Interventi a gamba tesa

Il pagellone del girone d’andata: promossi e bocciati


Terminata l’ultima giornata del girone di andata del campionato, proviamo a fare un bilancio sui calciatori che hanno entusiasmato da un lato, e deluso dall’altro, in questo primo giro di boa della stagione.


Top 5:

  1. Fabio Quagliarella. Dodici gol e cinque assist per l’attaccante azzurro, che sfruttando il calcio offensivo di Giampaolo sta sorprendentemente trascinando la Sampdoria a soli tre punti dal quarto posto. Quagliarella inoltre va in gol da nove partite consecutive: il record della Serie A appartiene a Gabriel Omar Batistuta, che nella stagione 94-95′ gonfiò la rete nelle prime undici giornate consecutivamente con la maglia della Fiorentina di Claudio Ranieri, appena risalita dalla serie B. Le prossime due gare della Sampdoria saranno proprio contro la Fiorentina prima, e l’Udinese poi: chissà se riuscirà ad eguagliare Batistuta, magari continuando a segnare di tacco come contro Napoli e Chievo;>
  2. Nicolò Zaniolo. Entrato nell’operazione di mercato estiva che ha portato Nainggolan all’Inter, il giovane centrocampista si sta mettendo in mostra partita dopo partita, riuscendo a sfruttare anche le assenze del centrocampo giallorosso.  Esordisce a sorpresa giocando da titolare nella sconfitta contro il Real Madrid a settembre, e dopo un ritorno in panchina, inizia a giocare con continuità, trovando la convocazione nella nazionale di Mancini. Appena trovato il primo gol in Serie A contro il Sassuolo, dopo dribbling e pallonetto, si appresta a diventare uno dei punti saldi della Roma del prossimo futuro. Forse unica nota lieta dell’insoddisfacente mercato estivo della Roma di Monchi;
  3. Manuel Lazzari. Il 25enne esterno destro sta vivendo una stagione da incorniciare, dopo aver anche trovato la sua prima convocazione in nazionale. Già cinque assist in campionato, corsa e sostanza da invidiare, che farebbero comodo a gran parte delle squadre di Serie A; la Lazio potrebbe sostituire Marusic, il Milan potrebbe eliminare la spinosa situazione legata ai problemi fisici di Conti, il Napoli potrebbe fare un salto di qualità rispetto ad Hysaj. E’ solo questione di tempo, non ce ne vogliano i tifosi della Spal, per vedere chi acquisterà il talentuoso esterno nel mercato estivo; difficile infatti che la Spal, in piena lotta salvezza si privi a gennaio dell’elemento principale della sua rosa. Unica nota stonata, l’infortunio subito contro l’Udinese, che lo vedrà tornare in campo nel 2019;
  4. Krzysztof Piątek. Pochi avrebbero scommesso su una competizione per il ruolo di capocannoniere del campionato tra lui e Cristiano Ronaldo, nonostante quel poker estivo messo a segno contro il Lecce nel primo turno di Coppa Italia. Tredici gol in campionato per lui, a meno uno dal fuoriclasse portoghese; il giovane polacco ha vissuto l’esplosione con la gestione Ballardini, per poi vivere una fisiologica flessione con la terza esperienza, anche questa sciagurata, di Juric sulla panchina del Genoa. Anche per lui si scatenerà un’asta estiva in sede di calciomercato;
  5. Mario Mandzukic. Avvio stagionale strepitoso per l’attaccante croato, che ha dimostrato di non subire tatticamente la presenza di Cristiano Ronaldo. Sempre titolare nelle partite importanti, il croato ha segnato in ogni big match, contro Inter, Napoli, Milan, Lazio e Roma. Otto centri in questo girone di andata: si avvia a disputare probabilmente la migliore stagione da quando veste la maglia bianconera.

Ma ora passiamo alle note dolenti, a chi ha deluso e a chi non è detto che si riprenderà.

  1. Giovanni Simeone. Quattro gol in diciannove partite e il sempre più vicino acquisto invernale di Luis Muriel. Basterebbe questo a descrivere la stagione del figlio d’arte argentino, il quale ha perso feeling con il gol, basti osservare l’errore di Genova dell’ultima giornata. Sta vivendo anche un momento emotivo difficile: criticato dalla tifoseria, non ha di fatto esultato in occasione del goal casalingo con l’Empoli. La Fiorentina ha bisogno di lui, e i tifosi del Napoli probabilmente se la ridono, dopo l’amaro finale della stagione scorsa;
  2. Kevin Lasagna. Dopo che aveva stupito nella seconda parte della scorsa stagione, segnando alla fine del campionato dodici reti, ci si sarebbe aspettata una consacrazione o quantomeno ben altro avvio di stagione. Soli tre gol nel girone di andata, nonostante le splendide prestazioni del compagno di reparto Rodrigo De Paul. Dal decisivo assist realizzato in nazionale contro la Polonia, poca titolarità e il ruolo di prima punta da spartire con Pussetto. Deve ritrovarsi se vuole trascinare l’Udinese verso la salvezza;
  3. Radja Nainggolan. Era la pedina mancante della scacchiera interista, desiderata da Spalletti già dal primo anno sulla panchina neroazzurra. Questa prima parte di stagione è andata avanti tra qualche sporadica buona prestazione, come ad Eindhoven, ma accompagnata da problemi fisici e il provvedimento disciplinare prima di Inter-Napoli. Resta un giocatore che se in condizione può far salire di colpi la fase offensiva dell’Inter, ma serve un cambio di atteggiamento e di abitudini, che però non ha mai dimostrato già dall’esperienza in giallorosso.>
  4. Luis Alberto. Se l’obiettivo stagionale della Lazio è la qualificazione in Champions League, questa passa anche e soprattutto dai piedi dello spagnolo, il quale eccetto sporadiche prestazioni di qualità, come quella recente in quel di Bologna, non è mai riuscito a confermarsi il giocatore dello scorso anno, che serviva a Immobile tra le due e le tre occasioni clamorose a partita, e che riusciva anche in zona gol ad essere una seria minaccia offensiva, realizzando undici gol.
  5. Javier Pastore. L’argentino è la fotografia delle ultime campagne acquisti dell’gestione Monchi. Al di là del rendimento, reso insufficiente soprattutto per questioni fisiche, la sensazione è quella di un giocatore scarico dal punto di vista atletico, non più in grado di reggere certi ritmi nei 90’minuti, e non bastano le sue qualità tecniche per sopperire a queste problematiche. Inoltre sembra essere stato acquistato più perchè ritenuto ‘occasione di mercato’, piuttosto che un giocatore funzionale agli schemi di Di Francesco.

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Gabriele Rogani, nato a Roma, classe 98’. Studente di scienze della comunicazione, con il giornalismo come obiettivo professionale. Tifoso laziale, amante dello sport in generale, con una passione particolare per il calcio e per lo spettacolo della NBA.