Interventi a gamba tesa

La scena italiana degli eSport, raccontata da chi la vive quotidianamente


Il mondo degli eSports, è un mondo in rapida (rapidissima) espansione. Per questo motivo, dall’alto della nostra ignoranza, abbiamo avuto il piacere di intervistare Marco Gobbi, dirigente e giocatore del KoL Team, squadra militante nella Serie A di FIFA su XBOX. Fate attenzione, se come il sottoscritto non eravate preparati sull’argomento, sarà una lettura che potrebbe sconvolgervi la vita.


Avete presente quando alle elementari la maestra vi faceva scrivere su un bigliettino il vostro sogno nel cassetto? Seppur credo in pochi, all’età di 10 anni, abbiano avuto le idee chiare sul proprio avvenire, rendiamoci conto che in un futuro più vicino di quello che pensate, il vostro figlio/nipote/cugino potrebbe scriverci: “Diventare un giocatore professionista di FIFA”.

E la cosa non vi dovrà stupire.

Buongiorno Marco, visto che, per quanto curioso, sono un profano della materia, abbi la cortesia di partire dalle basi. Prima questione che mi deve essere chiara: di cosa parliamo esattamente quando sentiamo nominare il termine eSport?

Allora, innanzitutto chiariamo subito il fatto che con eSport ci riferiamo a tutte le attività che riguardano il mondo dei videogiochi elettronici competitivi, mediante l’utilizzo di un computer o una console di gioco. Gli eSport negli ultimi anni si sono incredibilmente sviluppati e di conseguenza sono nati tantissimi portali che organizzano dei veri e propri tornei ufficiali di competizioni elettroniche. Bisogna specificare che esistono una vasta serie di competizioni ufficiali riguardanti questo mondo. Si va dai giochi sportivi propriemente detti come il calcio, il basket e la Formula 1 (nota a margine: i racing game sono tra gli sport più sviluppati). Esistono competizioni riguardanti i giochi strategici, esistono tornei di giochi tipo Call of Duty, ma ad elencarteli tutti facciamo notte. Diciamo che, in definitiva, l’eSport abbraccia tutto ciò che è competitivo online nel mondo dei videogiochi.

Ok, grazie per l’infarinatura. In questi giorni cercando materiale per sviluppare un’intervista non troppo banale, mi hanno colpito due notizie riguardanti questo settore in forte espansione: la prima è che Mezut Ozil, trequartista dell’Arsenal, ha deciso di investire forte nel mondo degli eSport e non è neanche la prima personalità di spicco del mondo sportivo a farlo. La seconda è che si sta seriamente pensando di introdurre gli eSport come disciplina Olimpica in vista di Parigi 2024. E’ chiaro anche ad un novello del settore che dietro a questo mondo c’è un potenziale enorme, ma secondo te perchè questi personaggi che potrebbero investire in qualsiasi settore/attività esistente decidono di investire proprio nel mondo dei videogiochi competitivi online? E perchè queste competizioni hanno così successo?

E’ molto semplice: decidono di investire in questo settore perché basta avere un pò di lungimiranza per capire che in base alla crescita che ha avuto questo settore negli ultimi anni, in futuro non potrà che esserci il boom definitivo. Poi conta che già ad oggi i tornei eSport hanno un seguito che uno estraneo a questo mondo fa veramente fatica ad immaginare: il parco di utenti che segue queste competizioni è enorme. Non è casuale, infatti, che all’interno di questo mondo siano iniziati ad entrare importantissimi sponsor, vedi, uno a caso, Coca Cola. Per non parlare delle televisioni! Le televisioni hanno fatto e faranno sempre di più da trampolino di lancio: pensa che Sky in Italia, per esempio, ha trasmesso in diretta da Abu Dhabi la finale del campionato del mondo eSport di Formula 1, commentata dagli stessi commentatori che a Sky commentano la “vera” Formula 1! Se ci pensi è già un grandissimo traguardo.

Ben fatto Mezut.

