Interventi a gamba tesa

Si scrive DAZN, si pronuncia Netflix Sport

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Mesi fa il panorama dei diritti TV della Serie A era terrificante. Ora è certamente confuso, ma delineato. Un abbonamento per tutte le partite non basterà più, e forse comincia l’era della Netflix dello sport…


Solitamente, è solo con l’approssimarsi del debutto della nuova stagione di Serie A che la maggior parte dei tifosi prende in esame la situazione delle partite in TV. Quest’anno però, giurerei che tutti abbiamo visto almeno una volta questo spot, già a inizio luglio.

“Come si pronuncia?”

https://twitter.com/DAZN_IT/status/1019916855568470021

Che è successo? E perché Paolo Maldini e Diletta Leotta seguiranno la Serie A con DAZN e non con Sky o Premium?

Come chi ha seguito i fatti degli ultimi mesi sa, è successo un fatto nuovo: la Serie A, allineandosi ad altri campionati europei ma con molta più difficoltà a raggiungere il traguardo, non ha venduto i diritti TV in blocco o per singola squadra, ma per fascia oraria. Ecco allora che Sky si porta a casa 7 match su 10 di ogni giornata, ma DAZN ha gli altri 3, compreso il match del sabato sera (leggasi: ogni match del sabato sera della prossima stagione).

Premium è corsa subito ai ripari e ha comprato i diritti delle partite di DAZN (sabato 20:30, domenica 12:30, domenica 15:00). In caso contrario, gli abbonati Premium che fino alla scorsa stagione potevano godersi Serie A e Champions League, sarebbero rimasti con un costoso abbonamento piuttosto inutile. Sky ha fatto altrettanto e nelle ultime ore ha annunciato l’accordo con DAZN: che però costringe gli abbonati Sky a un ulteriore abbonamento (scontato) da 7,99€ e ad avere Sky Q. Complesso. Di certo quello di Perform, che detiene DAZN, non è un assist a Sky ma un vero accordo che porta probabilmente più vantaggi alla nuova internet tv.

I dettagli dell’accordo Sky-DAZN

Oltretutto, se la Serie B esisterà ancora l’anno prossimo, sarà DAZN a trasmetterla. Ma è uno scenario che va ovviamente oltre l’Italia. DAZN ha già aperto in Germania, Austria, Svizzera, Canada, recentemente Stati Uniti, e sta puntando al piatto ricco della Champions League. Perform ha sfruttato a suo favore l’esistenza di bandi per aggiudicarsi i diritti TV delle partite via streaming e web, con i cambiamenti tra i consumatori (sempre più online, o con sempre più smart tv in casa) che fanno gioco di sponda.

Interessante notare come funziona DAZN dove già opera: una piattaforma multi-sport a pagamento, dove con una quota fissa mensile (in Italia sarà 9,99€ al mese) si possono vedere decine di sport diversi in diretta o differita, e fino a due eventi diversi contemporaneamente con lo stesso account. Un modello più vicino a quello di Eurosport che ai giganti del satellitare. Eurosport che infatti non sta a guardare e ha da tempo lanciato degli abbonamenti mensili per i principali avvenimenti dell’anno extra-calcistico.

La certezza è che servono 2 abbonamenti per vedere tutta la Serie A. La novità è che un abbonamento non contempla la possibilità di seguire tutte le partite di una determinata squadra. Il futuro andrà probabilmente ad evolvere o stravolgere ancora questo scenario. In fondo, siamo sicuri che la Lega di A o i singoli club non arrivino presto a vendere direttamente i propri diritti attraverso una nuova piattaforma tv? Se ne è parlato apertamente dopo che la prima asta per i diritti 2018-2021 era andata semi-deserta. Chissà che non sia possibile abbonarsi esclusivamente alle partite di Juventus, Roma, Napoli, Milan o Inter a partire dal 2022…


 

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Classe '90, originario di Rimini e residente a Roma. Sono un maniaco dei dati, dei grafici e delle statistiche: il giorno del sorteggio di Champions League è sempre un bel giorno. Sono quello in bici in mezzo alla strada: se do fastidio mi dispiace. Collaboratore Sportellate.it