Interventi a gamba tesa

Monza non delude mai


Monza è sempre tra i GP più attesi dell’anno e anche questa volta non ha deluso le aspettative.


Il weekend era cominciato benissimo per la padrona di casa, quella Ferrari che qui doveva mostrare finalmente di essere di gran lunga la vettura migliore del circus. E lo ha dimostrato, effettivamente, per gran parte del weekend, si è solo distratta un attimo la domenica, proprio quando si portano a casa i punti…

Hamilton felice come una Pasqua…

Ma andiamo con ordine: sabato i piloti ci hanno regalato una qualifica appassionante, che negli ultimi secondi ha visto il susseguirsi di ben 3 giri veloci. Prima Hamilton, poi Vettel e infine Raikkonen. Dunque la prima fila in griglia sarà tutta rossa, con Kimi in testa e Seb al suo fianco, e questo contribuisce, e non poco, a preparare i tifosi ad una gran gara.

Domenica: Kimi parte a fionda e risulta inattaccabile nelle prime curve, ma Sebastian vuole subito liberarsi del compagno e comincia a fare quello che può per trovare uno spiraglio, ma ecco che uno di questi tentativi finisce male e Seb, invece che sorpssare Kimi, si ritrova fianco a fianco con Hamilton, che sicuramente non aveva intenzione di fare i comodi del tedesco e stare ad aspettare.

Sebastian non ci sta e invece che rallentare preferisce non cedere.
Il risultato? Un bel contatto tra i due che manda la rossa in testacoda. Il boato cupo di Monza è sufficiente a commentare questo episodio.

Vettel ha poche scusanti, ha fatto un errore che un quattro volte campione del mondo non dovrebbe fare, e ora ne subisce le conseguenze, ritrovandosi in coda al gruppo, con davanti una gara tutta in rimonta. E la rimonta poi gli viene bene (ed è anche un bello spettacolo da vedere!), ma commettere errori come questo e quello ad Hockenheim vuol proprio dire che la pressione non sa gestirla.

Lewis Hamilton, al contrario, è stato veramente bestiale. Bestiale nel senso più positivo possibile, perchè appena percepisce la possibilità di avanzare ci prova, senza alcun timore. Può tentare di passare Vettel mentre quest’ultimo tenta il sorpasso su Kimi? Bene, lo fa. E’ in testa al mondiale e deve stare attento ai punti? No, lui vuole superare Raikkonen subito, e anche se questo porta a una lotta rischiosa tra i 2, lui non si tira indietro. Questo weekend abbiamo visto un grande Lewis, uno che (bisogna dirlo) il mondiale se lo meriterebbe.

Kimi Raikkonen è stato il grande rivale dell’inglese. Bellissimo rivederlo affamato e combattente, finalmente!
Parte dalla pole e dà il tutto e per tutto fino alla fine. Purtroppo tra lui e la vittoria si frappongono 3 ostacoli:
1) Il pit stop anticipato, causato dal fatto che la Ferrari è caduta nel tranello teso dalla Mercedes;
2) Il connazionale Bottas che, sotto ordine di scuderia, fa platealmente il gioco del compagno di squadra;
3) Il blistering delle gomme, che pesa come un macigno sulle spalle del finlandese.

Dopo la gara, sono sorte alcune polemiche contro Kimi per non aver lasciato passare Sebastian nel primo giro, ma c’è una cosa da ricordare: la Formula 1 è un gioco individuale, perciò si può aiutare il proprio compagno in momenti decisivi, ma questo non implica dover rinunciare a una possibile vittoria personale (alle prime curve tra l’altro!) per l’altro pilota. Questa si chiamerebbe mancanza di carattere, ed è sicuramente un difetto che non caratterizza Kimi.

Valtteri Bottas invece riceve un esplicito ordine dalla Mercedes e se lo fa andare bene: il suo compito è quello di arrestare la cavalcata velocissia di Kimi, che sembrvaa poter prendere un bel vantaggio sull’inglese della Mercedes. Bottas il suo mestiere lo fa benissimo, e fa sfilare la vittoria dalle dita di Kimi (non è, come abbiamo già detto, l’unico motivo) facendola scivolare nelle mani di Lewis. Per il resto ha fatto una buona gara, non all’altezza di quella del compagno, ma abbastanza buona da arrivare sul podio.

Max Verstappen ci tiene a lasciare anche qui un bel segno di scorrettezza, e dopo una buona gara, sempre in lotta con Bottas, decide di costringerlo ad andare fuori pista, praticamente accompagnandocelo.
Si prende così 5 secondi di penalità e perde due posti: 3° sul traguardo, ma 5° in classifica finale.

Daniel Ricciardo, invece, è baciato dalla sfortuna. Dopo la sua vittoria a Monaco, non gliene è andata bene una. Comincia benissimo la sua rimonta dal fondo, compiuta fianco a fianco con Vettel, ma dopo qualche giro la vettura lo lascia a piedi. Veramente sfortunato, speriamo che nelle prossime 7 gare riesca a portare a casa qualcosa, per concludere degnamente la sua carriera in Red Bull.


 

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Nata a Brescia nel 1996. Fin da piccola si allontana dai giochi, sostituendoli con Valentino Rossi e Michael Schumacher. Studia Lettere Moderne all’Università Cattolica e nella sua vita è riuscita a guadagnarsi un retweet da parte di Paolo Beltramo, con tanto di 15 esaltanti minuti di fama come profetizzò Andy Warhol nella celebre frase "In the future everyone will be world-famous for 15 minutes".