Interventi a gamba tesa

Top of the Flop, quarti Mondiale

Top

1) Francia: antipatici come un attacco di emorroidi, ma oggettivamente dannatamente forti (centrocampo e attacco) e giovani. Azz. Tutti parlano di Grizou e Mbappè ma la vera gemma di questa Francia è la perla nera “N’GODO” Kantè. Si sbarazzano agilmente di un Uruguay in versione Maradona sbronzo a Napoli e si presentano alle semifinali col membro in tiro, tipica grandeur francese, diciamo che nella finale dell’Europeo casalingo non gli ha detto benissimo ma le prospettive e la maturità sembrano decisamente diverse #PerleBlu, voto: acquilotti

2) Belgio/Hazard: squadra fotonica, bel gioco, pragmatico e di ripartenze fulminanti. Quello che fa Lukaku sul goal del 2-0 al Brasile è da antologia del gioco ma, mi spiace, Eden Hazard sta dipingendo calcio e portando a ripetizioni tutti gli avversari incontrati fin’ora. Un fattore, un crack, sempre decisivo, sempre determinante, nell’economia del gioco belga lui è il ministro di economia, welfare e interni. #MaestroSplinter, voto: fino alla fine

Una delle migliori prestazioni di un singolo nella storia dei Mondiali.

3) Inghilterra/Southgate: considerando che hanno vinto in Mondiale, in casa, e senza la certezza di aver segnato il goal decisivo, la facilità con cui l’Inghilterra è arrivata in semifinale fa paura. Vero che gli avversari non sono stato irresistibili ma la squadra di Southgate, vero talismano della spedizione inglese, ha schiacciato tutte le compagini opposte. Si pensava che l’apice si fosse raggiunto con la generazione di Beckham, Gerrard e Lampard, diciamo che l’Inghilterra quest’anno ha almeno ventuno giocatori fotonici e un terzino modello Santon, Walker. #GodSaveTheQueen, voto: per la corona

Flop

1) Muslera: Karius, Caballero, Muslera, Donnarumma… diciamo che dalla Cina ci giunge la notizia che non sia proprio l’anno dei portieri. Nella partita decisiva con Cavani fuori, Suarez in condizione per l’all you can eat… Muslera ha dato il proprio contributo decisivo, in negativo. Fa più danni di Belen a un convegno di segaioli precoci. Diciamo che mi immagino la pacata reazione dei tifosi laziali al pensiero che Nando non difenda più i loro pali. #Miaaaaaa, voto: Nando mani di merda

Mamma mia che roba brutta.

2) Russia: intanto hai Putin come primo ministro che se non vinci ti spedisce a fare ferragosto in Siberia e già questo dovrebbe caricarti a bestia. Passi in vantaggio ma regali un gollonzo del pareggio che manco la Gialappa’s. La riacciuffi a due minuti dalla fine e poi vai a tirare i rigori dopo i tutorial di Pellè e Zaza? Ma siamo seri ? #InsalataRussa, voto: charter per la Siberia

3) Brasile/Tite: la democrazia corintiana, il capitano che cambia, la maglia giallo e verde, la storia. Tutto molto bello, tutto. Poi mi spiegherete perché far giocare un 9 che non ha messo un goal, uno, e perché Firmino e Douglas Costa abbiano visto il campo così poco, neanche fossero argentini. Il Brasile è 4 Mondiali che non vince, record negativo quasi eguagliato, occhio al prossimo ma fino ad allora #SoooooooooooooottoLaDoccia, voto: Trenino d’addio

Fine delle trasmissioni.
Per ora.


 

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Jacopo Landi, sangue misto nato nell'aprile del 1988 in quel di Milano ma in realtà appartenente (in parti uguali), per origini, a: Emilia Romagna, Toscana, Valle d'Aosta, Lazio, Abruzzo ed India. Lavora un po' in tutti i settori possibili, tranne quello del narcotraffico. Matura esperienza come giornalista, prima cinematografico e poi sportivo presso il giornale on-line Italia Post, il sito calciomercato.com e le collaborazioni coi giornalisti Fabrizio Biasin e Alfredo Pedullà. Ha inoltre collaborato con la compagnia teatrale "I Birbanti" e firmato un corto personale "Una birra al bar" tratto da una novella del buon (e sacrosanto) Bukowski. Dal 2013 collabora prima con la Nella Longari arte, poi con la M77 Gallery e infine con la Renata Fabbri Arte contemporanea; prima di tornare nel mondo della produzione in qualità di sceneggiatore. Non potrebbe vivere senza filosofia, donne, cinema, whisky e buona musica. Collabora con Sportellate perché dopo il video di Corona sul "pene" di Adriano non riteneva di poter essere da meno.