Interventi a gamba tesa

Il ritorno di Djokovic sul tetto del mondo

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Ogni sport ha la sua storia e i suoi miti. Nel mondo del tennis, uno degli sport individuali più seguiti, gli ultimi dieci anni hanno visto alternarsi in cima al mondo solamente pochi eletti: da Roger Federer a Rafael Nadal, i due più vincenti di sempre dell’era Open, passando per Novak Djokovic. Questi tre sono i tennisti più regolari dell’ultimo decennio (e tra i più forti della storia), e hanno trionfato nella maggior parte dei tornei di prestigio.


La vittoria di Djokovic all’Australian Open, la settima della sua carriera, è l’ennesima riprova del dominio di questi grandi rappresentanti del tennis mondiale. Tuttavia, ciò che ha compiuto il serbo rasenta l’impresa, soprattutto perché il tennista balcanico per tornare a fare la voce grossa, è dovuto passare da un periodo difficile nel quale aveva dovuto far fronte ad un infortunio importante al gomito che lo ha tenuto fermo per molto tempo da tutti gli eventi del circuito ATP, l’organigramma professionistico del tennis maschile mondiale. Solo dopo mesi di riabilitazione e di sacrifici, Nole è riuscito a tornare pian piano ai suoi livelli. A 31 anni e mezzo, il nativo di Belgrado è così riuscito finalmente a riprendersi non solo il numero 1 del ranking ATP griffato Emirates, ma anche il suo tennis al 100%, sforzandosi sempre meno a livello fisico e facendo sempre più prevalere il suo straordinario talento. Adesso, punta a completare del tutto il suo ritorno con un risultato che avrebbe dell’incredibile chiamato Grande Slam. Il tutto sempre in modo graduale e con la voglia di un campione umile, che si è sempre fatto riconoscere per la sua voglia di ridere, come dimostrato anche dalla sua conferenza stampa dopo la vittoria di Melbourne.

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SOURCE: Facebook

La sfida di Parigi

Come molti tennisti che amano giocare sul cemento o su terreni sintetici, dove la palla viaggia a velocità più sostenute, Djokovic ha sempre avuto molte difficoltà ad imporsi nei tornei che si disputano sulla terra battuta. La sua unica vittoria al Roland Garros, difatti, è datata giugno del 2016, quando il serbo sconfisse Andy Murray in quattro set, portando così finalmente a casa il trofeo a lui più ostile. Del resto, anche un fenomeno come Federer ha faticato molto per vincere il trofeo parigino, anche a causa della presenza del cannibale Nadal, che sulla terra rossa ha lasciato nel corso degli solo le briciole ai rivali. Quest’anno, dopo il gran ritorno alla ribalta, il serbo punta dunque al torneo parigino per continuare un percorso vincente che lo ha visto iniziare dagli US Open dello scorso settembre, quando si impose in tre set sull’argentino Del Potro: perchè sì, sebbene il nuovo formato della Coppa Davis del gruppo BNP Paribas possa risultare piuttosto intrigante, è evidente che per un tennista i tornei dello Slam hanno sempre un altro appeal. Tuttavia, prima del più grande appuntamento sulla terra rossa, tutti i grandi tennisti devono prepararsi attraverso altre competizioni. Una di queste sarà sicuramente quella di Dubai, che si gioca ai primi di marzo, dove Djokovic è tra i favoriti secondo le scommesse sportive di Betway con una quota di 4 al 29 gennaio. Questo sarà senza dubbio uno degli obiettivi principali in preparazione a Parigi di un Djokovic che adesso si sente rinato e intende continuare questo gran momento di forma. Senza dimenticare, poi, che dopo il Roland Garros sarà il momento del prestigioso campionato inglese di Wimbledon, dove la concorrenza sarà ancora più agguerrita e anche Roger Federer si giocherà le sue carte.

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Un poker mai visto

Ciò che tuttavia ad oggi motiverebbe maggiormente Djokovic sarebbe proprio la conquista del Roland Garros. Non soltanto per una questione di prestigio o per il fatto di sconfiggere Nadal sul suo terreno preferito (Nadal che dal canto suo si sente molto meglio rispetto al 2016, quando fu sconfitto in semifinale). Il punto è che il serbo, garantendosi il successo in quel di Parigi, chiuderebbe un ciclo di vittorie mai realizzato finora da nessun tennista maschio se non proprio da lui stesso nell’annata 2015-2016: vincere tutti e quattro gli slam in modo consecutivo, nello stesso anno solare. Oltre a puntare al record di 22 titoli di Federer, Nole potrebbe vantarsi di essere stato l’unico a infilare quattro slam di seguito, addirittura per due volte, ma a questo giro tornando pure da un lungo periodo di stop.

Tanti sono i rivali che si frappongono tra questo nobile obiettivo e il serbo. Ci piace menzionare in primis il più giovane di tutti dei papabili rivali di Nole: il greco Stefanos Tsisipas, che a soli 21 anni sta stupendo tutti per il suo tennis aggressivo e virtuoso, come ben dimostrano i suoi grandi risultati proprio allo Slam australiano. Il greco, Zverev, Thiem, gli scontati Nadal e Federer saranno i principali rivali del serbo nella lotta ai principali tornei del futuro immediato. Con lo spagnolo Nadal davanti a lui per quanto riguarda il numero di slam vinti (17 contro 15), nel mirino di Nole troviamo certamente per primo questo rivale di vecchia data, sebbene di recente Nole abbia ammesso apertamente la sua voglia di arrivare a battere sul lungo periodo persino Federer, recordman assoluto con 22 titoli.

Raggiungerà i suoi obiettivi? Difficile a dirsi. Di sicuro, il suo recupero ha dell’impensabile dopo quel 2017 orribile e davvero disastroso sia da un punto di vista fisico che mentale: un’annata del genere avrebbe potuto far sprofondare molti altri sportivi di successo.

Djokovic però, ha deciso di tornare per stupire. D’altronde, un campione non gioca per fare comparsate, ma per vincere e illuminare la scena, anche dopo uno stop di quasi un anno. Perché la storia si scrive anche soffrendo.


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