Interventi a gamba tesa

Wimbledon 2018: istruzioni semiserie per l’uso


Il seguente foglio illustrativo si pone l’obiettivo (assolutamente non banale) di provare ad orientare il lettore in una corretta fruizione di un prodotto presente sul mercato da ben 141 anni, ma che nonostante ciò rimane di difficile interpretazione per quella sua romantica capacità di rinnovarsi continuamente nelle forme e nei contenuti. Il prodotto in questione è stato fondato, nella sua lingua originale, con il nome di The Championships, ma è più conosciuto al pubblico come Torneo di Wimbledon. Nello specifico questo pezzo sarà dedicato alla prossima edizione dei Championships, altresì noto come Wimbledon 2018.


INDICAZIONI PREVENTIVE

Il torneo di Wimbledon 2018 si terrà nella consueta cornice dell’All England Lawn Tennis and Croquet Club, situato nell’omonima località di Wimbledon, Londra (GB) nei giorni compresi tra il 2 luglio e il 15 luglio 2018. In queste due settimane sui 19 campi in erba si terranno vari tornei, tra cui vanno sicuramente ricordati: il singolare maschile, il singolare femminile, il doppio maschile, il doppio femminile e il doppio misto (il foglietto che state leggendo, per limiti di tempo e spazio, si occuperà solamente dei primi due). Prima di cominciare ecco un’importante avvertenza per gli appassionati sportivi: quest’anno la finale del singolare maschile si terrà il 15 luglio alle ore 14, mentre alle 17 del medesimo giorno è in programma la finale del Mondiale di calcio.

Di seguito aggiungiamo dunque tre soluzioni per riuscire nell’impresa di seguire entrambe: a) Sperare che la finale di Wimbledon si concluda in circa un’ora di gioco con un risultato del tipo 6-0, 6-1, 6-0. b) Augurarsi che una grandinata di dimensioni apocalittiche si abbatta su Mosca verso le 16.43, costringendo gli organizzatore a posticipare di un paio d’ore il calcio d’inizio. c) Munirsi di un paio di televisori e/o schermi alternativi per poter seguire contemporaneamente entrambi (meglio 3 se siete interessati di motori dato che quel giorno ci sarà anche il motomondiale al Sachsering).

PRECAUZIONI PER L’USO

Come ben sapete il clima inglese è assai particolare. Direte voi: “è luglio, splenderà il sole”. No, a Wimbledon piove, quasi sempre. Se avete intenzione di andare a vedere le partite dal vivo ricordatevi di portare con voi l’ombrello, se invece la vostra idea è di guardare gli incontri comodamente spaparanzati sul vostro divano allora armatevi di pazienza, poiché la pioggia potrebbe farli slittare e/o cancellare. Per ovviare al problema comunque l’organizzazione dei Championships ha costruito sul campo centrale un tetto che consenta di giocare anche con la pioggia. E da questa edizione il tetto arriva anche sul campo uno.

Un grande classico.

DOSI E MODO D’USO

Per chi cerca soltanto una mezza risata senza particolare interesse per lo svolgimento del torno questo paragrafo è sconsigliato. Qui l’obiettivo è infatti l’analisi seria (o quasi) di ciò che accadrà nelle prossime due settimane nel torneo più importante dell’anno per quanto riguarda il mondo del tennis. Troverete poche cose che vi faranno ridere, eccetto i pronostici smentiti già al termine della prima giornata di incontri.

La prima operazione da svolgere, al fine di perseguire questo arduo scopo, è la distinzione e la separazione tra il torneo maschile e quello femminile. Cominceremo da quello maschile, non per una scelta sessista, bensì perché è il torneo con più carne al fuoco.

Wimbledon 2018 doveva essere il torneo del ritorno dei “magnifici sette”, ovvero dei sette giocatori capaci di vincere almeno uno slam all’interno dello stesso tabellone a distanza di quasi un anno dall’ultima volta. Il ritiro di Murray, avvenuto nella giornata di ieri, oltre ad aver fatto infuriare buona parte della stampa britannica, ha impedito questa reunion. “Non sono pronto per giocare una match sui 5 set”, ha detto Andy, noi gli vogliamo bene e gli crediamo. Senza l’uomo che ha riportato Wimbledon nel Regno Unito a più di 70 anni da Fred Perry, i campioni Slam in gara restano dunque 6, il che ci consente di stilare un’ipotetica griglia in stile Formula 1, dove la prima fila è chiaramente occupata dai soliti due: Roger Federer e Rafael Nadal. Roger insegue il suo nono titolo ai Championships (sì, avete letto bene, nove (9)) ed ambisce a tornare numero uno del mondo, posto occupato in questo momento dal suo eterno rivale. Come arrivano a questo appuntamento i due? Federer, come l’anno scorso, ha scelto di saltare la stagione sulla terra per preservare energie, ha vinto a Stoccarda ma ha scricchiolato ad Halle (da sempre considerato il suo giardino di casa) dove ha perso in finale con Coric senza mai convincere del tutto. È in pole position per la vittoria finale, ma con riserva. Rafa invece non ha giocato alcun torneo di preparazione sull’erba e negli ultimi anni ha preso alcuni discreti pali in faccia in questo torneo (Kyrgios e Gilles Muller insegnano), ma l’obiettivo di rimanere numero uno lo rende comunque pericoloso. In seconda fila ecco Marin Cilic e Novak Djokovic, freschi finalisti al Queen’s, entrambi in un buono stato di forma.

