Interventi a gamba tesa

Australian Open 2019: 6 spunti di riflessione

australian open 2019

Il primo Slam dell’anno si è da poco concluso. E lo ha fatto nel più scontato dei modi: chi vinceva nel 2018 continua a vincere anche nel 2019. Tra delusioni, sorprese e conferme vi proponiamo 6 spunti di riflessione che ci lascia questo primo Major del 2019.


  • Novak Djokovic rimane il numero Uno.

Sembra quasi banale da dire, dopo la seconda metà del 2018, ma il tennista più forte è ancora il serbo. La sua performance all’Australian Open è stata totalmente impareggiabile. Due soli set lasciati per strada, ai giovani Medvedev e Shapovalov, e, come ciliegina sulla torta, una finale a tratti imbarazzante. Un impotente (fa quasi strano a scriverlo) Nadal, si è visto preso a pallate da un giocatore che era, sotto ogni aspetto del gioco e della condizione fisica, superiore a lui. Il tabellone del serbo non presentava troppe complicazioni, ma lui ha dominato ogni avversario senza mai dare davvero l’impressione di poter essere in difficoltà. Ora tutti gli occhi vanno già al Roland Garros. Nadal lo vince dal 2017 ed è l’indiscusso “King of Clay”, ma quest’anno dovrebbe esserci almeno uno sfidante che potrebbe mettergli paura…

Not too bad Nole, not too bad…

  • Federer & Nadal: il crepuscolo degli Dei?

Roger Federer, detentore del titolo, ha subito una inopinata sconfitta al quarto turno per mano del giovane (talentuosissimo) Stefanos Tsitsipas. La sensazione, per l’elvetico, è che nei tornei al meglio dei cinque set non ci sia più molto margine. Il problema dell’età, unito alla crescita dei nuovi avversari e al ritorno di un Super Djokovic, potrebbe rappresentare un rebus insolubile per il miglior giocatore di tutti i tempi. La conferma della partecipazione, dopo anni, al Roland Garros, fa moltiplicare le voci di un possibile ritiro a fine stagione (io vi avevo avvisato qui). Il discorso per Nadal è diverso, per lui potrebbero esserci ancora diversi anni di carriera davanti, però dobbiamo guardare ad alcuni indizi. Subito ad inizio anno il maiorchino ha saltato un torneo per un piccolo infortunio. Non è una novità, ma solitamente per Nadal i guai fisici iniziano nella parte finale della stagione, come ovvio, visto l’enorme dispendio di energie che mette fra stagione sulla terra e Us Open. Guardando alla condizione fisica con cui si è presentato in finale, viene da pensare che, con un tabellone leggermente più difficile (i giocatori che ha incontrato non hanno ancora i mezzi o la maturità per dargli fastidio) le cose potevano andare meno liscie. L’occasione per il riscatto è già scritta: Roland Garros 2019. Dopo la stagione sulla terra potremo farci un’idea migliore delle prospettive di questo Nadal.

Anche il loro tempo potrebbe giungere presto a conclusione…

  • Naomi Osaka: 10 e Lode!

C’è chi sostiene che il tennis femminile sia più interessante di quello maschile per un motivo molto preciso: al maschile tutti sanno già che, a meno di imprese, vincono sempre gli stessi nei Major; al femminile invece c’è un gran numero di atlete che hanno delle possibilità, oltre al fatto di essere più aperto agli upset e alle vincitrici a sorpresa. La difficoltà nel confermarsi è quindi altissima. Naomi Osaka però ci è riuscita. Us Open 2018 e Aus Open 2019. Non è stato facile: Pliskova e Kvitova negli ultimi due turni sono avversarie di alto livello che hanno venduto carissima la pelle. Ma alla fine l’ha spuntata la nipponica. Siamo davanti alla nuova Serena? Questi paragoni lasciano sempre il tempo che trovano. Di sicuro c’è solo che è la nuova numero 1 del Ranking WTA.

Il futuro è tutto da scrivere e vedere, ma Naomi lì sopra potrebbe restarci per parecchio tempo.

E con questo fanno due!

