Interventi a gamba tesa

I Leoni dell’Atlante sono pronti a stupire


Siamo stati abituati, nel corso degli anni, a vedere l’urna mondiale proporci accoppiamenti strani, specialmente nella fase a giorni, tra nazionali assolutamente distanti a livello geografico e culturale. Quest’anno, al Mondiale russo, tra le partite “ai confini del mondo” ci saranno per esempio Islanda-Nigeria e Svezia-Corea del Sud, ma l’urna della FIFA ha anche riservato per il girone B un andamento in controtendenza. Oltre all’Iran infatti in quel raggruppamento sono presenti 3 nazionali i cui confini sono separati dal solo Stretto di Gibilterra, vale a dire Spagna, Portogallo e Marocco, con questi ultimi decisi a giocare il ruolo della sorpresa e a vendicare il momento in cui i loro antenati furono cacciati dalla penisola iberica.


Il Marocco conta solamente 5 presenze ai Campionati del Mondo, ma si presenta in Russia con una rosa composta da un buon mix di veterani e giovani in ascesa, ma soprattutto forti di un girone di qualificazione in cui, nelle duplici sfide con Costa d’Avorio, Gabon e Mali, non è mai uscita sconfitta e non ha mai nemmeno subito gol. L’ultima apparizione dei Leoni ai Mondiali risale a Francia ’98, anno in cui la nazionale marocchina raggiunse il best ranking FIFA con il 10° posto, e in quell’occasione sfiorarono anche la qualificazione al secondo turno, condannati solamente all’ultima giornata da un inatteso tonfo del Brasile contro la Norvegia di Tore Andre Flo. Vent’anni dopo i ragazzi di Hervè Renard non vogliono più farsi beffare.

Modulo e stile di gioco

Proprio dall’analisi del profilo di Renard bisogna partire per cercare di capire come giocherà il Marocco in questa competizione. A dispetto del lungo capello biondo, tipico di quella zona alpina della Francia di cui è originario, Renard si è dimostrato un allenatore assolutamente compatibile con il calcio del “continente nero”; è infatti il primo allenatore della storia ad aver vinto due Coppe d’Africa con due squadre diverse, rispettivamente la sorpresa Zambia nel 2012 e la più pronosticabile Costa d’Avorio nel 2015. Il dato che più fa riflettere rispetto a quelle due finali vinte è che entrambe furono decise ai calci di rigore dopo lo 0-0 nei rispettivi 120’ di gara. Questo fatto, combinato con gli zero gol subiti nel girone di qualificazione e con la fascia da capitano al braccio di Medhi Benatia potrebbe far pensare che la principale caratteristica del Marocco di Renard sia la compattezza e l’attenzione alla gestione delle transizioni difensive, ma non è proprio così. La nazionale marocchina, infatti, dispone di una batteria di fantasisti che fa invidia a molte delle partecipanti di questo mondiale e, seppur costretto a rinunciare a Boufal, Renard ha dimostrato di voler attingere a piene mani dal talento dalla qualità dei suoi “Numeri 10” Belhanda, Ziyech e Boussoufa su tutti.

Il 4-2-3-1 con cui ha schierato i suoi ragazzi nelle amichevoli pre-mondiali, è disegnato per garantire la coesistenza dei trequartisti e facilitare un gioco nello stretto, fatto di tagli alle spalle della difesa e uno-due per liberare le conclusioni dal limite. L’arretramento di Boussoufa sulla linea mediana libera un posto sulla trequarti, che potrebbe essere occupato da Belhanda o da Amine Harit, ventenne dello Schalke 04 pronto a consacrarsi agli occhi del calcio internazionale. Sulla fascia fiducia a Ziyech, che dovrebbe avere il compito di portare palla verso il centro del campo in modo da liberare la corsia laterale alle sovrapposizioni dei terzini, in particolare di Achraf, giovane promessa del Real Madrid, di cui si parla un gran bene. Attenzione, però. Giocare con un numero così alto di trequartisti, conoscendo la loro scarsa propensione al sacrificio, potrebbe scoprire la “coperta” difensiva, soprattutto nelle partite in cui il Marocco non parte da favorita, contro Spagna e Portogallo. Renard cambierà qualcosa?