Finalona.

Il croato è probabilmente arrivato al suo stadio evolutivo finale, ha una maturità totale, un servizio efficace e tanta voglia di vincere, mentre il serbo vuole tornare ufficialmente ad alti livelli e questa è un’occasione da non farsi sfuggire. In terza fila infine ci sono Del Potro e Wawrinka, entrambi sempre alle prese con problemi fisici e con primi turni non semplici (rispettivamente Gojowczyk e Dimitrov). Il tabellone è leggermente più aperto nella parte alta, dove Federer dovrebbe avere vita facile fino agli ottavi, lì probabilmente avrà la sua possibilità di rivincita contro Coric e se supererà gli ottavi lo attendono (salvo sorprese) uno tra Querrey e Anderson nei quarti e Cilic in semifinale. Lo scontro con Nadal si avrebbe dunque solamente in finale, ma a condizione (tutt’altro che scontata) che il maiorchino superi le varie insidie della parte bassa del tabellone, che rispondono al nome di Djokovic, Sasha Zverev e Shapovalov. Se volete due nomi a sorpresa per le vostre scommessine del venerdì vi consigliamo di stare attenti a Mischa Zverev e a Coric.

Capitolo femminile: al Roland Garros è tornata in campo Serena Williams, che si candida ad essere la grande protagonista di quest’edizione di Wimbledon. Il solo fatto che la neo-mamma sia iscritta fa di lei la favorita, in ragione della sua legacy, ma le avversarie ci sono e sono agguerrite. Segnaliamo tra queste Petra Kvitova e la campionessa uscente Garbine Muguruza, che ha tanti punti da difendere. Se ci dovessero chiedere due nomi che potrebbero fare da outsider diciamo Wozniacki e Krunic. Per il resto, come spesso accade nel tennis femminile, regna l’incertezza, ergo tenetevi pronti a tutto, anche ad una finale senza teste di serie.

AVVERTENZE (TRICOLORI)

Se due anni fa qualcuno ci avesse detto che avremmo avuto nove giocatori nel main draw di Wimbledon lo avremmo quasi sicuramente spernacchiato in modo brutale, ed invece sarà proprio così. Dopo l’exploit di Marco Cecchinato agli Open di Francia ecco un altro segnale importante della rinascita del nostro tennis al maschile. È vero, Sonego e Bolelli sono stati ripescati come Lucky Loser, ma ogni rinascita ha bisogno di un po’ di fortuna. Tra l’altro dei nove italiani solo Berrettini ha pescato una testa di serie (l’americano Jack Sock), mentre Stefano Travaglia avrà vita dura contro Millman. Tutti gli altri se la possono giocare apertamente (Cecchinato con il qualificato De Minaur, Seppi contro Smith e Fognini contro il giapponese Taro Daniel), e sperare di trovare almeno un italiano negli ottavi di finale, a noi non costa proprio nulla.

Chiaramente per uno strano principio termodinamico del mondo del tennis italiano, se il settore maschile cresce, contemporaneamente la nostra “area rosa” affronta una crisi, che porterà nel tabellone principale la sola Camila Giorgi, da anni attesa ad una consacrazione definitiva. A Wimbledon ha sempre giocato benino, chissà non possa essere la volta buona. Sì, come avete capito siamo utopici e speranzosi, se gli italiani dovessero uscire tutti al primo turno non venite a cercarci.

Forza Camila!

CONTROINDICAZIONI

Durante le due settimane di gioco è possibile che, in qualche monento, arriviate a pensare di avere contratto un disturbo della vista che vi consenta di vedere solo il colore bianco per le divise di atleti ed atlete. Non preoccupatevi, sono davvero vestiti tutti di bianco, è la tradizione londinese. Altri effetti collaterali potrebbero giungere intorno alla prima settimana, quando i campi cominceranno a consumarsi intorno alla linea di fondo, in quel momento se affronterete una conversazione con un uomo intorno alla cinquantina vi dovrete per forza confrontare con la sua nostalgia del tennis del serve and volley sistematico, che consumava l’erba più vicino alla rete. Se sarete particolarmente sfortunati da incontrare un uomo particolarmente malinconico probabilmente dovrete ascoltare anche qualche minuto di sproloquio sulla Guerra Fredda e su Elvis Presley. Non pensateci, rilassatevi, magari prendetevi un tranquillante, magari con un foglietto illustrativo più serio di questo.


 

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Alessandro Ginelli, nato a Cremona il 23/11/1996, da quel giorno vivo grazie all’aria, al cibo e allo sport. Una presenza in serie D allo stadio Euganeo di Padova in Atletico San Paolo - Fiorenzuola è il ricordo più bello e romantico riguardo la mia carriera di calciatore, da lì ho peró abbandonato il sogno di fare del calcio un lavoro grazie ai miei piedi e da un paio d’anni sogno di farlo grazie alle mie parole e alle mie opinioni. Per questo obiettivo studio Comunicazione, media e pubblicità presso l’Università IULM di Milano e coltivo il sogno di diventare giornalista sportivo. Scegliere quali sport mi piacciano di più sarebbe piuttosto difficile, quindi facciamo così: non mi piace granchè il golf.