  • Le NextGen ATP Finals funzionano!

Agli Aus Open 2018 Hyeon Chung, vincitore delle NextGen 2017, era arrivato in semifinale. Quest’anno il vincitore di Milano del 2018, Stefanos Tsitsipas, è arrivato in semifinale. Se poi aggiungiamo che il finalista Frances Tiafoe è arrivato ai quarti, e altri due partecipanti, De Minaur e Fritz, sono arrivati al terzo turno dove sono usciti rispettivamente contro Nadal e Federer (non proprio i due ultimi arrivati), possiamo dire che questi NextGen stanno avanzando. Non hanno ancora il livello richiesto per arrivare in fondo e vincere, ma crescono a grandissimi passi. Siamo ancora anni luce da un grosso cambio generazionale, ma possiamo stare certi che, anche quando i big 4 saranno solo un ricordo, ci divertiremo ancora.

Vincere a Milano porta bene.

  • Italiani stabili, ma con sguardo al futuro.

Non è stata un edizione memorabile per gli italiani, ma neanche disastrosa. Fognini, Fabbiano e Seppi al terzo turno, con anche dei piccoli rimpianti per dei match che potevano prendere un’altra strada. Qualcosa in più potevano fare anche Cecchinato e Travaglia, fuori rispettivamente al primo e al secondo turno, che hanno ceduto solo al quinto set. Tuttavia ci sarà tempo e luogo per rifarsi. Sfortunatissimo Berrettini, accoppiato nel primo match al già citato Tsitsipas, uno dei giocatori più in forma del circuito, nonché futuro semifinalista. Camila Giorgi poco può rimproverarsi, una sconfitta al terzo contro Karolina Pliskova, che aveva messo sotto pesantemente nel secondo set, è più che accettabile. Camila è stata sorteggiata nel quarto di tabellone più complicato degli ultimi anni. Pliskova, Halep, Williams, Williams, Muguruza,… Si è fatta valere, ma ci saranno occasioni migliori. Una menzione d’onore la merita Lorenzo Musetti, vincitore del torneo Juniores a sedici anni. Non montiamoci la testa perché il tennis PRO è diversissimo da quello giovanile. Teniamolo sempre a mente (Quinzi docet), ma almeno qualcosa si sta muovendo.

Un pò di sfortuna, ma Camila è la numero uno del tennis femminile italiano.

  • Nuovo anno, vecchi problemi.

Per tutti quelli che si aspettavano un Alexander Zverev subito al top in uno Slam grazie alla cura Lendl… Beh, per loro c’è da calmare i bollenti spiriti e accettare che ci sarà ancora tanto da lavorare. Eliminato da Milos Raonic (apparso rinato all’improvviso) in una partita a senso unico al quarto turno, il tedesco deve ancora rimandare l’appuntamento con le fasi che contano in uno Slam. La vittoria non era nelle sue corde e nessuno la pronosticava, ma il suo tabellone gli metteva davanti un percorso abbastanza agevole fino alla semifinale, chiedere di più era legittimo. Grigor Dimitrov continua il suo periodo di mediocrità, che prosegue oramai dall’acuto delle Finals 2017. Il quarto turno non è una sorpresa per nessuno, e le speranze di vedere fiorire definitivamente il suo talento sono ridotte al lumicino. Conferma lo scarso feeling con l’Australia anche Kevin Anderson. Il due volte finalista Slam si ferma al secondo turno qui, dove non ha mai raggiunto i quarti. Si può consolare grazie alle sfortune degli altri, che gli permettono di pareggiare il suo best ranking, al quinto posto della classifica ATP. Con un Del Potro mezzo-infortunato al quarto posto, potrebbe persino puntare a salire ancora. Non tutto il male vien per nuocere.


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Nato a Monza il 22/01/1992. Segue lo sport fin da bambino, soprattutto il calcio. Si innamora del tennis negli anni delle scuole medie, anche e soprattutto grazie all'immenso Re Roger Federer, di cui è fan sfegatato. Tifoso del Milan fin da piccolo. Laureato in Matematica. Segue anche lo sci durante la stagione invernale.