Interventi a gamba tesa

Aga Radwanska: “Maga” e meravigliosa


Se conoscete minimamente il tennis femminile e quello maschile, avete in mente le differenze infinite fra i due circuiti. Al maschile, accanto ai tanti picchiatori, terraioli spagnoli, maestri del servizio e dritto, si accostano alcuni giocatori che ci provano a giocare “diverso”. Con volée, smorzate e discese a rete. Al femminile è quasi impossibile pensare di fare risultato senza potenza. Ma forse c’è un eccezione…


Forse mi darete del maschilista ma credo che le partite ATP siano in media molto più belle di quelle WTA. Una partita femminile fa molta più fatica ad allontanarsi dal consueto scambio da fondocampo con corse da un lato all’altro del campo e chiusura a rete solo se è proprio inevitabile. Non che lo spettacolo sia assente, è chiaro che ci sono state e ci saranno partite memorabili fra grandi campionesse, però se pensate al dominio di Serena Williams capite immediatamente quanto la potenza sia importante in questo gioco, la potenza di braccio. È difficile pensare a schemi di serve & volley in una partita femminile. Al maschile l’equivalente di tutto questo mi piace definirlo con l’ondata dei “terraioli spagnoli”. Una brutta razza, omaccioni che si piazzano a fondocampo e ti ributtano di quà qualsiasi palla gli mandi. Puntano a farti sbagliare per disperazione. O al massimo a tirare un buon colpo angolato e profondo su cui non ce la fai proprio ad arrivare. Per fortuna c’è anche altro. Un nome a caso, Federer. Ma anche qualche pazzo francese (Benoît Paire) e qualche personaggio tedesco (Dustin Brown). O giocatori come Mahut, Isner, Karlovic… Molto diversi fra loro, ma con peculiari stili di gioco che li identificano. Tra parentesi, peculiare non significa divertente o appassionante… Cioè, provate a vedervi per intero un Karlovic vs. Isner, o anche solo la semifinale odierna tra Anderson e lo stesso Isner…

Tuttavia il Dio del Tennis ogni tanto sceglie degli individui, e gli concede un talento naturale nel colpire la palla con la racchetta. Questo talento lo possiamo chiamare “tocco” (o come vi pare). Poteva concederlo a me questo talento… Invece le mie volée sono VM18. Per capire cosa intendo con “tocco” andate a vedervi qualche pezzo di bravura al volo di Federer, perchè non siate più increduli ma credenti. Comunque lo scopo di questo articolo non è convertirvi al Federerismo, per quello ne ho scritto un altro.

Direttamente dalla Polonia fino alla seconda posizione nel Ranking WTA (Luglio 2012), fino alla finale di Wimbledon (anno 2012) e fino alla vittoria alle Finals (anno 2016), signore e signori, Agnieszka Radwanska. Un minimo di introduzione: Aga è classe ’89, comincia la sua carriera nel tennis professionistico nel 2006, in un torneo di casa, a Varsavia. Il primo torneo lo vince nel 2007, a Stoccolma. Ha raccolto 20 titoli nel circuito WTA, il più importante, come detto sopra, è stato il torneo di fine anno nel 2016, dove era considerata un outsider, accanto alle più quotate Kvitova, Sharapova, Halep ecc.

Cosa rende così speciale Aga? Riprendiamo un attimo l’inizio di questo pezzo: è raro che al femminile si rinunci alla potenza senza diminuire l’efficacia. Molto matematico: più forza e velocità uguale più probabilità di fare punto. A patto ovviamente di disporre di due colpi ben strutturati e di un servizio migliore di quello della Errani. Radwanska invece non basa la sua strategia sulla potenza, il suo punto forte è l’intelligenza unita a una certa capacità di trovare angoli strettissimi e colpi a sorpresa, come dropshot estremamente ben nascosti, e spesso anche da posizioni e situazioni non congeniali.

