Interventi a gamba tesa

Smetto domani

oltre la linea

Oltre la linea c’è un mondo pallonaro che molti non conoscono. Oltre la linea ci sono i dirigenti, gli allenatori, gli osservatori, gli agenti, i faccendieri, i genitori e i tifosi. Oltre la linea gli interventi a gamba tesa non sono mai sanzionati. Oltre la linea la visuale è diversa. Oltre la linea ci sono storie da raccontare.


Eri convinto che quel foglio senza intestazione con la firma del direttore avesse un valore.

Invece no.

Che poi per definire quello scarabocchio una firma ci vuole fantasia, e a pensarci bene anche la parola direttore abbinata al tizio che l’ha firmata sembra una forzatura. Lui vale poco, lo hai scoperto in questi mesi, il foglio che hai in mano vale ancora meno, lo hai capito solo ora però, e la società in cui sei finito anche.

Adesso tutto è più chiaro.

E’ tardi però.

Non hai ascoltato chi ti ha detto di fare attenzione, di chiedere garanzie, di non firmare alcun trasferimento senza consultarti con nessuno e soprattutto senza il 108, e hai fatto di testa tua firmando un vincolo pluriennale ricevendo in cambio un foglio di carta straccia che, mischiato alle tante parole su progetti, vittorie, trampolini di lancio per la tua carriera, dette per convincerti alla firma, hai conservato come una reliquia pensando fosse la tua chiave per essere libero di aprire una porta e andartene a stagione finita.

Per aprire quella porta però non serve quel foglio, occorre altro.

Quel documento non ha alcun valore, tu sei nostro per i prossimi sei anni. Vuoi andartene? Fai cacciare fuori duemila e cinquecento euro dalla squadra che ti vuole e te ne vai, oppure li cacci tu e sparisci dove vuoi.

Ogni parola detta dal Presidente è stata come un cazzotto sul muso, di quelli che finiscono dritti al naso, quelli che fanno male.

Ma come? Il direttore ha firmato quel foglio, mi ha detto che a Giugno… sono libero.

Il direttore non c’è più e conta nulla, quel foglio pure meno, qui firmo io e tu sei stato poco furbo a farti fottere così.”

Duemila euro sono tanti. Io non li ho.”

No, sono duemila e cinquecento, non faccio sconti a nessuno. Altrimenti non giochi, a me non cambia la vita. Ti alleni se vuoi, ma tanto al mister non interessi.

Che fosse un pezzo di merda già lo sapevi, te lo hanno detto tutti ma tu pensavi di conquistarlo a suon di gol e renderlo più docile. Segnare hai segnato infatti, ma non sono i gol a farti guadagnare lo svincolo, per quello serve solo la moneta, proprio quella che non hai.

E ora cosa fare? Chiedere in casa? Impossibile, papà lavora a singhiozzo e mamma guadagna già meno di quanto sia necessario per portare avanti la famiglia con il suo stipendio da impiegata. Credevi di sistemare tutti con il pallone e la tua qualità invece non è così, qualcosa non ha girato per il verso giusto, e ti ritrovi a dover dipendere ancora dai tuoi genitori.

Ti sei reso conto che è questo il tuo livello?

Giocare in Promozione non ti cambia la vita, per nulla. Non lo hai mai voluto capire, anche per questo ormai adesso è tardi.

Smettere di giocare e pensare a un lavoro?

Ti convinci sempre che non è ancora arrivato il momento di cercarne uno. No, meglio trovare i soldi in qualche modo e diventare proprietario del cartellino da rivendere al miglior offerente con la consapevolezza di sapere come fare per trattare questa volta. Sì, è questa la via da seguire.

Padrone del mio destino

Lo ripeti spesso per convincerti che è l’unico modo per giocarti le ultime carte e sperare di riuscire a esplodere anche da una categoria quasi invisibile come quella in cui stai annegando. Non lo hai ancora capito o forse non lo vuoi capire, per questo cedi e non pensi che forse un modo per bloccare il ricatto di un presidente furbo come questo c’è e passa attraverso una denuncia sia dal punto di vista sportivo che civile. Troppa fatica però, e poi facendo in questo modo temi che ci sia il rischio di non riuscire a giocare, meglio allora chiedere un prestito in posta con la firma della tua fidanzata a garanzia e comprare la libertà di scegliere dove giocare il prossimo anno. Già ti vedi a scegliere tra le tante società che faranno la fila per averti.

E’ una follia pagare uno svincolo.

E’ una follia ancora più grossa fare un prestito per potersi svincolare.

E’ stupido pensare che ci sia qualcuno disposto a darti ancora di più per tesserarti, ma continui a sbagliare tutto.

Lo capirai tra qualche mese quando ti accorgerai che dovrai relegare il calcio nella sezione divertimento, passatempo, hobby della tua esistenza. Quando dovrai necessariamente cercare un lavoro e forse realizzerai che hai buttato nel cesso duemila e cinquecento euro.


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Luca Vargiu nato a Genova nel 1971 con due mesi di anticipo e nel giorno di Pasqua, ha iniziato fin da subito a disturbare i piani delle persone che la domenica pensano di stare tranquilli. Agente di calciatori non per passione ma per sfida, non campa grazie al pallone. Cresciuto in Gradinata Nord ama il calcio così tanto da odiarlo spesso, ha scritto di calcio in alcuni libri (Procuratore? No, grazie! - Oltre la linea – Contrasti, storie di calcio sospeso, Vincolo 108 e dintorni, Ancora oltre la linea) e minaccia di continuare a farlo.