Interventi a gamba tesa

Top of the Flop, finali Mondiale

Top

1) Mbappè/Pogba: “Mbappè, che sforzone” direte voi e avete ragione, rispondo io. Spacca la partita come Borriello una ciorra a Formentera. Il secondo più giovane a segnare in una finale mondiale dopo un certo brasiliano che ha fatto diventare il numero 10 “La dieci”. In campo aperto fa più danni di Berlusconi a un G8, ma anche nello stretto e nel tiro dalla distanza. Una fottutissima iena piena di talento. Pogba, invece, è cresciuto in maniera mostruosa. Cazzeggia di meno, copre di più, fa girare la squadra come, quando e dove decide lui. Oggi in campo era quel giocatore da 100 mln di euro: totale. #parBLEUS, voto: doppietta mondiale

Predestinato.

2) Hazard: svetta NETTAMENTE nella covata della migliore generazione che i belgiani abbiano mai prodotto. Classe, carisma e tigna quando deve difendere e aizzare i compagni. Chiude la finale per il podio e ogni discorso su chi sarà a raccogliere l’eredità di Cr7 a Madrid: fotonico. #AzzHard, voto: sayan

Via B/R Football.

3) Perisic/Rebic: Perisic sembrava Cristiano Ronaldo ma quello di Manchester. Una Ferrari in corsia con un contributo di goal pesanti tra cui quello in finale che è una diadema da corona reale. Rebic aveva un passato trascurabile alla Fiorentina ma dopo questi Mondiali, tolte le due di Spagna, di Manchester e il Psg, lo vorrebbe chiunque. Sempre cattivo, sempre presente. Un gran bel giocatore. #DalRameAllArgento, voto: GODrazia

Flop

1) Lloris: il portiere più sopravvalutato della storia dai tempi di Luca Bucci. Karius fonda una chiesa a fine maggio e lui a metà luglio vi aderisce al modico prezzo di una cagata epocale che così, in finale mondiale, neanche i giocatori venduti della Longobarda. Gli va bene, ma molto bene, che gli altri 10 ruoli siano coperti da giocatori fortissimi e autentici fuoriclasse. #AmoreSeiPassatoAlBaretto, voto: porche la putain

Il dribbling del secolo.

2) Kane: prendete la pagella della semifinale e “copiaincollatela”. Un paracarro utile come una scoreggia in Chiesa. Fa il grosso con Panama e la squadra di Julian Ross per poi dileguarsi quando stringono le chiappe. Se un Trippier qualunque tu toglie le prime pagine dei giornali, mi farei un paio di domande, ma non quelle di Marzullo. #PimpMyRide, voto: furbetto del quartierino

3) Modric: doveva essere la summa di tutta la sua carriera, di tutta la sua classe. Il suo retaggio, la sua impresa più grande. L’impressione è che, sia a livello fisico, che soprattutto mentale si sia presentato più scarico di un Bobo Vieri qualunque alla chiusura del Pineta. Peccato, l’impresa e il giocatore eccezionale restano, ma una favola in tempi come questi ci avrebbe scaldato il cuore. #LUKAzzo, voto: sul più bello

Fine delle trasmissioni. Per ora.


 

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Jacopo Landi, sangue misto nato nell'aprile del 1988 in quel di Milano ma in realtà appartenente (in parti uguali), per origini, a: Emilia Romagna, Toscana, Valle d'Aosta, Lazio, Abruzzo ed India. Lavora un po' in tutti i settori possibili, tranne quello del narcotraffico. Matura esperienza come giornalista, prima cinematografico e poi sportivo presso il giornale on-line Italia Post, il sito calciomercato.com e le collaborazioni coi giornalisti Fabrizio Biasin e Alfredo Pedullà. Ha inoltre collaborato con la compagnia teatrale "I Birbanti" e firmato un corto personale "Una birra al bar" tratto da una novella del buon (e sacrosanto) Bukowski. Dal 2013 collabora prima con la Nella Longari arte, poi con la M77 Gallery e infine con la Renata Fabbri Arte contemporanea; prima di tornare nel mondo della produzione in qualità di sceneggiatore. Non potrebbe vivere senza filosofia, donne, cinema, whisky e buona musica. Collabora con Sportellate perché dopo il video di Corona sul "pene" di Adriano non riteneva di poter essere da meno.