Spostiamoci ora al settore sport all’interno degli eSport. Sperando tu mi possa perdonare la “quasi ripetizione”, da praticante e conoscitore di questo mondo quale sei, parlando di FIFA, saresti d’accordo nell’inserimento di tale disciplina alle per esempio già nominate Olimpiadi del 2024?

Guarda, bella domanda. Ne abbiamo parlato molto in questi giorni tra di noi del clan. Secondo me potrebbe essere una buona opportunità e ti spiego il perchè. Premesso che, al contrario di uno sport fisico vero e proprio, è innegabile che nel nostro settore manca quel discorso di attività fisica che uno d’istinto lega ad uno sport olimpico, in realtà il gioco online a livello competitivo prevede comunque una tenuta fisica legata ad un discorso di concentrazione, ma soprattutto prevede anche tante altre particolari abilità, come intelligenza e riflessi allenati/sviluppati. Secondo me la competività che si crea in base a queste abilità portano l’eventuale partita a poter essere a tutti gli effetti parte di un Olimpiade. Chiaro che qui siamo di fronte ad un discorso un pò complesso e sicuramente dovesse accadere in tanti storceranno il naso.

Rendiamoci conto che tornei di eSport sono capaci di generare situazioni del genere.

Probabile. Ora rimaniamo sul mondo FIFA, materia nella quale sei esperto. Credi di poterti definire un professionista di tale disciplina? Inoltre, curiosità personale, secondo te, che abilità deve avere un giocatore di FIFA per arrivare a competere ai massimi livelli europei e/o italiani?

Professionista forse è troppo. Con professionista solitamente mi piace intendere un qualcuno che viene pagato regolarmente per fare una cosa e ancora a noi ci manca qualcosina per diventarlo. Detto questo, di sicuro per le ore che dedico agli eSport ed al mio team, sicuramente la definizione calza a pennello. Per quel che riguarda le abilità: un giocatore di FIFA per essere un giocatore di PRO CLUB (modalità in cui si gioca 11 contro 11 ed ogni persona utilizza un unico giocatore virtuale n.d.r.) bisogna come prima cosa conoscere il gioco del calcio in maniera viscerale! Quando si gioca 11 contro 11 si innescano tutti i meccanismi che esistono nel calcio reale, esclusa come dicevamo la fatica fisica, questa è sicuramente molto minore. Poi, dopo una conoscenza profonda del calcio reale, viene la conoscenza tecnica del gioco FIFA: conoscere tutte le varie sfaccettature del videogame, tutti i vari tasti e le combinazioni di essi e tutte le varie situazioni che possono nascere durante una partita. Per fare ciò bisogna essere ovviamente molto allenati con il joypad in mano.

Ok, ti seguo. Se non ho capito male quindi, te e il tuo team partecipate al campionato PRO CLUB. Come si chiama la vostra squadra e a quale competizioni partecipate? Mi spiego meglio: i campionati italiani sono suddivisi nella stessa maniera del calcio reale  (Serie A, Serie B, Lega Pro ecc.)?

Qui Lorenzo ti devo fare una premessa: in questo momento abbiamo concluso un accordo importante con uno sponsor straniero di cui non posso rilevarti il nome. Per ora il nostro nome è KoL Team, ma chiaramente a breve dovremo inserire all’interno del nome quello del nostro sponsor. Detto questo, lo sviluppo dei portali è uguale a quello del calcio vero, a seconda dei piazzamenti degli anni precedenti ed a seconda delle adesioni che arrivano alle varie competizioni dei vari portali italiani (PC, PS4, XBOX ecc. n.d.r.). Noi partecipiamo alla Serie A, quindi abbiamo sia la possibilità di retrocedere, sia, classificandoci nelle posizioni più alte della classifica, di qualificarci alle migliori competizioni europee. Un’unica specifica che ancora non ti ho fatto: noi partecipiamo alle competizioni esclusivamente organizzate su una console: l’XBOX.

KoL che sta per “Kings of Live”.

Perfetto. Focalizzando l’attenzione sul vostro KoL Team, facci un pò capire come funziona la gestione di una rosa del genere. Per esempio, quante volte vi sentite durante la settimana? Come si arriva preparati alla partita della “domenica”?

