Interventi a gamba tesa

Basket e musica, insieme in NBA


La musica si interessa dell’NBA come fenomeno di intrattenimento e di spettacolo. Ma quanti giocatori si interessano di musica tanto da arrivare addirittura a farla? 


Musica e mondo NBA sono legate da sempre. Spesso vediamo numerosi cantanti tra le prime file del pubblico durante le partite. Per esempio Drake è quasi sempre presente a quelle casalinghe dei Toronto Raptors, oppure Rihanna ha frequentato quasi tutte le arene della Lega, e non solo quelle in questo caso…

Ma qualcuno, oltre a essere tifoso, ha anche deciso di investire dei milioni in quote societarie delle franchigie. La famiglia Jay-Z ne è un esempio: lui è stata socio di minoranza dei Nets quando questi si sono trasferiti a Brooklyn, mentre si parlava di Beyonce come socia di una cordata per comprare i Rockets ma l’affare non andò a buon fine. Ci sarebbe anche Will Smith che sarebbe socio dei Sixers, anche se forse andrebbe considerato più attore che cantante, ma in quella famiglia si sa che fanno un po’ di tutto.

Giudicate voi…

Abbiamo capito quindi che al mondo della musica piace ruotare intorno all’NBA, ma il legame è così forte perché l’interesse è ricambiato. Non si fa riferimento solo al fatto che i giocatori, fuori dal campo, indossano sempre le cuffie, ma qualcuno dei più arditi prova anche a cantare, più precisamente a rappare.

Andiamo ad analizzare in sintesi gli “artisti” in questione. Mi raccomando però non siate cattivi. Per farvi capire: la qualità canora è più simile al livello di una partita di regular season tra squadre medio-scarse che ad una finale playoff.

IMAN SHUMPERT

Iniziamo dall’ex giocatore di Knicks e Cavs, ora in forze ai Sacramento Kings. La sua carriera è in un periodo abbastanza buio forse proprio perché distratto dall’uscita del suo ultimo EP Substance Abuse, pubblicato in aprile di questo anno. Non è neanche il primo, nel 2016 pubblicò Shumpman: The MD. Si può capire subito cercando le canzoni di Shumpert su Spotify o su YouTube, che su questa storia della musica lui ci creda tantissimo, forse per l’influenza della moglie Teyana Taylor, cantante di professione con la quale ha fatto anche diversi featuring. Che il ragazzo fosse un tipo particolare e amante della musica è cosa nota, come quando Teyana dovette partorire nel bagno di casa e lui tagliò il cordone ombelicale con il cavo delle cuffie.  Su YouTube ha aperto il canale Iman. sul quale carica per lo più la sua musica e i video delle sue canzoni.

Quella su cui vogliamo mettere la nostra attenzione è Anarchy. Il video ambientato a New York parte già bene con Iman che finge di telefonare con la scarpa, poi c’è la strofa di un rapper di cui francamente ci importa poco, ma poi attacca lui. Per prima cosa si deve commentare l’outfit: tre orologi d’oro su un unico polso, maglia di Anthony portata al contrario, collane e scarpa rossa portata come cappello. A sensazione poteva andare anche peggio. Musicalmente invece non è male, si lascia sentire e questo già sorprende. Apprezzato anche il timbro di voce. Bravo Shumpert ma comunque non lasciare andare il basket, che qualcosa ti ha dato, specialmente nel 2016.

DAMIAN LILLARD

Anche la star di Portland è un appassionato di rap. Ha addirittura pubblicato due album: The Letter O nel 2016 e Confirmed nel 2017. Il primo è stato intitolato in quel modo per ripercorrere i luoghi della sua vita come Oakland, dove è nato, Ogden nello Utah, dove ha frequentato il college e infine lo stato dell’Oregon dove gioca con i Blazer. Nel disco ci sono featuring di un certo calibro come quelli con Lil Wayne, Jamie Foxx e Raphael Saadiq. Il titolo del secondo album invece l’ha spiegato proprio Damian ed è molto interessante per capire meglio il fenomeno dei rapper-giocatori: C’è sempre stato qualcuno che ha avuto da ridire sul fatto che io trascorressi parte del mio tempo in studio, nonostante in palestra e in campo abbia sempre fatto il mio dovere. Ho sempre creato musica pur giocando a pallacanestro, a ogni livello. Ora questo non è più un esperimento, è il mio secondo album, e merita rispetto. È parte di me, è parte di quello che faccio”. L’abilità nel rappare di Lillard non è certo paragonabile al suo ball handling, ma solo perché quello è per pochissimi. Vi segnaliamo il freestyle in una radio perché dimostra tutta la sua bravura con la musica. Forse fra tutti i colleghi è quello con più talento in questo hobby così particolare.