L’uomo chiave

Medhi Benatia è l’uomo simbolo, il calciatore di maggior spessore internazionale, e di questi Leoni formato 2018 è infatti il capitano. Non è un caso che a marzo la nazionale marocchina si sia allenata ed abbia giocato una partita amichevole allo Juventus Stadium, sfruttando gli impianti della squadra in cui Benatia si è allenato durante tutta la stagione.

Una delle foto più belle di questo pre-mondiale.

Benatia è senza dubbio il leader tecnico ed emotivo della selezione marocchina, tuttavia a livello tattico il giocatore da cui probabilmente dipenderanno le fortune del Marocco è Hakim Ziyech, trequartista dell’Ajax autore di 17 gol e 9 assist nel campionato di Eredivisie e su cui la Roma sembra aver puntato gli occhi. Ziyech è il giocatore più fantasioso della squadra, è dotato di un uno contro uno micidiale e possiede un mancino davvero preciso che sfrutta benissimo soprattutto quando finta “a rientrare”. I terzini di Spagna e Portogallo dovranno sicuramente stare attenti ed andarsi a vedere le sue giocate in qualche video. Attenzione anche alle “stelline” in rampa di lancio Harit e il già nominato Achraf.

Se avete cinque minuti di tempo, è il video che fa per voi.

L’aneddoto 

Nell’edizione dei Mondiali del 1986 in Messico il Marocco fu inserito in un girone di ferro molto simile a quello che si troverà ad affrontare quest’anno, insieme ad Inghilterra, Portogallo e Polonia. Condannato da tutti senza appello ad essere la squadra-materasso del gruppo il Marocco guidato da Josè Faria si rivelò la sorpresa del Mondiale, vincendo il proprio raggruppamento davanti all’Inghilterra e portando per la prima volta l’Africa nella fase a eliminazione diretta di un Campionato del Mondo, dove fu sconfitto dalla Germania per 1-0. Chissà che Benatia e compagni non possano essere ispirati da quell’esperienza…

Il pronostico

È assolutamente chiaro che il Marocco parta come terza forza di questo girone, la Spagna ha un organico più forte ed il Portogallo ha Cristiano Ronaldo e tanto basta. Bisogna però stare molto attenti all’ordine delle partite, infatti la prima giornata vedrà subito il derby Spagna-Portogallo, mentre il Marocco giocherà con l’Iran. Se il Marocco dovesse vincere e convincere contro gli iraniani e il Portogallo non riuscisse a fare risultato contro la Spagna il passaggio del turno sarebbe da mettere in discussione. Tutti quanti ci ricordiamo quanto faticò il Portogallo nel girone dell’Europeo francese che poi andò a vincere, e se i marocchini si presenteranno in un buono stato di forma, come hanno dimostrato nelle amichevoli finora disputate, la classifica del raggruppamento è tutta lì da scrivere.


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Alessandro Ginelli, nato a Cremona il 23/11/1996, da quel giorno vivo grazie all’aria, al cibo e allo sport. Una presenza in serie D allo stadio Euganeo di Padova in Atletico San Paolo - Fiorenzuola è il ricordo più bello e romantico riguardo la mia carriera di calciatore, da lì ho peró abbandonato il sogno di fare del calcio un lavoro grazie ai miei piedi e da un paio d’anni sogno di farlo grazie alle mie parole e alle mie opinioni. Per questo obiettivo studio Comunicazione, media e pubblicità presso l’Università IULM di Milano e coltivo il sogno di diventare giornalista sportivo. Scegliere quali sport mi piacciano di più sarebbe piuttosto difficile, quindi facciamo così: non mi piace granchè il golf.