Il primo punto di questo video è abbastanza esplicativo: approccio a rete giusto ma lento, poi grandi riflessi e coordinazione.

Ovviamente c’è un rovescio della medaglia. Senza avere a disposizione gli stessi colpi risolutivi delle altre giocatrici al top del Ranking WTA, spesso è incappata in sconfitte nelle fasi decisive dei tornei più importanti, contro giocatrici meno dotate tecnicamente, ma alle cui bordate non riusciva ad opporsi. È evidente che, avendo queste caratteristiche, la superficie a lei meno congeniale è la terra rossa. Infatti dei 20 titoli WTA che ha vinto in carriera, solo in due casi la superficie di gioco era la terra, mentre al Roland Garros solo in un’occasione è riuscita raggiungere i quarti di finale (strano ma vero allo US Open ha fatto peggio).

Estremamente tipico di Radwanska è un colpo di controbalzo da fondocampo, eseguito, sia con il dritto che con il rovescio, abbassandosi piegando le ginocchia. È un tiro che richiede molta coordinazione e molta tecnica, che Aga può usare per spostare l’avversaria, se questa colpisce da un lato del campo la palla gli viene rispedita da quello opposto, oppure come colpo difensivo se si trova in una posizione non congeniale nei confronti della palla.

Non la posizione più congeniale per colpire la pallina…

Non è facile essere tifosi di una tennista così talentuosa, che però, evidentemente, non riuscirà mai a conseguire i risultati che forse meriterebbe.  Inoltre, negli ultimi due anni, Aga ha faticato a mantenere quel livello di gioco che gli aveva garantito di arrivare fino alla seconda posizione della classifica WTA (anche a causa di un infortunio nel 2017). Nonostante abbia faticato molto spesso nei tornei dello Slam (vanta solo una finale, a Wimbledon nel 2012), è riuscita a ottenere la sua più prestigiosa vittoria nel master di fine anno nel 2015. Arrivata come un outsider, da numero 5 della Race e senza grandi risultati nella seconda parte della stagione, riesce a passare la fase a gironi solo con un mezzo miracolo. Perde due partite su tre, contro Maria Sharapova e Flavia Pennetta, e batte solo Simona Halep. La siberiana conclude la primo posto il raggruppamento con tre vittorie, le altre tenniste sono appaiate nel punteggio, e Aga la spunta solo al coefficiente set (ne ha vinto uno in più delle avversarie). In semifinale l’avversaria è Garbine Muguruza. La futura campionessa del Roland Garros e dei Championships ha perso solo un set nel suo gruppo. La partita è tesa, l’iberica però si fa rimontare dopo avere vinto il primo set al tiebreak. Questa semifinale verrà votata dai fan come la partita dell’anno 2015. Nell’altra invece Petra Kvitova elimina la Sharapova in due set. La tennista ceca è favorita, forte di un’ottima condizione e dei precedenti che dicono 6 a 2 per lei (ha vinto anche l’unico precedente disputato quell’anno). Tuttavia questa fiaba ha un lieto fine, in tre set, 6-2, 4-6, 6-3, Agnieszka Radwanska vince il titolo più importante della sua carriera.

Avrete capito che, per noi fan di Aga, le soddisfazioni sono meno delle emozioni che ci regala. Tuttavia, con un pò di ingenuità e un bel pò di ottimismo, io ci spero ancora che un giorno riesca a vincere quello Slam che coronerebbe davvero la sua carriera. Wozniacki e Halep hanno rotto il tabù quest’anno. Impossibile per Aga? Sognare non costa nulla.


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Nato a Monza il 22/01/1992. Segue lo sport fin da bambino, soprattutto il calcio. Si innamora del tennis negli anni delle scuole medie, anche e soprattutto grazie all'immenso Re Roger Federer, di cui è fan sfegatato. Tifoso del Milan fin da piccolo. Laureato in Matematica. Segue anche lo sci durante la stagione invernale.