante, potente e in più di una circostanza ruba la scena al pur eccellente Christian Bale. Davvero notevole.

Miglior sceneggiatura non originale

The ballad of Buster Scruggs

BlacKkKlansman

Can you ever forgive me?

If Beale Street could talk

A star is born

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Qui più che in altre categorie si potrebbe (giustamente) optare per la commistione di genere e la strizzata d’occhio al pubblico mainstream premiando “A star is born”. Bel prodotto, costruito bene e recitato meglio con un ottimo comporto musicale e un solido riscontro al botteghino. Gli ingredienti ci sono tutti. Outsider temibile l’ultima chicca dei fratelli Cohen…

Miglior sceneggiatura originale 

The favourite

First reformed

Green book

Roma

Vice

Inutile ripetersi “Green Book” è un film superiore, dove dignità, compostezza e semplicità rubano la scena a tutti gli eccessi e gli strilli che fanno del nostro mondo un parodia della civiltà che tanto decantiamo. In un mondo perfetto dovrebbe vincere l’Oscar a mani basse ed essere celebrato con un abbraccio e un minuto di silenzio ma sorridente.

State sereni, non ci azzecco quasi mai, ma questa volte mi dispiacerebbe un po’ di più…

Fine delle trasmissioni.


 

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Jacopo Landi, sangue misto nato nell'aprile del 1988 in quel di Milano ma in realtà appartenente (in parti uguali), per origini, a: Emilia Romagna, Toscana, Valle d'Aosta, Lazio, Abruzzo ed India. Lavora un po' in tutti i settori possibili, tranne quello del narcotraffico. Matura esperienza come giornalista, prima cinematografico e poi sportivo presso il giornale on-line Italia Post, il sito calciomercato.com e le collaborazioni coi giornalisti Fabrizio Biasin e Alfredo Pedullà. Ha inoltre collaborato con la compagnia teatrale "I Birbanti" e firmato un corto personale "Una birra al bar" tratto da una novella del buon (e sacrosanto) Bukowski. Dal 2013 collabora prima con la Nella Longari arte, poi con la M77 Gallery e infine con la Renata Fabbri Arte contemporanea; prima di tornare nel mondo della produzione in qualità di sceneggiatore. Non potrebbe vivere senza filosofia, donne, cinema, whisky e buona musica. Collabora con Sportellate perché dopo il video di Corona sul "pene" di Adriano non riteneva di poter essere da meno.