Interventi a gamba tesa

Top of the Flop, ottavi Mondiale


Top

1) Francia: “ma no che dici con Griezmann e Pogba “clamorosi” “ccccezionali”. Scusate signori cari, eh, ma invece quel motore Ferrari che sfreccia sulle pampa argentine piazzando una doppietta agli ottavi che Cr7 e Messi possono accompagnare solo? K. Mbappè un motore a reazione nel cuore della nazionale più antipatica del globo terracqueo. Dio quanto è forte, Dio quanto è impietoso il confronto quando pensiamo che il nostro talento in rampa di lancio è Berardi. Oh bon Dieu. Questa Francia Mondiale è bella e cattiva, come le parigine che poi te le inforni lo stesso ma con quel retrogusto d’impresa ti resta comunque. Adesso sta a loro: meno Napoleone e linea Maginot e più Zidane & Co ’98 #TurboGalli, voto: Mbappè in F1

Hai detto Francia 98?

2) Svezia: “Al posto loro potevamo esserci noi” is the new “Fiuuu che caldo”. Risultato identico, schiaffi sul prepuzio a non finire. Detto che i nostri ormai hanno problemi anche a infarcirsi le gold digger di Formentera, questa Svezia ha una cazzimma che noi neanche se ci facessimo di Md al concerto di David Guetta. Poche cose ma tutte fatte benissimo, non prendono goal neanche con un attentato. Una Svezia vichinga. Una Svezia che piace. Onore a voi #CavalieriDelloZodiaco, voto: conquistare e conquistare ancora

3) Uruguay: vi ricordate Aldo, Giovanni e Giacomo: “Se la mattina spacchi le pietre al pomeriggio scavi le buche, se al mattino scavi le buche al pomeriggio spacchi le pietre. Se al matt…” “Spacchi le palle, il pomeriggio pure”. Ora applichiamolo all’Uruguay “Se non segna Suarez ci pensa Cavani. Se non segnano entrambi prova a passare il loro centrocampo. Se passi il centrocampo, prova a superare Gimenez e Godin. Però se superi tutti e tre e aggiri le tattiche del professore nostalgico Tabarez, allora ti trovi davanti Muslera e te lo spani che è un piacere”. Punto. #CheSquadra, voto:Fortissimi

Una delle immagini più belle di questo Mondiale.

Flop

1) Spagna: il tiki taka, la simpatia di Diego Costa, la correttezza di Sergio Ramos. “Ciao, ciao, in culo a te te e te”. Possesso palla del 99%, ai quarti di finale trovano Bobo Vieri sulle spiagge di Riccione #adios, voto: Pollos Arrostos

1114 passaggi, uno più inutile dell’altro.

2) Argentina: hanno tre allenatori, più un quarto in incognito sugli spalti, riescono a perdere anche le partitelle del giovedì. Messi perde definitivamente la A in coda al nome. Higuain e Dybala utili come un buco del culo sul gomito. Tagliafico, basta il nome. Otamendi dovrebbe giocare per il Guantanamo United. Sampaoli non si capisce cosa ci faccia fuori dalle porte del Byblos. Un accrocchio di sperperi che spiega molto bene il lato triste dell’Argentina. #Aiaiai, voto: messi da parte

3) Messico: spacchi natiche con gioco champagne a destra e manca e appena arrivi al dentro o fuori, dove per altro non parti favorito, sbagli tutto lo sbagliabile spianando la strada al Brasile. L’unica cosa che ti rimaneva da fare (e nella quale per altro sei maestro) era sequestrare Neymar ma hai già iniziato la siesta e trafughi Fernandinho. Male male Mexico, #otra vezvoto: delusione

Menzione speciale

Belgio-Giappone: i Belgi hanno rischiato di vivere lo psicodramma del secolo a 18 anni dall’inizio dello stesso. Nel mezzo, come spesso capita, una serie di sfighe che neanche Bruno Pizzul. Il Giappone tuttavia è già nostalgia, popolo di baluba (intendiamoci), sei avanti di due goal, paghi altezza e fisico e fallo il bombardamento definitivo. E invece no, comunque una partita bellissima, forse la più divertente. E il commiato giapponese è eccezionale. Romanticismo e nostalgia. Solo applausi. #eleganza, voto: applausi

Fine delle trasmissioni. Per ora.


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Jacopo Landi, sangue misto nato nell'aprile del 1988 in quel di Milano ma in realtà appartenente (in parti uguali), per origini, a: Emilia Romagna, Toscana, Valle d'Aosta, Lazio, Abruzzo ed India. Lavora un po' in tutti i settori possibili, tranne quello del narcotraffico. Matura esperienza come giornalista, prima cinematografico e poi sportivo presso il giornale on-line Italia Post, il sito calciomercato.com e le collaborazioni coi giornalisti Fabrizio Biasin e Alfredo Pedullà. Ha inoltre collaborato con la compagnia teatrale "I Birbanti" e firmato un corto personale "Una birra al bar" tratto da una novella del buon (e sacrosanto) Bukowski. Dal 2013 collabora prima con la Nella Longari arte, poi con la M77 Gallery e infine con la Renata Fabbri Arte contemporanea; prima di tornare nel mondo della produzione in qualità di sceneggiatore. Non potrebbe vivere senza filosofia, donne, cinema, whisky e buona musica. Collabora con Sportellate perché dopo il video di Corona sul "pene" di Adriano non riteneva di poter essere da meno.