LONZO BALL

Tra tutti questi giocatori poteva mancare la famiglia Ball? Hanno cercato di attirare l’attenzione anche con la musica. A partire dalla scorsa estate, quando ancora Lonzo non era entrato nella Lega, hanno iniziato a pubblicare delle canzoni, continuando per tutta la stagione arrivando a una decina di tracce. Poco tempo fa è stata pubblicata anche un dissing di Lonzo Ball nei confronti del compagno di squadra Kyle Kuzma, salvo poi risultare una cosa scherzosa come confermata anche dall’interessato. È chiaro che fare musica, come tutte le vicende che avvengono fuori dal parquet, possano far attirare l’attenzione della gente su un atleta o, come in questo caso, su un vero e proprio brand che è la famiglia Ball. Come binomio canzone-video vi segnaliamo l’ultima, uscita solamente due settimane fa. Si tratta di un featuring tra Lonzo e LiAngelo, titolo: BIFT. Nel video ci sono tutti della famiglia Ball, anche la mamma. LaVar ha addirittura due pistole spara soldi. Possiamo fermarci qua, non c’è più un limite per loro.

LANCE STEPHENSON

Non sorprendetevi. Per Lance tutto è possibile, anche fare musica. In questo caso più che di rap, come i giocatori precedenti, parliamo di trap. Dopo dei Playoff in cui come sempre si è fatto notare per i suoi atteggiamenti e le sue giocate sopra le righe, non sta vivendo un buon periodo perché i Pacers hanno deciso di renderlo free agent non esercitando l’opzione sul suo contratto. Musicalmente invece è sempre attivo. Per adesso non ha ancora fatto uscire un album ma pubblica vari singoli appena li termina. Quello su cui vogliamo porre l’attenzione è la canzone Hot Nigga del 2014 scritta nel momento in cui gioca per gli Charlotte Hornets. Forse per omaggiare il proprietario della franchigia, ha scritto queste due barre Love Indiana, I’m a miss some good days / Charlotte Hornets, MJ, that’s a new wave”. Per quanto riguarda il video della canzone c’è un’insegna enorme luminosa con scritto “Born ready”, il suo soprannome datogli dopo aver vinto tutto quando era all’high school, un peso sul collo diamantato con la stessa scritta, una Rolls Royce bicolore con il cielo stellato e un’apparizione del suo grande amico Paul George. Ma c’è anche tanto basket, come tanti sono i riferimenti nel testo. Trovati una squadra e continua a stupirci, Lance.

VICTOR OLADIPO

La star degli Indiana Pacers è un altro giocatore con la passione per la musica. È possibile che qualcuno lo ricordi allo Slam Dunk del 2015 quando prima di una schiacciata ha cantato New York, New York di Frank Sinatra, riuscendo a sorprendere tutti i presenti. Un simpatico siparietto è avvenuto anche alla consegna dei premi di questa stagione, gli NBA Awards, in cui il presentatore della serata ha chiesto a Oladipo di cantare qualcosa e il giocatore l’ha subito accontentato. A differenza dei suoi colleghi però, non si cimenta nel rap ma con la musica R&B. Nel 2017 ha fatto uscire il suo primo EP intitolato Songs for you. Singolo del disco è Unfollow, di cui sotto potete vedere il video. Canzone orecchiabile e che mette in evidenza la buona vocalità della guardia della guardia ex Orlando Magic. Nel video Oladipo ha un abbigliamento sobrio, anche qui è in controtendenza con i suoi colleghi cestisti, ma c’è anche la volontà di mandare un messaggio agli ascoltatori: quello del chiodo schiaccia chiodo. Grazie Victor di ricordarci che in amore vince sempre chi fugge. Romanticone.

ANDRE DRUMMOND

Con il nome d’arte di Dre Drumm, il centro di Detroit ha fatto un featuring con il rapper Nate Nixen, anche lui proveniente dalla città del Michigan. Drummond in questa canzone, che potete ascoltare qua sotto, mette in mostra tutte le sue abilità di rapper. 211 centimetri di flow che convinsero molti ascoltatori a definirlo come “il miglior rapper-giocatore” tra i nomi citati in precedenza. Con un tweet pubblicato qualche giorno dopo l’uscita della canzone Drummond precisò: “Non sono un rapper. Ho solo fatto del freestyle per divertimento. Sono concentrato solo sul basket, non abbiate paura”. Con questa affermazione sembrerebbe che Andre sia intenzionato a non riprendere più in mano il microfono e a interessarsi solo di basket, chissà se non ricadrà in tentazione…

Questi sono gli attuali giocatori dell’NBA a cimentarsi anche nel mondo della musica. Scuramente in futuro ci sarà anche qualche altro giocatore a farlo, speriamo solo che il loro interesse principale rimanga sempre la palla a spicchi.


 

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Nato per sbaglio a Cesena nel 1993, laureato in Architettura. Da bambino scarso calciatore, vengo a conoscenza dell’NBA solo in tarda età. Subito grande amore. Anche in questo caso meglio guardare che giocare in quanto pessimo rilascio. Altre passioni: birra e motori d’epoca.