Interventi a gamba tesa

Il ritorno degli Agenti


Dove eravamo rimasti? Ah, già! Al 1 Aprile 2015, data che segnò la fine di un’era per il mondo del calcio, quella degli agenti di calciatori.


La deregulation voluta dalla FIFA di Blatter e ratificata con gioia da molte Federazioni a partire dalla nostra per combattere lo strapotere di agenti furbacchioni padroni del mercato e – di fatto quindi – sfruttatori e ricattatori in piena regola di società guidate da poveri, ingenui e puri dirigenti, ci regalò la figura del Procuratore sportivo. Fine quindi degli esami da superare per diventare agenti e libertà di movimento e di azione per tutti quelli che sognavano di diventare ricchi maneggiando carriere di calciatori multimilionari senza avere alcuna preparazione e competenza. Una pacchia per tutti, soprattutto per quelli che già prima di questa data facevano i propri porci comodi non mettendo nell’angolo le società come piace far credere, ma spesso con queste in piena complicità grazie all’assenza di controlli e l’assoluta possibilità di aggirare qualsiasi tipo di regolamento o codice di condotta professionale.

Ok, volendo si potrebbe tirare in ballo l’etica ma non prendiamoci in giro, buona parte delle persone che manovrano il calcio moderno di questa parola non ne conosce il significato.

Torniamo però alla deregulation, che per alcuni non era certo la soluzione migliore augurabile (infatti in Italia un gruppo di Agenti ha lottato contro questa nuova linea della FIGC) e per altri (io) era solo la certificazione da parte di FIFA e FIGC dell’incapacità di voler risolvere il problema degli agenti (abusivi e non), del resto c’erano ben altre questioni più redditizie cui valeva la pena concentrarsi per benino, tipo i mondiali in luoghi danarosi per fare un esempio.

Va bene, lasciamo le polemiche a parte e proviamo a pensare a cosa è cambiato in questi anni di liberalizzazione. In meglio intendo.

Fatto?

Dai vi concedo ancora qualche attimo per pensarci.

Mi sembra però di vedere il vostro viso che si sforza a trovare qualcosa che faccia dire: sì, non ci sono più quei furbastri che ricattano le società e riempiono di soldi uomini viziati che rincorrono un pallone, oppure “il male del calcio” (procuratori, nda) é stato eliminato e adesso tutto funge.

Che poi, diciamola tutta almeno tra di noi, questa cosa della deregulation manco la sapevate vero?

Comunque sia ora tocca spiegare un po’ di cose, pure seriamente.

Sapete cosa è successo sul finire del 2017?

È successo che nella nuova Legge di Bilancio per il 2018 all’articolo 1, comma 373 sono state stabilite le nuove regole per l’esercizio della professione di agente sportivo, regole che sono state poi ulteriormente specificate con il successivo articolo 1 del d.p.c.m. del 23 marzo 2018 e che in questi giorni hanno portato alla pubblicazione del Regolamento CONI degli Agenti Sportivi (che potete leggere e scaricare qui nel dettaglio).

Quali sono le novità?

Intanto diciamo che la regolamentazione parte dal CONI e riguarda tutti gli agenti sportivi. Tutti dovranno superare una prova d’esame che sarà suddivisa in due parti la prima (prova generale) si svolgerà presso il CONI e tra i vari requisiti richiesti interessante sottolineare che il candidato deve aver partecipato ai corsi di formazione organizzati dal CONI o in alternativa svolto un tirocinio di sei mesi – con mansioni operative – presso un agente. La seconda prova, quella speciale, è invece demandata alle varie Federazioni nazionali, cui il candidato avrà fatto richiesta di iscrizione al registro. Sempre alle diverse Federazioni nazionali sono demandate altre discipline a partire da quella piuttosto importante relativa ai compensi.

Interessante far notare che nel comma 373 è ben specificato che “Agli sportivi professionisti e alle società affiliate a una federazione sportiva professionistica è vietato avvalersi di soggetti non iscritti al Registro pena la nullità dei contratti…” e altrettanto bello sperare e immaginare però che oltre alla nullità dei contratti, chi verrà beccato a fare il furbo (agente o dirigente) possa essere cacciato a pedate dal mondo dello sport.

Lo so, pensarlo adesso è pura utopia ma voglio essere positivo e fiducioso.

Vi ho detto che per chi in possesso di titolo abilitativo conseguito attraverso il superamento di una prova d’esame prima del 2015 è esentato dal sostenere le nuove prove? Direi che è corretto anche se personalmente non mi sarebbe dispiaciuto un azzeramento generale e una ripartenza da zero per tutti. Corretti, scorretti, furbi, capaci, incapaci, marpioni, sprovveduti, navigati e novelli, ma anche qui forse si rientra nel campo dell’utopia e forse della difficile gestione. Più dell’utopia però.

Certo è che in questa nuova era resteranno molte delle stesse persone che c’erano ante deregulation, e pure qualcuna creata nel post, che saprà rimettersi in gioco (o riciclarsi). Per questo motivo spero che un reale cambiamento, oltre alle regole e ai buoni propositi e ai codici, passi attraverso i controlli.

Seri, reali però e possibilmente non solo limitati al mondo degli agenti sportivi.

Coni, FIGC siete pronti e in grado di garantirlo?


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Luca Vargiu nato a Genova nel 1971 con due mesi di anticipo e nel giorno di Pasqua, ha iniziato fin da subito a disturbare i piani delle persone che la domenica pensano di stare tranquilli. Agente di calciatori non per passione ma per sfida, non campa grazie al pallone. Cresciuto in Gradinata Nord ama il calcio così tanto da odiarlo spesso, ha scritto di calcio in alcuni libri (Procuratore? No, grazie! - Oltre la linea – Contrasti, storie di calcio sospeso, Vincolo 108 e dintorni, Ancora oltre la linea) e minaccia di continuare a farlo.