Interventi a gamba tesa

Rivoluzione Ronaldo


L’amore, si sa, nasce nei luoghi e nei modi più disparati. Mai però avremmo pensato che il colpo di fulmine capace di incendiare l’estate italiana, riempiendo pagine e pagine dei giornali nostrani, potesse scoccare durante una rovesciata. Il 3 aprile scorso al sessantaquattresimo minuto Cristiano Ronaldo segnava il gol più bello che si sia mai visto allo Juventus Stadium, uno dei più belli della storia del calcio, ricevendo la standing ovation del pubblico bianconero. Pochi giorni dopo Ronaldo si ripete, realizzando il rigore decisivo nei minuti di recupero e, nei fatti, ponendo fine ad una grande infatuazione, quello tra la Vecchia Signora e la conquista della Champions League. Poi, in un giorno di luglio, succede l’imponderabile, le voci si rincorrono, le parti si avvicinano, la vittima e il suo carnefice si ricongiungeranno, per celebrare un nuovo matrimonio. CR7 e la Juventus, insieme per un unico obiettivo: la conquista della Champions.


With no regard for human life.

Definire questo colpo di calciomercato è complicato, perché coinvolge troppi aspetti. Cristiano Ronaldo non è un semplice giocatore di calcio, è molto di più, specialmente nell’era in cui viviamo, quella dei media e delle comunicazione. In questo articolo proveremo a capire cosa comporta questo trasferimento, analizzando pro e contro di quello che è già stato ribattezzato il “Colpo del secolo”, concentrandosi su cinque caratteristiche di Cristiano Ronaldo. Le elencheremo in ordine alfabetico, proprio perché stabilire una gerarchia a livello di importanza sarebbe troppo difficile.

CR7 come Brand

122 milioni di fan su Facebook. 134 milioni di followers su Instagram. 74 milioni di seguaci su Twitter. La personalità più seguita nel mondo, più del presidente degli Stati Uniti, più delle grandi pop-star. Questi i “numeri social” del fenomeno di Madeira. La Juventus, sua futura squadra, sommando i propri numeri non arriva a pareggiare quelli di CR7 sul solo social Facebook. Solamente questi dati basterebbero a far capire come Ronaldo non sia solamente una macchina da gol, bensì rappresenti un autentico marchio paragonabile ai grandissimi campioni del mondo dello sport (Mayweather e Roger Federer su tutti), ma soprattutto un brand che non ha nulla da invidiare ai colossi del mondo industriale che, non a caso, fanno spesso a gara per assicurarselo come testimonial. Sono questi numeri, oltre al valore tecnico, a giustificare i 105 milioni spesi dalla società sportiva (per azioni, non dimentichiamolo) Juventus per un giocatore di 33 anni, che percepirà anche una discreta sommetta in occasione della sua avventura torinese: 30 milioni per 4 anni. Un colpo geniale di Marotta e Paratici, una grande vittoria manageriale per la Juventus, nonostante il costo.

Prima (cioè ieri).

Oggi.

CR7 come Calciatore (ma anche come Campione)

E qui si passa all’aspetto tecnico. Come integrare un giocatore come Cristiano Ronaldo nel sistema tattico juventino? Apparentemente la risposta è semplice, Ronaldo è un fenomeno, ed è la squadra a dover giocare intorno a lui. Vero, ma non così scontato. CR7 nel tempo ha evoluto il suo gioco, rinunciando a parte delle sue qualità nel dribbling e trasformandosi in un feroce realizzatore d’area. In ragione di questo fatto, la prima probabile conseguenza sarà l’abbandono del 4-2-3-1, sistema poco congeniale al portoghese, in favore di un 4-3-3 in stile Real Madrid versione Zidane, che ne possa esaltare maggiormente le caratteristiche, integrandolo con le qualità di gente come Dybala, Mandzukic e Douglas Costa.

La sostenibilità del sistema dovrà essere garantita dalla grande fisicità del centrocampo, che l’anno prossimo oltre che sui polmoni di Matuidi potrà contare sulla prestanza di Emre Can. A fare spazio a Cristiano Ronaldo, invece, sarà presumibilmente Gonzalo Higuain, richiesto dal Chelsea di Sarri e passato in poco tempo da stella ad esubero dell’attacco bianconero. Ci sarà comunque anche qualche grattacapo da risolvere per Allegri, infatti Ronaldo è un giocatore solidissimo dal punto di vista fisico (ha recentemente dichiarato di avere il corpo di un 23enne), ma negli ultimi anni è stato gestito da Zidane, che spesso non l’ha convocato per alcune partite di Liga con l’obiettivo di portarlo al top della forma per il momento clou della stagione. In Italia sarà un progetto replicabile? Un grande punto di domanda.

