Interventi a gamba tesa

Top of the Flop, Ottobre

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Ben tornati alla rubrica che spiattella il meglio e il peggio del calcio nostrano. Il mese è quello di ottobre e senza ulteriori indugi andiamo vedere eroi e impostori di questi ultimi 30 giorni.


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1) Cristiano Ronaldo: il goal contro l’Empoli è la delizia sulle delizie. La pietra tombale in risposta a chi diceva “a 33 anni è finito”. Stile Higuain per il peso, Cristiano gioca con e per la squadra, spesso se non sempre è il migliore della Juve insieme a un mai abbastanza citato Matuidi e quando qualcuno si permette di avanzare dubbi sull’età scarica una legnata sotto al sette con Provedel che resta tramortito senza metà cognome #Prov

Finora il più bel gol segnato in maglia bianconera.

2) Dries Mertens & Lorenzo Insigne: ogni tanto il Sir. Carlo mette Milik, che è anche carino per la squadra e fa tenerezza, ma tutte le vedove della tabaccheria Sarri dovrebbero cercare una cura per il mutismo provocato dalla crescita in zona goal di Lorenzino Insigne e l’assoluta facilità con cui Dries varia zona di gioco senza variare risultato: goal su goal. Avanti il prossimo.

3) De Paul e Kouame: il primo è l’anima di un’Udinese ancora acerba e incapace di raccogliere quanto meriterebbe, il goal contro il Genoa è una perla di rara bellezza che va ad arricchire un bottino già ricco di siglature, assist e anima che sparge spesso e volentieri ai suoi compagni. Il secondo ha eclissato nelle ultime quattro partite il polacco d’oro Piatek e fa ballare le difese avversarie. Pennellone atipico, è veloce come un fulmine e cattivo in area come uno sciame d’api. Bel prospetto, remember the name.

Flop

1) Milinkovic Savic: utile come Fabrizio Corona a risolvere una diatriba tra automobilisti. Non è né carne né pesce. Non segna, non fa assist. Non fa un cazzo. Forse varrebbe la pena di tenerlo fuori e permettergli di allenarsi o per lo meno accertarsi che non sia stato scelto per il sequel di Space Jam.

2) Ventura: voleva lavarsi l’onta di una qualificazione Mondiale persa come venti euro ad Amsterdam, prende trentordici goal in tre partite. Ventura merita sicuramente rispetto, sicuramente non è solo colpa sua, ma se tornasse a vedere i cantieri, a Verona ci sarebbe sicuramente qualcuno più contento.

Il numero ridicolo di tiri in porta a partita del Chievo Verona sta diventando una costante del nostro campionato.

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3) Perisic: gioca in una squadra che in questo momento è straripante mentre lui ha la condizione atletica di un Renato Brunetta qualsiasi. Non segna, non riesce a incidere. Corre, quello sì, corre tantissimo. Peccato ci abbia già pensato Tom Hanks con Forrest Gump.

A risentirvi, stimatissimi.


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Jacopo Landi, sangue misto nato nell'aprile del 1988 in quel di Milano ma in realtà appartenente (in parti uguali), per origini, a: Emilia Romagna, Toscana, Valle d'Aosta, Lazio, Abruzzo ed India. Lavora un po' in tutti i settori possibili, tranne quello del narcotraffico. Matura esperienza come giornalista, prima cinematografico e poi sportivo presso il giornale on-line Italia Post, il sito calciomercato.com e le collaborazioni coi giornalisti Fabrizio Biasin e Alfredo Pedullà. Ha inoltre collaborato con la compagnia teatrale "I Birbanti" e firmato un corto personale "Una birra al bar" tratto da una novella del buon (e sacrosanto) Bukowski. Dal 2013 collabora prima con la Nella Longari arte, poi con la M77 Gallery e infine con la Renata Fabbri Arte contemporanea; prima di tornare nel mondo della produzione in qualità di sceneggiatore. Non potrebbe vivere senza filosofia, donne, cinema, whisky e buona musica. Collabora con Sportellate perché dopo il video di Corona sul "pene" di Adriano non riteneva di poter essere da meno.