Allora, intanto diciamo che il lavoro del “gestire una squadre del PRO CLUB”, con tanta umiltà, è paragonabile alla gestione di una squadra vera. Nel senso che tale lavoro non finisce una volta finita la stagione, ma prosegue anche in estate quando si andrà a fare mercato, si andranno a colmare le eventuali lacune della rosa e a definire quali saranno i giocatori in vista dell’anno nuovo. Noi per ora ci alleniamo 3/4 volte alla settimana e in 2 due di queste serate disputiamo oltre a partite di allenamento anche i tornei ufficiali. La settimana per il nostro team inizia la domenica: solitamente entro un orario di domenica i giocatori devono comunicare allo staff quando sono disponibili ad allenarsi e/o giocare nel corso della settimana, poi, noi in ogni giorno di attività ufficiale diramiamo le convocazioni ufficiali. Nelle serate libere, inoltre, lo staff cerca di fare tutto il lavoro che serve per diventare veramente competitivi: sviluppa la parte tattica, studia eventuali cambi di modulo ed esegue vere e proprie dimostrazioni con i movimenti dei giocatori. Insomma, fa quello che fanno le squadre vere e proprie.

Con una piccola ricerca su youtube, non vi sarà difficile trovare tutte le sfide disputate dal team Kol.

In questo momento il movimento italiano, rispetto a quello delle migliori nazioni europee e sempre con riguardo a FIFA, a che punto è? Quanto siamo competitivi?

L’Italia è molto ma molto competitiva. Per esempio c’è stato recentemente un torneo ufficiale di Nazionali di calcio, che si sviluppava non su console ma su pc, ed ha vinto l’Italia. Gli anni scorsi, inoltre, siamo stati finalisti anche di Champions League, quindi è inutile negarlo: a livello Europeo il team Italia è veramente forte.

Pronostico/provocazione finale: dove vedi gli eSport e il team KoL tra 5 anni?

L’eSport in generale lo vedo talmente sviluppato, che secondo me tra 5 anni la gente lo seguirà quello quasi quanto lo sport reale. Soprattutto i giovani ne diventeranno dipendenti. Sono praticamente certo che le televisioni tra 5 anni avranno dei canali riservati agli eSport e che anche in Europa i migliori giocarori degli eSport saranno delle vere e proprie star, cosa che tra l’altro capita già in altri continenti. Per quel che invece attiene al nostro team, abbiamo degli obiettivi futuri che sono abbastanza ambiziosi. In questo momento, disputando competizioni in Italia ai massimi livelli, innanzitutto ci piacerebbe consolidare la nostra posizione. Poi nel medio lungo termine abbiamo due grandi obiettivi. Il primo riguarda i risultati sportivi: nei prossimi 5 anni vogliamo arrivare a giocare le maggiori competizioni europee e tenere alta la bandiera italiana all’estero. Ecco, magari continuare a vincere qualche torneo come nelle scorse stagioni non ci farebbe schifo. Per quel che riguarda il secondo obiettivo, a cui teniamo veramente tanto avendo noi un età media molto alta, in futuro vorremmo costruire una “Academy” vera e propria. Una scuola. Una scuola dove noi possiamo fare capire cosa vuol dire fare sport a certi livelli, avere un’organizzazione ferrea, insegnare a giocare a FIFA e spiegare quali sono a nostro avviso le soluzioni giuste per vincere e diventare competitivi. Questo diciamo che è un pò il nostro sogno nel cassetto, anche perché prima o poi anche noi appenderemo il joypad al chiodo e in futuro dovrà per forza esserci un ricambio generazionale!

Magari sbaglierò, ma credo veramente sarebbe un grande risultato. Grazie mille per la “lezione” Marco.

Grazie a te.


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Lorenzo Lari, nato a Rimini l'11 Giugno del 1990. Laureato in Giurisprudenza all'università di Bologna, le sue vere passioni sono sin dalla nascita ben altre. Allevato a pane e rock'n roll, è grande amante di musica, cinema e sport. Malato di Juve e di basket NBA, sogna un giorno di poter assistere ad una partita allo Staples al fianco di Jack Nicholson. Co-fondatore di Sportellate.it