CR7 come Legacy

Pochi giorni prima dell’affare Ronaldo-Juventus il mondo del basket americano è stato sconvolto, in maniera davvero simile, dal concretizzarsi di una liaison altrettanto affascinante, quella tra il miglior giocatore della lega Lebron James e la squadra più cool d’America, i Los Angeles Lakers. James e Ronaldo hanno un grande punto in comune: sono probabilmente i due sportivi più influenti del mondo degli sport di squadra. Ciò significa che assicurarsi Ronaldo, così come assicurarsi James, implica un cambiamento anche sul morale di compagni di squadra ed avversari. Entrambi sono i primi ad arrivare al centro sportivo e gli ultimi a lasciarlo. Come ha dimostrato con la nazionale portoghese, prima all’Europeo e poi al Mondiale, Cristiano Ronaldo sa quindi essere un trascinatore. Questo può avere due possibili conseguenze sui suoi compagni di squadra: i più solidi dal punto di vista psicologico non possono che migliorare le proprie prestazioni sapendo di giocare al fianco di un giocatore come Ronaldo, mentre i più fragili rischiano di perdersi e di essere oscurati dall’ombra di un vero e proprio mostro sacro. Dovrà essere brava la società Juventus a bilanciare e mettere una pezza soprattutto su questi ultimi (si legga tra le righe il nome di Paulo Dybala). Inoltre la legacy di Ronaldo sposta gli equilibri anche rispetto all’approccio delle squadre avversarie, molti difensori scenderanno in campo con l’autentico terrore di dover fronteggiare un cinque volte Pallone d’oro, e questo comporterà una più alta percentuale di errori difensivi ed un maggiore spazio per i compagni.

Domanda da un milione di dollari.

CR7 come Sfida

Questo trasferimento non si sarebbe mai realizzato senza che il desiderio venisse proprio da lui, proprio dal portoghese. Dopo 3 Champions League in fila, la sorpresa dell’abbandono di Zinedine Zidane e i soliti problemi con il fisco spagnolo, Ronaldo ha manifestato la voglia di una sfida nuova. E quale sfida sarebbe stata migliore della Juventus? Con i bianconeri si sono unite le tessere del puzzle, Ronaldo potrà contemporaneamente provare a vincere in un campionato in cui non si è mai cimentato, a dimostrare di poter segnare molto anche nella lega considerata, dal punto di vista difensivo, la migliore del mondo, e soprattutto potrà provare a regalare un sogno ai suoi nuovi tifosi, la conquista della tanto desiderata Champions League. Attenzione però al rovescio della medaglia: questo acquisto espone la Juventus in una maniera fortissima, se si acquista Ronaldo, e lo si aggiunge ad una squadra arrivata al massimo della sua maturità collettiva, non ci si può nascondere, si deve vincere, e basta. Non ci sarà più spazio per le frasi del tipo “Il primo obiettivo è la conquista dell’ottavo scudetto” e “La Champions viene dopo”, perché con Ronaldo la Juve si siede al tavolo delle super favorite e non può sbagliare. In questo senso la patata bollente passa nelle mani di Allegri, vero vincitore dell’estate juventina, che dovrà essere bravo nell’opera di deresponsabilizzazione di tutto l’ambiente.

CR7 come Traino (per tutti…)

Se siete tifosi juventini sappiate che vi stiamo vedendo. Probabilmente in questo momento state mettendo mano al portafoglio, cercando in internet il prezzo della maglia numero 7 (Cuadrado permettendo, ma non crediamo ci siano particolari problemi) con la scritta “Ronaldo” in cima. Ecco, sappiate che non siete gli unici. Ogni tifoso lo sta facendo e questo rende l’idea del ritorno economico che la Juventus potrà ottenere dal merchandising, i prezzi dei biglietti e degli abbonamenti aumenteranno in modo giustificato ed il nome di Ronaldo permette di penetrare mercati nuovi, specialmente all’estero. È vero, la cifra sborsata è ingente, ed infatti si renderà necessaria la partenza di almeno un top player (Higuain e Alex Sandro sono due nomi in partenza), ma il ritorno a livello di marketing, di comunicazione e di risonanza mediatica rischia di essere ancora più grosso, come nel caso della famosa farfalla che sbatte le ali e causa un terremoto dall’altra parte del mondo, una farfalla portoghese con il numero 7.

Il tributo di Marca.

Non solo, l’operazione Ronaldo è un enorme opportunità per tutto il movimento calcistico italiano, che potrebbe vivere nello stesso anno il suo punto di minimo storico e la conseguente opportunità di rinascita. È vero che i diritti tv per l’Italia sono già stati assegnati, ma restano da vendere parte di quelli per l’estero, e all’estero siamo certi che tutti vogliano vedere Cristiano Ronaldo giocare. Inoltre Ronaldo potrebbe restituire quella credibilità e quell’appeal che è spesso mancato al calcio italiano dagli ultimi anni, con un acquisto di un clamore tale da poter essere paragonato solamente a quello per il passaggio di Maradona al Napoli o di Ronaldo (il Fenomeno brasiliano all’Inter). Più opportunità e più soldi per tutti dunque, soprattutto se Ronaldo dovesse fermarsi nello Stivale per più di un anno, attirando nuovi campioni, anche nelle squadre rivali, ma per questo servirà anche un grande contributo da parte della Lega Calcio e ai Presidenti di tutte le società. Tutti insieme, sfruttando anche le 4 squadre in Champions League, si può riportare il calcio italiano nell’Olimpo internazionale.


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Alessandro Ginelli, nato a Cremona il 23/11/1996, da quel giorno vivo grazie all’aria, al cibo e allo sport. Una presenza in serie D allo stadio Euganeo di Padova in Atletico San Paolo - Fiorenzuola è il ricordo più bello e romantico riguardo la mia carriera di calciatore, da lì ho peró abbandonato il sogno di fare del calcio un lavoro grazie ai miei piedi e da un paio d’anni sogno di farlo grazie alle mie parole e alle mie opinioni. Per questo obiettivo studio Comunicazione, media e pubblicità presso l’Università IULM di Milano e coltivo il sogno di diventare giornalista sportivo. Scegliere quali sport mi piacciano di più sarebbe piuttosto difficile, quindi facciamo così: non mi piace granchè il golf.